omicidio tv

VESTER FLANAGAN CONOSCEVA I MECCANISMI DELLA COMUNICAZIONE ISTANTANEA E VIRALE: HA CERCATO LA MIGLIORE INQUADRATURA PER “VENDERE” IL SUO VIDEO SUI SOCIAL - È UN PO' IL "JIHADI JOHN DELLA VIRGINIA", IMPEGNATO NELLA PROPRIA VENDETTA - DAGOSPIA METTE IN RETE I DUE VIDEO CHE YOUTUBE, SOCIAL E TELEVISIONI HANNO OSCURATO

 

Un ex collega uccide giornalista e cameraman in diretta

 

 

Il killer riprende il momento in cui uccide la giornalista e il cameraman

 

1. BRYCE,IL JIHADI JOHN DELLA VIRGINIA CHE VOLEVA VENDETTA IN MONDOVISIONE

Vittorio Zucconi per “la Repubblica”

 

i tweet di bryce williams contro alison parkeri tweet di bryce williams contro alison parker

In una perfetta composizione di tutto ciò che di tragico e di demenziale fermenta nel ventre della società contemporanea ed esplode in America più che altrove, l' omicidio a freddo di una giornalista e di un cameraman in Virginia racconta il tempo della follia esibizionista globale.

 

Ci sono, negli otto colpi di pistola sparati da un ex reporter afroamericano di una stazione tv locale in Virginia, a poche ore di strada dalla capitale Washington, tutti i pezzi del mosaico impazzito: la televisione, la Rete, i selfie, i social, il razzismo, la diretta, il narcisismo criminale, la paranoia, in un quadro che si completa con l' immancabile arma da fuoco. E appare quasi paradossale che, per un delitto mediatico di questo genere, in America si sia scatenato un dibattito sull' opportunità di mostrare o meno il video integrale.

 

bryce williams riprende il momento in cui uccide alison parker e adam ward  3bryce williams riprende il momento in cui uccide alison parker e adam ward 3

A parte vaghe accuse di "razzismo" contro una delle due vittime dello sparatore, la (inevitabilmente) bionda e giovanissima reporter della stazione Wdbj7 Alison Parker, appena 24enne, e il suo cameraman Adam Ward, l' omicidio trova il proprio vero movente nella convergenza di tutti gli elementi che i delitti di questo tipo cercano.

 

La pubblicità. L' intervista alla direttrice della Camera di Commercio su un nuovo shopping center durante un telegiornale, dunque un classico servizio di "bianca" da giornalismo locale senza speciali rilevanze e senza rischi, era in diretta, controllato dallo studio centrale, garanzia che la sequenza sarebbe stata trasmessa, registrata e rilanciata all' infinito.

 

Per non correre rischi, l' assassino, lui stesso un ex reporter afroamericano licenziato di recente, ha ripreso il doppio omicidio con lo smartphone per rilanciarlo su Facebook e Twitter e la sequenza mostra come lui abbia cercato, con l' esperienza professionale, la migliore inquadratura per immortalare l' espressione di terrore sbigottito sul volto della povera donna quando lei capisce.

bryce williams riprende il momento in cui uccide alison parker e adam ward  2bryce williams riprende il momento in cui uccide alison parker e adam ward 2

 

Dunque lo sparatore, Vester Lee Flanagan in arte Bryce Williams, morto in ospedale dopo avere tentato il suicidio, voleva fare "il pezzo", il servizio. E farsi giustizia, per il proprio fallimento come reporter, avvolto nella pretesa di combattere il razzismo che sta riaffiorando nelle sparatorie e negli omicidi di polizia.

 

Tutto si tiene e s' incatena e si alimenta in questo gesto che sarebbe stato, senza il moltiplicatore infinito della nuova ipermedialità assoluta, il crimine non infrequente dell' impiegato rancoroso che si vendica dei propri "persecutori" sparando contro colleghi e superiori. O i delitti del "serial killer" che cerca l' attenzione di un titolo e si crogiola nella paura altrui e nella caccia.

 

Ma la quantità dell' esposizione globale, calata nel brodo tossico della violenza in bianco e nero che in questo 2015 sta squassando l' America del primo presidente afroamericano, rende esemplare, e specialmente preoccupante, questo delitto. Tutto si tiene e tutto si collega, nell' universo continuo della medialità assoluta. La teatralità oscena degli sgozzamenti di ostaggi o di nemici, che i macellai dell' Is ostentano, non ha altra motivazione che l' eco immediata che la Rete offre alla loro propaganda e nessun blackout può fermare.

bryce williams riprende il momento in cui uccide alison parker e adam ward  1bryce williams riprende il momento in cui uccide alison parker e adam ward 1

 

Flanagan, l' assassino di Roanoke che conosceva i vecchi e i nuovi meccanismi della comunicazione istantanea e virale, è un po' il "Jihadi John della Virginia", impegnato nella propria vendetta e guerriglia contro il nemico, che lui vede nella donna bionda e bianca, nei boss della stazione che l' hanno espulso dal paradiso artificiale della tv. E al momento di spararsi, dopo avere sparato, Flanagan aveva imboccato l' autostrada 66, che conduce direttamente a Washington, chissà se con altri "show" in mente.

 

Roanoke, la cittadina di quasi centomila abitanti dove è avvenuto il delitto, è nella Virginia meridionale ai piedi dei Monti Appalachi, quella "terra di mezzo" fra il profondo Sud e il Nord dove il liberalismo dei sobborghi di Washington incontra i risentimenti della mai sconfitta Confederazione.

