1. SCHETTINO ALL’ATTACCO! “NON FARÒ IL CAPRO ESPIATORIO DELLA CONCORDIA, SONO COMPARSE PROVE A MIO FAVORE. SMASCHERERÒ I FINTI EROI. LA GENTE MI VUOLE BENE” 2. SPARA A TUTTO CAMPO: “È STATO UN MALEDETTO INCIDENTE CON MOLTI RESPONSABILI, ANCHE CORPI DELLO STATO CHE QUELLA NOTTE NON FECERO IL LORO DOVERE” 3. SE LA PRENDE COL RETTORE DELLA SAPIENZA, CHE SI INDIGNÒ PER LA SUA PARTECIPAZIONE A UNA LEZIONE: “CHE DOPPIA MORALE: HA OSPITATO IL SANGUINARIO GHEDDAFI” 4. TUTTI LO VOGLIONO! “I PASSANTI MI INVITANO A CENA. CHIEDONO SELFIE. MI VOGLIONO PERSINO IN AMERICA. LA GENTE CAPISCE CHE SONO UNA PERSONA PERBENE” 5. OCCHIO AL MEMORIALE: “IL LIBRO È QUASI PRONTO. LA MIA VERITÀ FARÀ DISCUTERE”

A cura di Alberto Dandolo per Dagospia

 

SCHETTINOSCHETTINO

Il quotidiano locale di Ischia, Capri e Procida, Il Golfo ha pubblicato oggi un’intervista incontro esclusiva con l’ex comandante della Concordia Francesco Schettino. Realizzata da  Francesco Emilio Borrelli e da Mauro Iovino . A diffonderla questa mattina anche la Radio del Napoli Calcio (Radio Marte9 nella trasmissione « la Radiazza » condotta da Gianni Simioli. Schettino senza freni inibitori :

 

Il caso La Sapienza e Gheddafi

«Sono indignato in merito alla condotta del Magnifico Rettore dell’Università La Sapienza di Roma, Luigi Frati. Il Rettore si indigna per la mia presenza che per ora non ho ancora nessuna condanna mentre ha ospitato il dittatore sanguinario libico Muammar Gheddafi»

 

Il rapporto con la gente: " mi vogliono bene"

Schettino Schettino

“La gente mi accoglie senza pregiudizi – dice Schettino – mi vuole bene e deve sapere come sono andate realmente le cose e io non farò il capro espiatorio per difendere un sistema economico. Addirittura persone che non conoscevo mi hanno invitato a casa loro per un caffè e addirittura a cena”.

 

Sul caso Concordia: " non farò il capro espiatorio. Sono scomparse delle prove a mio favore"

francesco schettino in vacanzafrancesco schettino in vacanza

«E’ stato un incidente, un maledetto incidente. Per tanto tempo non ci ho dormito e ancora oggi è una ferita difficile da rimarginare. Ma non possono addossare tutte le colpe a me.  Le faccio un esempio di come il caso Concordia abbia modificato  anche l’industria navale. Dal 1 gennaio 2014 sono cambiate le regole per costruire le navi proprio perché il nostro affondamento è stata la somma di tanti problemi e accidenti. Anche gli inchini non si fanno più, o meglio alcuni continuano a praticarli ma certo molto meno rispetto a prima».

SCHETTINO CON LA MOLDAVASCHETTINO CON LA MOLDAVA

«La verità verrà a galla. Sono molto fiducioso».

 

«Perché nessuno parla dell’infermiera rumena che al processo ha testimoniato a mio favore rinunciando a 8mila euro? Ci sono testimonianze a mio favore che non vogliono ascoltare. Per non parlare di una telefonata “fantasma” che risulta dai tabulati e di cui è stranamente scomparsa la registrazione. Io so bene di cosa ho parlato in quella conversazione e chiedo che venga ritrovata.

