louise alexandra mazzucato

STRONZE ALLA GUIDA - CHI È LOUISE ALEXANDRA MAZZUCATO, LA 43ENNE CHE HA TRAVOLTO 8 PEDONI A ROMA DOPO ESSERE PASSATA COL ROSSO: INEBETITA, È SCESA DALLA SMART E SI È APPOGGIATA A UN MURETTO - POSITIVA AL DRUG TEST, GIRAVA SENZA PATENTE (RITIRATA PER DROGA), GIÀ DENUNCIATA PER ESTORSIONE E RAPINA, NEL 2013 È FUGGITA DOPO AVER CAUSATO UN INCIDENTE CON FERITI - I RACCONTI DI VITTIME E FAMILIARI

 

 

 

1. MONTEVERDE, ARRESTATA LA DONNA PIRATA

Alessia Marani per ‘Il Messaggero - Roma’

 

louise alexandra mazzucatolouise alexandra mazzucato

Louise Alexandra Mazzucato, 43 anni, è stata arrestata. É accusata di lesioni gravissime, omissione di soccorso e guida sotto l'effetto di stupefacenti e per di più senza patente. Ora si trova nel carcere di Rebibbia. É lei che lunedì sera ha investito e ferito cinque pedoni che attraversavano sulle strisce in viale dei Colli Portuensi in corrispondenza del semaforo all'angolo con via di Monte Verde. Per Alexandra alla guida della sua Smart celeste, da quanto ricostruito dagli agenti del commissariato San Paolo e dai numerosi testimoni, c'era il segnale rosso. Ma lei, invece, di fermarsi è andata dritta come un'arma puntata sui passanti. La folle corsa si è fermata qualche decina di metri più avanti.

louise alexandra  mazzucatolouise alexandra mazzucato

 

Per liberare il ferito più grave rimasto incastrato sotto il veicolo, sono intervenuti due cittadini che di peso hanno alzato la Smart. Lei, come inebetita, è scesa dall'auto e si è fermata con le spalle addosso a un muretto, senza dire una parola. Con le mani nei capelli anche l'amica che era con lei in auto, una coetanea segnalata dai poliziotti come assuntore di cocaina. Perché nella macchina gli agenti hanno trovato sei grammi di cocaina. Chi ha dato ad Alexandra tutta quella droga? Ed era solo per lei? Gli investigatori adesso stanno cercando di capire anche questo.

 

«HA AVUTO UNA CRISI»

«Alexandra? Una ragazza normale, come tante. La droga? Lunedì si era sentita male per davvero al volante, la ragazza che era con lei lo ha detto chiaro e tondo: ha avuto una crisi epilettica, aveva la schiuma alla bocca e per questo ha avuto l'incidente, non voleva passare con il rosso, ma in preda alla crisi non è riuscita a togliere il piede dall'acceleratore.

 

la smart di louise alexandra mazzucatola smart di louise alexandra mazzucato

La droga non c'entra», giura Simone, un amico che fa parte della rete di Roma ai romani vicina a Forza Nuova, e che ieri mattina era a casa sua, al piano terra di un'elegante palazzina a 500 metri dal luogo dell'incidente, ad attendere notizie dall'avvocato insieme all'anziana madre, una dipendente della Fao in pensione. «Speriamo che il ferito più grave si salvi», aggiunge.

 

I PRECEDENTI

Ma a sfogliare i brogliacci della polizia, la vita di Alexandra, insegnante di pilates e personal shopper, appare costellata di più o meno piccoli guai con la legge. Nel settembre dello scorso anno era stata denunciata al commissariato Trevi per estorsione e rapina; in pratica, con un complice era entrata in possesso di un telefonino e poi aveva contattato il legittimo proprietario: «Se lo rivuoi dacci 300 euro».

 

Nel 2015 la prefettura le aveva revocato la patente perché non si era sottoposta alle visite mediche per il rinnovo dopo che era stata segnalata per il consumo di droga. Tre anni prima era stata ospite ancora una volta degli uffici del commissariato San Paolo per un furto in una farmacia e, giovanissima, nel 97 era stata denunciata in due differenti occasioni per rapina e spaccio di stupefacenti.

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Quattro anni fa, invece - era il marzo del 2013 - i poliziotti della Stradale di Settebagni l'avevano denunciata perché era fuggita via dopo avere causato in auto un incidente con feriti. A Monteverde in molti la conoscono. E già subito dopo l'incidente, lunedì, c'era chi era pronto a scommettere che non fosse lucida alla guida. Poi la conferma dal drug-test.

