pandu nayak

SE AVETE FATTO UNA RICERCA SU GOOGLE, AVETE AVUTO RISPOSTA GRAZIE AL LAVORO DI PANDU NAYAK - E’ UNO DEGLI INGEGNERI CHE SI OCCUPA DEL MOTORE DI RICERCA: “ABBIAMO A CHE FARE CON MIGLIAIA DI MILIARDI DI PAGINE WEB IN COSTANTE EVOLUZIONE: SE LO SI STAMPASSE, COPRIREBBE 12 VIAGGI DI ANDATA E RITORNO PER LA LUNA - OGNI GIORNO IL 15% DELLE RICERCHE È DEL TUTTO INEDITO - GOOGLE NON SA TUTTO DEGLI UTENTI PERCHÉ…”

Davide Casati per il “Corriere della Sera”

 

PANDU NAYAK

Se avete fatto una ricerca su Google, oggi, le vostre domande hanno avuto risposta grazie (anche) al suo lavoro. Pandu Nayak è uno dei pochissimi (una dozzina, si stima) a fregiarsi del titolo di Google Fellow: una categoria di ingegneri che il New Yorker definisce, semplicemente, come quella «dei migliori al mondo nel rispettivo campo».

 

Ed è l'uomo che si occupa proprio del motore di ricerca: il cuore di Mountain View. Un cuore misterioso: nessuno ha idea, nel dettaglio, di come funzioni. Nessuno tranne Nayak, e pochissimi altri. Nel suo tempo libero, spiega la biografia diffusa dalla società, questo esperto di intelligenza artificiale «insegna a Stanford». In realtà, spiega nel corso dell'intervista, trova il tempo per leggere, badare alla famiglia e «meditare: un' ora al giorno». Inizia a spiegare come funzioni il motore di ricerca così: «Ha presente l' indice di un libro?»

 

Presente, sì.

PANDU NAYAK

«Ecco: più o meno, è uguale. Con due differenze notevoli. Il primo: un libro di 300 pagine magari ha un indice di 3. Noi abbiamo a che fare con migliaia di miliardi di pagine web in costante evoluzione: se lo si stampasse, coprirebbe 12 viaggi di andata e ritorno per la Luna. Il secondo è che le combinazioni di parole usate sono infinite: ogni giorno il 15% delle ricerche è del tutto inedito. Sono domande mai poste prima».

 

Come si fa?

«Grazie ad algoritmi che sanno come mettere in ordine di rilevanza i risultati in base a fattori come la posizione delle parole, i link tra diverse pagine, la freschezza delle informazioni, il luogo dove si effettua la ricerca».

 

Ma se il motore funziona bene, qual è il vostro ruolo?

«Nel solo 2017 sono state fatte 2.453 modifiche agli algoritmi: 6 al giorno. E prima di dare il via a ogni cambiamento occorre il nulla osta da gruppi diversi di persone».

PANDU NAYAK

 

Una valigetta nucleare.

«Più o meno».

 

Trump vi accusa di truccare i risultati per danneggiarlo.

«Dubito di poterlo convincere, ma si sbaglia: lo dimostrano fior di studi. La verità è che non sappiamo nulla delle preferenze politiche di un utente o del contenuto di un sito».

 

La percezione comune è che Google sappia tutto di noi...

«Non è così. C'è davvero poca personalizzazione nei risultati della ricerca. E la ragione è che le persone cercano risposte specifiche, non personalizzate. Il problema che chi fa una ricerca vuole risolvere non è influenzato dalla personalizzazione».

 

Quello della disinformazione è un problema, per voi?

«Da almeno due anni. Per risolverlo non ci siamo arrogati il diritto di stabilire quel che è vero o no con un algoritmo, ma abbiamo dato maggiore rilevanza a pagine con più autorevolezza».

PANDU NAYAK

 

La dimensione globale vi pone di fronte a decisioni delicate, quando si parla di disinformazione. Nel 2010 avevate deciso di lasciare la Cina; di recente, le voci su un piano per rientrarvi hanno suscitato polemiche interne. Come agirete?

«Alla base dell' azione di Google ci sono diversi valori. Il primo è quello di incoraggiare l'accesso alle informazioni. A tutti: non solo a chi vive in Occidente. Certo, operiamo in Paesi che hanno regole diverse. Ma il punto nodale per noi resta lo stesso: rendere accessibili informazioni in tutto il mondo».

 

Sempre più persone fanno a Google vere domande: ponendo su di voi l'onere della verità della «risposta».

«Ci sono situazioni nelle quali la risposta corretta è una sola: e la forniamo, semplicemente. In altri casi, dobbiamo fare in modo che l' utente entri in contatto con diverse prospettive su un' informazione».

 

Semplice su uno schermo, meno su dispositivi vocali.

«Troveremo il modo migliore per farlo anche lì, è decisivo».

 

GOOGLE MOTORE DI RICERCA

Qual è il futuro dei motori di ricerca, visto da Google?

«Non faccio il futurologo, ma ci sono almeno due aspetti esaltanti. Le ricerche vocali aumentano enormemente la possibilità che persone con basso livello di istruzione possano accedere alle informazioni. E l'intelligenza artificiale ha aumentato l'accuratezza di traduzioni immediate: leggere testi in altre lingue sarà possibile a tutti».

 

Sull' intelligenza artificiale, la concorrenza di altri giganti, a partire da Amazon, è serrata. Il dinosauro che campeggia a Mountain View è una specie di memento?

«Guardi, ci sono un sacco di aziende che stanno facendo cose strepitose. Ma la competizione spinge tutti a migliorare. È un momento straordinario per fare ciò che facciamo: anche per questo».

Ultimi Dagoreport

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!