 

«Smaschererò alcuni finti eroi che hanno speculato sulla mia persona facendo vergognare anche alcuni corpi dello Stato che durante la notte dell’affondamento della Concordia non fecero bene il loro dovere. Sono stato 30 anni per mare. Non sono un incosciente e non permetterò che mi facciano passare per capro espiatorio pur di difendere un determinato sistema economico»

schettinoschettino

 

«Io voglio assumermi la mia quota di responsabilità non pagare anche per colpe che non ho. Io so di aver fatto il mio dovere, so di non essere un codardo  altrimenti non potrei girare e stare in mezzo alla gente a testa alta. Ho sofferto molto ma sono in pace con me stesso. La mia più grande vittoria sarà quando i giudici verificheranno le vere responsabilità e non quelle sentenziate dalla stampa».

 

Il libro: " è quasi pronto"

Il tirannico Muammar Gheddafi Il tirannico Muammar Gheddafi

«Ho deciso di scrivere il libro verità. Prima guardavo la vita dalle navi. Guardavo fuori di me l’orizzonte. Adesso guardo soprattutto me stesso da dentro».

 

La  storia con l’ex vice ministro Bubbico il quale dopo la pubblicazione di alcune foto assieme all’ex comandante della Concordia affermò ai mass media che non l’aveva riconosciuta durante una iniziativa elettorale del Pd a Meta di Sorrento a favore del candidato Giuseppe Tito che poi è risultato anche essere stato eletto.

capitan schettino a ischiacapitan schettino a ischia

«Ho parlato a lungo con il Ministro. Quando ha affermato di non avermi riconosciuto sono rimasto interdetto. Ormai mi riconoscono ovunque. Tito poi è un amico, ci conosciamo da tempo e l’ho sostenuto con convinzione. A quanto sembra l’essere stato abbinato al mio nome non l’ha danneggiato visto che è stato anche eletto».

 

 

capitan schettino a ischia 4capitan schettino a ischia 4

L’INTERVISTA INTEGRALE

Mauro Iovino e Francesco Emilio Borrelli per « Il Golfo »

 

ISCHIA - Francesco Schettino è uno degli uomini più discussi e criticati degli ultimi anni. Protagonista dell’affondamento della Costa Concordia, accusato di aver provocato tante vittime, di aver voluto fare a tutti i costi un inchino pericoloso e ancora di essere stato un codardo abbandonando i passeggeri a bordo della nave che gli era stata affidata .

 

La sua vita e la sua storia sono al centro delle cronache nazionali e internazionali da tempo. Noi lo abbiamo  incontrato all’Hotel Sorriso con l’imprenditore Antonio Impagliazzo per capire le sue ragioni e anche il suo amore per l’isola dove ha soggiornato per quasi tutto il mese di agosto con la figlia.

capitan schettino a ischia capitan schettino a ischia

 

«Questa non è una intervista” esordisce il Comandante «ma una chiacchierata tra uomini. Qui ad Ischia ne ho incontrati parecchi e voglio ringraziarli per l’ospitalità tramite il Golfo che ho avuto modo di trovare ovunque.  Mi hanno accolto senza pregiudizi, non mi sono sentito condannato a priori. Ho incontrato tanti “lupi di mare” come me il Comandante Geppino Aperto che mi ha commosso per il suo affetto. Tante persone mi hanno dato attestati di stima e affetto che mi hanno riempito il cuore. Addirittura persone che non conoscevo mi hanno invitato a casa loro per un caffè e addirittura a cena».

 

Schettino è un fiume in piena e ha deciso di raccontarsi al nostro quotidiano. Lo abbiamo trovato rilassato e molto determinato nel difendere le sue ragioni. E’ consapevole di essere nell’occhio del ciclone e sa di doversi assumere grandi responsabilità. Ma non ci sta a fare il capro espiatorio.  Ritiene di aver salvato molte vite umane. Se pensiamo che ad Ischia ci sono volute più di 72 ore per ritrovare il corpo del povero Filippo Vinaccia lui si sente in pace con se stesso per aver portato in salvo migliaia di persone con una manovra difficile. Ci rivela anche, però, che spesso non riesce a dormire pensando alle vittime.

SCHETTINO TORNA SULLA COSTA CONCORDIA FOTO LAPRESSE SCHETTINO TORNA SULLA COSTA CONCORDIA FOTO LAPRESSE

 

Appare evidente che l’ex comandante della Concordia nel suo processo venderà cara la pelle.