 

Una vita senza regole, la sua. Con la passione per le Smart («ne ha avuta più di una e dell'ultima ne aveva anche denunciato il furto in passato», dicono i vicini), i cani, la moda e il fitness. «Una ragazza sempre ben vestita, con i capelli ben curati, ci teneva - dicono di lei in zona - ma è sempre stata problematica. Su quell'auto proprio non doveva salire, le rimarrà il rimorso».

 

 

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Dall’articolo di Marco Zonetti per www.affaritaliani.it - Ma chi è Louise Alexandra Mazzucato, con questo nome tanto simile a quello di Louise Veronica Ciccone, alias Madonna? Personal shopper e insegnante di Pilates, così si autodefinisce la bionda romana, i cui profili facebook - ne ha più d'uno - appaiono molto interessanti. "Se una donna non sa rendere incantevoli i propri errori, non è che una femmina" è la citazione che ne correda uno. Tutti quanti, pieni zeppi di selfie della bionda Louise in ogni posa possibile e immaginabile, sono gremiti di post dedicati agli animali e anche alla politica, in cui - a parte l'avversione a Matteo Renzi - sembra avere idee poco chiare.

 

Sui profili, da dove traspare una particolare avversione agli immigrati e un'appartenenza politica non ben definita ma "di tutto un po"', compaiono post di Matteo Salvini, di Giorgia Meloni, del M5s, di Casa Pound. E poi richiami alla razza, all'anticomunismo, alle "case farmaceutiche mafiose". Pochissime idee ma confuse insomma, si potrebbe commentare. Su tutti spicca una foto scattata in auto e pubblicata il 21 maggio con la didascalia: "2017. Ne rimarrà uno solo: il Dado". Una frase che, alla luce di quanto accaduto ai Colli Portuensi, assume quasi i toni di una macabra profezia.

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2. IL RACCONTO DEI PEDONI

Laura Bogliolo per ‘Il Messaggero - Roma’

 

«Quella macchina ci è piombata addosso mentre stavamo attraversando sulle strisce, è sbucata tra due colonne di auto ferme al semaforo. Mi sono ritrovata a terra e ho cercato subito il mio ragazzo che era stato sbalzato lontano». Il racconto è di Clarissa Luciani, 22 anni, una delle cinque persone travolte dalla Smart. Ha avuto un forte trauma a un ginocchio e un versamento.

 

Il fidanzato 29 anni, Alessandro Serpico, ha riportato la frattura di alcune vertebre. «Non si sa ancora se verrà operato, di certo per un mese dovrà stare immobile». «Io stavo uscendo dalla clinica veterinaria dove sto seguendo un tirocinio per diventare infermiera, Alessandro era venuto a prendermi. Il semaforo per i pedoni era verde già da qualche secondo e quindi siamo passati: abbiamo avuto il tempo di fare qualche passo e l'auto ci è piombata addosso, correva parecchio.

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É stato travolto un giovane, il ragazzo che stava con la mamma, ed è stato sbalzato in aria. Anche la madre è rimasta ferita, a terra. Poi l'anziano che è stato trascinato via per diversi metri ed è rimasto incastrato sotto la Smart. Vorrei una pena severa e certa, non si può rischiare di morire attraversando sulle strisce pedonali: ha investito cinque persone non una. E non avrebbe neanche potuto guidare. Siamo salvi per miracolo, ma ci rimarrà sempre il trauma e Alessandro dovrà affrontare mesi di sofferenza e di terapia».

 

 

3. LA RABBIA DEI PARENTI

Laura Bogliolo per ‘Il Messaggero - Roma’

 

«Era sceso a prendere il pane, ma non tornava e mi sono preoccupata: sapevo che sotto casa c'era stato un incidente ma credevo fosse stata travolta una sola persona, un giovane. Invece quando ho provato a chiamarlo al cellulare e non rispondeva sono scesa in strada, ho visto il pacco del pane e una sua scarpa sull'asfalto. Ho capito che era stato investito e mi sono sentita morire».

incidente smart romaincidente smart roma

 

Caterina Mihai è la compagna di Vincenzo Lettieri, 76 anni, colonnello dell'Esercito, ricoverato nel reparto di rianimazione all'ospedale San Camillo. «Ha un orecchio lacerato, dovrà essere operato a una gamba, ha anche altri problemi» diceva ieri disperata Caterina. «Ho subito preso un taxi per andare in ospedale e mi hanno dato informazioni soltanto a mezzanotte: quando l'ho visto ho pianto, lui mi ha detto di smettere di piangere - aggiunge Caterina - si deve fare qualcosa, quella donna guidava senza patente ed è passata con il rosso, deve essere severamente punita, è assurdo».

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«Vogliamo giustizia» diceva ieri Elena, la sorella di Paola V., il medico di base del quartiere travolta insieme al figlio appena maggiorenne. Entrambi dovranno essere operati per fratture alle gambe.

L. Bog.

 

 

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