raptus

IL RAPTUS? PER LA MEDICINA NON ESISTE - MELANIA RIZZOLI: "GLI IMPULSI INCONTROLLATI E IRRAZIONALI SONO UN’INVENZIONE – GLI PSICOLOGI CONFERMANO: NELLE PERIZIE PSICHIATRICHE CHE VENGONO RICHIESTE NEI CASI DI OMICIDI, SOLO IL 5% DEI SOGGETTI RISULTA AFFETTO DA INCAPACITÀ DI INTENDERE E DI VOLERE, MENTRE NEL RESTANTE 95% SI TRATTA DI PERSONE NORMALI”

Melania Rizzoli per “Libero quotidiano”

 

raptus

Diciamolo una volta per tutte: il raptus non esiste. Nel linguaggio comune con questo termine si intende un impulso improvviso ed incontrollato (dal latino raptus: rapimento) di forte entità, che porta il soggetto ad episodi violenti ed aggressivi verso gli altri o verso se stesso.

 

Il giornalismo italiano usa e si ostina ad usare questo termine avvicinandolo al concetto di momentanea incapacità di intendere e e di volere che, per il nostro ordinamento (art.85 codice penale), esclude la sussistenza del reato e rende il soggetto autore della violenza non punibile.

 

La psichiatria internazionale però ha sempre escluso con fermezza l' esistenza del raptus, poiché non se ne trova traccia nella patologia mentale, e lo considera un concetto obsoleto ed inesistente dal punto di vista medico e scientifico, che non va confuso con nessuna condizione psicopatologica in grado di ridurre la capacità di giudizio. Il raptus quindi per la medicina non esiste, non è un deficit episodico del cervello, ma troppo spesso sotto il cappello del "raptus omicida" si prova a giustificare l' azione di grande violenza e ad attenuare la colpa di chi la commette, mascherando di fatto la malvagità d' animo di individui che covano cattiveria ed inaudita crudeltà, solo apparentemente imprevista ed impulsiva, che trova il momento culminante nell' assassinio, operato in genere su soggetti più fragili, deboli, su persone indifese e quindi più esposte.

raptus

 

ultime sentenze Le recenti sentenze di Bologna e Genova, che hanno alimentato polemiche e clamore, hanno dimezzato la pena a due imputati rei-confessi di femminicidio, adducendo attenuanti quali le "tempeste emotive" o "raptus di follia", ed hanno usato tali termini ad uso giustificazionista ed assolvente, offrendo l' impressione di legittimazione della brutalità, della violenza emotiva e del possesso, e concretamente depotenziando la gravità del fatto e la responsabilità del crimine.

 

Il termine raptus infatti, viene in genere usato dall' informazione mediatica per attribuire la causa di un reato ad un fatto inspiegabile, irrazionale e misterioso, imputandolo ad una momentanea infermità mentale, e viene descritto come una soluzione "narrativa" efficace nelle cronache di sangue, come a giustificare l' efferatezza del delitto, dandogli la parvenza dell' impeto incosciente e mortificando il lungo iter criminoso che invece è sempre presente.

 

Nelle aule di giustizia da decenni non vi è più nessun riferimento forense o scientifico al termine raptus, né con riguardo all' imputabilità, né con riguardo agli stati emotivi e passionali, e nelle perizie psichiatriche che vengono richieste nei casi di omicidi, solo il 5% dei soggetti risulta affetto da incapacità di intendere e di volere, mentre nel restante 95% si tratta di persone normali da un punto di vista clinico, mentalmente sane, niente affatto immerse nella follia od accecate dai fantomatici raptus, fatti passare sovente come fulmini a ciel sereno o lampi di pazzia.

melania rizzoli

 

L' improvviso atto distruttivo costituisce uno dei capitoli più controversi della psichiatria clinica e forense, e spesso si fa un ricorso del tutto inappropriato ad una condizione mentale che da un punto di vista psico-patologico non esiste, e non esiste nemmeno alcuna connessione scientifica tra il raptus e il femminicidio, perché semplicemente ci sono uomini che odiano le donne, che sono sopraffattori, prevaricatori e violenti, e quando una persona diventa per loro un peso insopportabile, come si fa con i pesi, loro la eliminano. È semplicemente quella che viene definita la banalità del male.