Ma andiamo per ordine. Iniziamo con il suo rapporto con Ischia.

 

È ad Ischia da diverso tempo. Ha scelto l’isola come sua seconda casa?

«Certo. Sono rimasto impressionato non solo per ospitalità ma anche per l’alta professionalità nel gestire la principale risorsa locale che è chiaramente il turismo. Ho viaggiato per anni e ho girato tutto il mondo e vi assicuro che Ischia è davvero al top. Sono rimasto davvero impressionato. Quando hanno fatto girare la voce che avrei partecipato all’isola dei famosi ho subito risposto che sull’isola dei famosi ci sono già ed è Ischia».

la concordia a genova 8la concordia a genova 8

 

Possibile mai che non c’è nulla che non l’ha soddisfatta di questo soggiorno?

«Ci sono ampi margini di miglioramento certamente. Ma io luoghi come il Poseidon, Nitrodi e Sorgeto non li ho mai visti in nessun altro posto del globo. In ogni caso se devo esprimere una critica certamente la viabilità, i parcheggi e una diffusa guida spericolata sono elementi davvero deboli. Mia figlia poi si lamenta tantissimo dei bus, non tanto per la frequenza con cui passano ma perché sono sempre strapieni».

 

Ma è vero che sta cercando casa a Ischia per stabilirsi qui?

la concordia a genova 4la concordia a genova 4

«Io a Ischia ci sto davvero bene e non escludo di venirci a vivere in un futuro ma per ora lo escludo. Abito in penisola sorrentina e ci metto poco a venire. In realtà io sono venuto non solo per relax ma anche e soprattutto per lavorare. Mi sono affidato al Comandante Rosario Ferrandino di Ischia che ha assunto la consulenza tecnica di parte nel mio processo penale. Infatti sto realizzando per conto dell’editore Graus un libro dove racconto la mia verità sull’affondamento della Concordia. Sarà un libro che farà discutere e riflettere. La gente deve sapere come sono andate effettivamente  le cose. Ci sono tante cose che dovranno essere chiarite».

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In effetti lei sembra l’unico responsabile di quel disastro

«E’ stato un incidente, un maledetto incidente. Per tanto tempo non ci ho dormito e ancora oggi è una ferita difficile da rimarginare. Ma non possono addossare tutte le colpe a me.  Le faccio un esempio di come il caso Concordia abbia modificato  anche l’industria navale. Dal 1 gennaio 2014 sono cambiate le regole per costruire le navi proprio perché il nostro affondamento è stata la somma di tanti problemi e accidenti. Anche gli inchini non si fanno più, o meglio alcuni continuano a praticarli ma certo molto meno rispetto a prima».

 

Eppure tutto le prove sembrano essere contro di Lei

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«La verità verrà a galla. Sono molto fiducioso. Mi hanno condannato alcuni giornalisti che si sono inventati anche vicende assolutamente non successe. Perché nessuno parla dell’infermiera rumena che al processo ha testimoniato a mio favore rinunciando a 8mila euro? Ci sono testimonianze a mio favore che non vogliono ascoltare. Per non parlare di una telefonata “fantasma” che risulta dai tabulati e di cui è stranamente scomparsa la registrazione. Io so bene di cosa ho parlato in quella conversazione e chiedo che venga ritrovata.

 

Inoltre, smaschererò alcuni finti eroi che hanno speculato sulla mia persona facendo vergognare anche alcuni corpi dello Stato che durante la notte dell’affondamento della Concordia non fecero bene il loro dovere. Sono stato 30 anni per mare. Non sono un incosciente e non permetterò che mi facciano passare per capro espiatorio pur di difendere un determinato sistema economico. Per questo ho deciso di scrivere questo libro verità. Prima guardavo la vita dalle navi. Guardavo fuori di me l’orizzonte. Adesso guardo soprattutto me stesso da dentro».

 

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Sugli scogli, però,  ci è andato a finire lei

 «Una cosa è sicura: una volta che è stato fatto il danno io con la mia manovra ho salvato migliaia di persone».

