esporlatu

SPARATORIE, MOLOTOV E MINACCE: CHE FAR WEST IN UN PAESE DI 385 ABITANTI - SI TRATTA DEL COMUNE DI ESPORLATU, IN SARDEGNA, DOVE DA DUE ANNI E MEZZO UN MINICLAN LOCALE TERRORIZZA GLI ABITANTI - TUTTO QUELLO CHE VIENE FATTO DALL'AMMINISTRAZIONE, DALLA SISTEMAZIONE DEI GIARDINI AI PICCOLI LAVORI, VIENE DISTRUTTO - TRA NATALE E CAPODANNO LE PALLOTTOLE HANNO ABBATTUTO LE LUMINARIE E CRIVELLATO LA FACCIATA DEL MUNICIPIO…

Nicola Pinna per “la Stampa”

 

Tra i cespugli all' ingresso del paese si raccolgono bossoli: né funghi né asparagi, ma cartucce di pallettoni appena esplosi. Non sono le tracce del passaggio dei cacciatori di cinghiali, quelle che spuntano sotto i primi lampioni di Esporlatu, dove fino a pochi giorni fa c' era un impianto di videosorveglianza super tecnologico.

 

IL COMUNE DI ESPORLATU

A Capodanno i soliti tre incappucciati l' hanno abbattuto con una raffica di fucilate: registrazione bloccata all' istante, immagini salvate nei server del centro di controllo. «Sono sempre gli stessi - svelano in Comune - Non si vedono in faccia e sono vestiti di scuro, ma dai movimenti si capisce chiaramente che gli autori anche di quest' ultimo attentato sono quelli che hanno organizzato i precedenti».

 

I fucilieri della notte da queste parti si sono fatti molto spavaldi e non si preoccupano più neanche di far sparire le tracce dei loro blitz. Incendi, bombe, minacce di morte e sparatorie. Una specie di guerra che terrorizza i 385 abitanti. Gli attentatori hanno quasi la certezza dell' impunità e se nessun carabiniere ha raccolto i proiettili dimenticati sul ciglio della strada è facile immaginare che anche stavolta le indagini non porteranno a nulla. Va avanti così da due anni e mezzo, in questo piccolo paese del Goceano: un angolo di Sardegna a metà strada tra Sassari e Nuoro, dove la gente ripete sempre più spesso la parola mafia. «Siamo ostaggio di una specie di clan che ci terrorizza - riflettono tre anziani riuniti al bar - Qui c' è un gruppo di prepotenti che ci vuole rendere la vita impossibile e ci sta riuscendo».

 

LA FAIDA NEL COMUNE DI ESPORLATU

Il sindaco Franco Furriolu vive in una specie di trincea fin da quando è stato eletto: messaggi intimidatori e attentati veri e propri. «Hanno iniziato sei mesi dopo l' elezione - racconta - Prima hanno lanciato una molotov dentro il mio garage, poi mi hanno incendiato la porta di casa. Temo che non sia finita. Nel frattempo ci è già passata tutta la giunta: siamo in carica dal giugno 2016 e abbiamo subito 9 attentati. Tutto quello che viene fatto dall' amministrazione, dalla sistemazione dei giardini ai piccoli lavori, viene distrutto. C' è qualcuno che vuole costringerci alle dimissioni ma non l' avrà vinta. Resisteremo, anche se vivere sotto assedio non è facile».

 

Con la pistola Il primo cittadino da qualche mese gira armato e la pistola sembra essere l'unica difesa. Perché il volto rassicurante dello Stato qui non si vede quasi mai. In questi giorni di allarme e polemiche le pattuglie dei carabinieri passano più frequentemente, ma a Esporlatu non c'è neanche la caserma.

 

«Tutto questo fa comodo a chi ha scatenato la guerriglia», riflette il vicesindaco Giovanni Canu, appuntato dell' Arma in pensione, che da quando è impegnato in politica si è ritrovato con una macchina bruciata e la casa di campagna abbattuta da una bomba: «La nostra colpa è solo quella di aver imposto regole precise sulla circolazione stradale, sullo sfruttamento dei terreni pubblici, sull' utilizzo della biblioteca o della piscina estiva. Qualcuno invece voleva vivere come in una riserva indiana».

LA FAIDA NEL COMUNE DI ESPORLATU

 

L'ossessione per i regolamenti, gli amministratori di Esporlatu la stanno pagando cara. E il movente di questa battaglia c' è chi l'ha spiegato pure su Facebook: «I militari non ci servono». È un messaggio a doppio senso, che non è solo rivolto all' aumento dei controlli invocato dalla giunta.

 

Il riferimento è diretto al sindaco, dipendente civile del Ministero della Difesa e al suo vice che è un ex carabiniere, ma anche all' assessore all' agricoltura che fa il maresciallo a San Teodoro e a un consigliere di maggioranza che è un militare della Brigata Sassari.

Le bombe e gli incendi finora sono rimasti senza colpevoli e l' unico che prova a mediare è il parroco. «Sono pronto a parlare con tutti, perché qui serve dialogo - ripete don Tonino Massidda - Gli autori di questi attentati si assumano il coraggio di confrontarsi».

 

In chiesa tutti ascoltano e annuiscono, ma la predica resta inascoltata. E tra Natale e Capodanno i pallettoni hanno prima abbattuto le luminarie, poi crivellato la facciata del municipio e distrutto l' impianto di videosorveglianza. «Non abbiamo neanche il coraggio di organizzare una fiaccolata - ammette un giovane allevatore in pausa pranzo - Se esprimi solidarietà agli amministratori rischi di diventare nemico di quelli che sparano».

IL COMUNE DI ESPORLATU

 

A Esporlatu lo spopolamento non è uno spettro futuro: è già realtà. Nel 2018 è nato solo un bambino, ma il prete ha celebrato parecchi funerali. Sono rimaste solo tre piccole imprese e il datore di lavoro con più dipendenti è l' agenzia regionale Forestas che ha in carico tre operai. Di giorno non c' è traffico e la sera tutti si rintanano in casa.

«Certo, il rischio è quello di trovarsi di fronte qualcuno con il fucile in mano - dice una pensionata che accompagna in aeroporto il figlio emigrato all' estero - Meglio non essere testimoni di nulla, perché poi te la fanno pagare».

Ultimi Dagoreport

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….