SEIMILA ITALIANI HANNO L’AIDS E NON LO SANNO – L’ALLARME DELL’ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITÀ: QUASI TUTTI HANNO CONTRATTO IL VIRUS PER VIA SESSUALE – PIÙ COLPITI I MASCHI, MA LA DIAGNOSI TARDIVA POTREBBE NON ESSERE SUFFICIENTE – ECCO COME SAPERE SE SI HA L’HIV…

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Stefania Del Principe per www.diariodelweb.it

 

AIDS AIDS

L’HIV continua a mietere vittime. Se fino a mezzo secolo fa le campagne contro questo temibile virus erano all’ordine del giorno, oggi se ne sente parlare decisamente meno. E, probabilmente anche a causa di ciò, il patogeno continua ad agire indisturbato. Ma ciò che più stupisce e spaventa è che secondo recentissime stime ci sono almeno seimila pazienti affetti da HIV in stadio avanzato ma non sanno neppure di averlo. Ecco gli sconcertanti dati emersi dall’Istituto Superiore della Sanità.

 

Seimila persona affette da virus

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I dati parlano chiaro e lanciano un ulteriore allarme per quanto riguarda uno dei più temibili virus della storia: più di seimila persone in Italia hanno contratto l’HIV da anni ma non sanno neppure di averlo. I risultati sono stati ottenuti da uno studio coordinato da Vincenza Regine dell’Istituto Superiore della Sanità e pubblicati su Eurosurveillance. «Si tratta di uno studio che ha messo in luce le caratteristiche e il numero di queste persone. E' importante, perché si quantifica il dato dei pazienti che sono andati avanti a lungo senza una diagnosi», ha dichiarato ad Adnkronos Ganni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità.

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Più maschi che femmine

Durante lo studio è anche emerso che i maschi sono stati gli individui più colpiti e rappresentano ben l’82,8% dei casi. Quasi tutti sembrano aver contratto il virus per via sessuale, di cui il 33,4% con rapporti eterosessuali e il 35% con persone appartenenti allo stesso sesso. Mentre la regione con il maggior numero di soggetti infetti sembra essere la Liguria. Le persone non ancora diagnosticate con un HIV in fase avanzata presentano un numero di linfociti CD4 inferiore e 350 cell/μL.

 

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Le conseguenze di una diagnosi tardiva

«La diagnosi tardiva dell'infezione ha conseguenze negative sia per il singolo che a livello di popolazione. I pazienti rispondono in modo insufficiente alla terapia antiretrovirale, e il loro trattamento è spesso complesso e costoso». Senza considerare che i pazienti affetti da HIV hanno anche un elevato rischio di incappare in eventi clinici negativi e morte. «Il tempo medio tra l'infezione da HIV e la diagnosi, pur migliorando, è ancora quasi quattro anni – spiegano gli esperti di Eurosurveillance  - Poiché l'inizio del trattamento antiretrovirale precoce riduce la morbilità e la mortalità tra gli individui HIV-positivi e riduce la trasmissione dell'HIV ai partner HIV-negativi, è essenziale che le persone vengano diagnosticate precocemente.

 

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Al fine di ridurre ulteriormente il tempo dall'infezione da HIV alla diagnosi, i paesi dovrebbero prendere in considerazione l'implementazione e il potenziamento degli approcci innovativi per promuovere un maggiore accesso e l'accettazione dei test dell'HIV da parte dei più a rischio, inclusi test basati sulla comunità, test autodiagnostici e campionamento domestico, così come test guidati dalle condizioni dell'indicatore».

 

Cos’è l’HIV e come si trasmette

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L’HIV è un retrovirus che può provocare infezioni croniche che non rispondono positivamente ai meccanismi di difesa innescati dal sistema immunitario. Si può essere infettati dal virus per via sessuale (sperma o liquido vaginale), con una trasfusione di sangue, durante la gravidanza o attraverso il latte materno. Una volta che la persona è stata infettata, le cellule interessate possono attivare immediatamente la replicazione virale oppure possono rimanere inattive per mesi o addirittura anni senza che il soggetto sviluppi sintomi. In questo caso le cellule vengono definite latentemente infette, ma possono comunque trasmettere il virus ad altri individui.

 

Come agisce l’HIV 

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L'HIV attacca il sistema immunitario del corpo, in particolare le cellule CD4 ( cellule T ) – si legge sul sito del Center of Disease Control and Prevention - che aiutano il sistema immunitario a combattere le infezioni. Se non trattato, l'HIV riduce il numero di cellule CD4 (cellule T) nel corpo, rendendo la persona più soggetta a sviluppare infezioni o tumori correlati all'infezione. Nel corso del tempo, l'HIV può distruggere così tante di queste cellule che il corpo non è più in grado di combattere le infezioni e le malattie. È una malattia che necessita di cure continue perché senza terapia il tempo stimato per la sopravvivenza ha una media di dieci anni.

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Come si fa a sapere se si ha l’HIV?

Non esiste nessun altro metodo se non quello di seguire un apposito esame del sangue. Sul sito del CDC si legge che «Alcune persone possono sperimentare una malattia simile all'influenza entro 2 o 4 settimane dall’infezione (infezione da stadio 1 HIV). Ma alcune persone potrebbero non sentirsi male durante questa fase. I sintomi simil-influenzali comprendono febbre, brividi, rash, sudorazione notturna, dolori muscolari, mal di gola, affaticamento, linfonodi ingrossati o ulcere della bocca. Questi sintomi possono durare da pochi giorni a diverse settimane. Durante questo periodo, l'infezione da HIV potrebbe non apparire su un test HIV, ma le persone che lo hanno sono altamente infettivi e possono diffondere l'infezione ad altri. Se hai questi sintomi, questo non significa che hai l'HIV. Ognuno di questi sintomi può essere causato da altre malattie. Ma se hai questi sintomi dopo una potenziale esposizione all'HIV, consulta un medico e informalo del tuo rischio», concludono gli esperti.

 

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