 

Lei quest’ultimo anno è stato protagonista di diverse polemiche. Una che ha fatto indignare tante persone è stata la lezione all’Università La Sapienza di Roma organizzata dal criminologo Vincenzo Maria Mastronardi. Un breve intervento «tecnico» per spiegare, dal suo punto di vista, cosa è accaduto nella notte del naufragio e sulla gestione di quei momenti di panico ha scatenato la dura reazione del Rettore Luigi Frati che ha deferito il docente promotore dell’iniziativa  definendo «una scelta indegna ed inopportuna invitare un rinviato a giudizio per reati così gravi, all’università che è una comunità educante».

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«Vorrei sottolineare il pulpito da dove proviene la predica. Il magnifico Rettore risulterebbe plurindagato. Sono indignato in merito alla condotta ed i trascorsi di Luigi Frati della Sapienza di Roma.  Ma poi questo Rettore si indigna per la mia presenza che per ora non ho ancora nessuna condanna mentre ha ospitato il  leader libico Muammar Gheddafi noto dittatore spietato e assassino. Che doppia morale».

 

Dicono che Lei abbia insistito per partecipare a questa lezione.

«Le sembra verosimile che io chieda di partecipare come ospite ad una lezione universitaria oppure è più logico che io sia stato invitato dall’Ateneo?»

 

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Oltre alla vicenda della Sapienza lei è stato protagonista anche della strana storia con l’ex vice ministro Bubbico il quale dopo la pubblicazione di alcune foto assieme a lei affermò ai mass media che non l’aveva riconosciuta durante una iniziativa elettorale del Pd a Meta di Sorrento a favore del candidato Giuseppe Tito che poi è risultato anche essere stato eletto.

 

«Ho parlato a lungo con il vice Ministro. Quando ha affermato di non avermi riconosciuto sono rimasto interdetto. Ormai mi riconoscono ovunque. Tito poi è un amico, ci conosciamo da tempo e l’ho sostenuto con convinzione. A quanto sembra l’essere stato abbinato al mio nome non l’ha danneggiato visto che è stato anche eletto».

costa concordia costa concordia

 

Con l’ex comandante della Concordia, Schettino ci intratteniamo per circa 3 ore. Una lunga conversazione interrotta, più volte, da turisti che alloggiano in albergo che chiedono una foto o lo avvicinano semplicemente per scambiare qualche battuta. Lui non si nega a nessuno.

  

È impressionante il numero di selfie e foto che la gente le fa ovunque. La trattano come una star.

 

«Io so bene di non essere un personaggio del mondo dello spettacolo e non vorrei essere diventato famoso per la vicenda della Concordia però molta gente mi manifesta stima, calore e affetto. Perché non dovrei accontentarli. So di espormi alle critiche ma io sono una persona naturalmente generosa e buona. Forse fin troppo buona. L’altro giorno stavo andando a mare e ho incontrato due ragazzi. Mi hanno chiesto di farsi la foto con me e io ho gentilmente declinato l’invito.

costa concordia costa concordia

 

A quel punto il ragazzo mi ha detto “mia moglie è incinta perché si rifiuta di darle questa gioia?” A quel punto ho ceduto. Mi chiamano anche dall’estero per manifestarmi sostegno. Mi vorrebbero anche in America. Io non mi sottraggo. Se la gente vede in me un riferimento ed una persona perbene ci sarà un motivo. Io appaio e sono diverso da quello che alcuni hanno tentato di descrivere».

 

Va bene ma non può negare di avere avuto anche lei delle responsabilità sulla tragedia della Concordia.

LUIGI FRATI LUIGI FRATI

«Io voglio assumermi la mia quota di responsabilità non pagare anche per colpe che non ho. La gente mi ferma per strada anche perché percepiscono il mio stato d’animo. Io so di aver fatto il mio dovere, so di non essere un codardo  altrimenti non potrei girare e stare in mezzo alla gente a testa alta. Ho sofferto molto ma sono in pace con me stesso. La mia più grande vittoria sarà quando i giudici verificheranno le vere responsabilità e non quelle sentenziate dalla stampa».

 

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