 

alcol e droga L''alcol e la droga sono elementi che possono aumentare il rischio delittuoso, perché possono di sicuro aumentare l' impulsività e diminuire la razionalità, ma deve necessariamente coesistere anche una base di odio, di livore stratificato che si accumula e cresce in modo latente nell' individuo, e che è in grado di far esplodere la violenza, senza la presenza di alcuna patologia mentale o psichiatrica. La depressione è l' altra condizione che spesso viene chiamata in causa nei fatti di cronaca nera, ma le persone depresse, la cui caratteristica principale è la paura del rapporto con gli altri, non sono assolutamente più esposte a compiere alcun tipo di crimine, anzi spesso sono loro a compiere del male verso se stessi, senza alcun raptus. Sicuramente ogni condizione di grave sofferenza fisica o psichica può comportare momenti di grande sconforto, ma le manifestazioni aggressive in corso di depressione sono quasi inesistenti.

E poi ci sono le statistiche.

 

melania rizzoli

Gli uomini che fanno male ai propri figli hanno tendenzialmente un' età tra i 30 e i 45anni, ed utilizzano quasi sempre un coltello o una pistola, a differenza delle donne che commettono invece infanticidi usando oggetti casuali trovati in casa, a volte per soffocamento od annegamento, e questi assassini non colpiscono mai in preda a un raptus di follia, e, cosa più grave, chi gli vive accanto non riesce quasi mai a cogliere i segnali di un eventuale pericolo.

 

Molte persone sane di mente usano il termine raptus per autoassolversi da un gesto rabbioso, violento o crudele, camuffando la propria malvagità come una responsabilità del cervello che li ha resi per un momento incoscienti, senza riconoscere che la coscienza è un bene prezioso e sempre vigile, una voce silenziosa che ci parla e ci guida, ma che, una volta obnubilata dalla rabbia, o ignorata appositamente, è incapace di fermare la mano ingiuriosa venendo prevaricata dalla volontà omicida. Nelle crisi acute di angoscia in cui concomitano turbamento emotivo intenso, emergenze impulsive, dismnesie e soppressione dell' affettività, non si è mai in presenza dell' incapacità di intendere e di volere, e non si può parlare di raptus inteso come turba episodica nemmeno in senso lato, perché l' atto criminale è solo il gesto violento messo in pratica da una persona in pieno possesso delle proprie facoltà mentali, rendendo quindi il soggetto pienamente imputabile.

 

raptus

L' uso improprio ed imprudente del termine raptus, genera nel grande pubblico, poco esperto di questioni psicopatologiche, una certa confusione, dovuta principalmente al fatto che viene veicolato un messaggio errato dal punto di vista clinico, per cercare di dare un senso all' indefinibile, e di fronte a tutto quello che appare difficile da comprendere, descrivere e spiegare, spesso il giornalista compie l' errore di produrre un' informazione sbagliata, e di indurre il lettore o lo spettatore ad una conoscenza irreale che appresa dal giornale o dal telegiornale, nella sua mente diventa realtà, come nel caso del raptus, che è divenuto nella percezione comune una verità scientifica.

 

TERAPISTI italiani La Società Italiana di Psichiatria (Sip), a nome dei suoi iscritti, ha offerto alla pubblica opinione una nota stampa per evitare di fornire, in nessun modo, una pur minima sponda agli atti criminali attribuiti ignorantemente ad episodi di "raptus", dimostrando che in oltre 400 casi di omicidio esaminati, solo tre degli assassini risultavano portatori di una malattia mentale, accertata e certificata,e che nessuno dei crimini aveva nulla a che fare con il raptus. E se è scesa in campo la Sip per demolire eventuali dubbi ed inquietanti compromessi nella individuazione di cause alla base di comportamenti violenti, noi aggiungiamo che nessuno può più permettersi superficialità nel descrivere condotte che non hanno alcuna giustificazione psicopatologica, che non hanno fondamento scientifico, perché, lo ripetiamo, il raptus non esiste, si tratta sempre di un vero e proprio gesto aggressivo, di un atto odioso e criminale che può condurre a morte, e che la nostra società deve imparare a conoscere come tale.

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”