 

Qui, in Virginia, si resistette più che in ogni altro Stato americano alla legalizzazione dei matrimoni razziali misti, fino ai tardi Anni '60. Non meraviglia dunque se in questa penombra sociale e culturale covi un reciproco odio razziale che può accendere la miccia della follia in una persona già evidentemente disturbata. Ma la domanda che il doppio omicidio impone è, se in assenza di tanta enorme esposizione mediatica, Flanagan avrebbe pianificato, compiuto e ripreso l' assalto.

bryce williams  7bryce williams 7

 

Come tutti, in America e non solo, anche lui è stato insieme vittima e carnefice della visibilità assoluta. Aveva certamente visto e scaricato le clip che da tempo riprendono gli omicidi di polizia su persone di colore fermate o arrestate.

spari in diretta  killer spiega gesto su twitterspari in diretta killer spiega gesto su twitter

 

Anche lui aveva visto in quei morti, nell' arroganza di troppi agenti e dirigenti di polizia, la manifestazione di una prepotenza che la medialità invasiva del nostro tempo ha reso finalmente visibile dopo generazioni di oscuramento. E ha avuto una reazione criminale, insensata, ma anche profondamente americana nella sua demenza, quella di chi pensa di dover "fare qualcosa", di dover agire da individuo, da persona, nella impotenza o nella indifferenza della collettività, per "make things right", per rimettere le cose a posto. Prendi la pistola, Flanagan.

parkerparker

 

Alison, la reporter uccisa in diretta che il fidanzato che da due giorni era andato a vivere con lei ha pianto su Twitter, era stata accusata di razzismo, indagata dalle autorità e scagionata. Ma le colpe dei padri, il male di generazioni, cadono a cascata sul nostro tempo e confluiscono nell' oceano globale e tentatore del narcisismo assassino.

 

2. «DIO MI HA ORDINATO DI SPARARE» IL KILLER E IL MANIFESTO INVIATO ALLA ABC

Guido Olimpio per “Corriere della Sera”

bryce williams  6bryce williams 6

 

Al killer non bastava avere due nomi. Bryce Williams e Vester Flanagan. Voleva fama. Così ha impugnato una pistola per uccidere due ex colleghi, Alison Parker e Adam Ward. Ed ha filmato l' agguato, poi postato su Internet. Un comportamento da terrorista, spesso condiviso dagli sparatori di massa americani. Per essere ricordati - e diventare un modello - registrano l' azione, cercano pretesti per giustificare crimini.

parker con il suo fidanzatoparker con il suo fidanzato

 

Williams ha fatto tutto questo, scrivendo anche un manifesto di 23 pagine spedito alla rete Abc dove sostiene di aver agito in rappresaglia alla strage nella chiesa afro-americana di Charleston: «Dio mi ha ordinato di farlo».

 

L' omicida, 41 anni, non è sbucato all' improvviso. È sempre stato un tipo difficile, ovunque è andato ha creato problemi. A sentire la sua versione era «razzismo». Nel 2000 aveva denunciato un' emittente della Florida sostenendo che lo avevano discriminato arrivando a chiamarlo «scimmia».

 

bryce williams  2bryce williams 2

Causa finita in nulla. Da allora ha girato parecchio attraverso gli Usa. Nel suo curriculum ci sono passaggi in radio-tv a San Francisco, Florida, Texas, Georgia, North Carolina e in Virginia. Nel 2012 è stato assunto alla stazione WDBJ7, quella dei reporter assassinati. Ma non è durato molto. Lo hanno messo alla porta con l' aiuto della sicurezza.

 

I colleghi non ne hanno un buon ricordo. «Un uomo arrabbiato...Non era facile lavorare con lui...È stato coinvolto in molti episodi sgradevoli ...Era strano, sembrava lo scemo del villaggio...Si sentiva perseguitato». Una personalità difficile, incapace di interagire con gli altri e ossessionato dalla questione razziale. «Non parlava d' altro», ha aggiunto un giornalista per nulla sorpreso che nell' ultimo messaggio Williams abbia tirato in ballo ancora il razzismo sostenendo che la povera Alison lo avrebbe insultato.

 

l'immagine del killer ripreso dalla telecamera dell'operatore ucciso  l'immagine del killer ripreso dalla telecamera dell'operatore ucciso

 

Le manie dell' omicida hanno spesso trovato spazio sui social network. Una presenza continua lungo un sentiero che ha portato lo sparatore sulla stessa strada di altri «folli» americani. Uniti dall' uso del web per propagandare le loro gesta. Williams nel manifesto inviato all' Abc cita, non a caso, Seung Hui Cho, lo studente d' origine sudcoreana responsabile della strage al Virginia Tech, uno dei primi a diffondere un video per spiegare la carneficina.

 

reporter e cameraman uccisi in diretta tv in virginia  8reporter e cameraman uccisi in diretta tv in virginia 8

L' assassino lo definisce una fonte di ispirazione, capace di superare in numero di vittime quelli di Columbine. Tutti convinti che i loro guai fossero causati dagli altri, decisi a diventare noti con il sangue del prossimo. Per questo sarebbe importante non chiamarli più con il loro nome.

kimberly mcbroom, the anchor for wdbj kimberly mcbroom, the anchor for wdbj flanaganflanaganhurst (right) and parker (left)hurst (right) and parker (left)

reporter e cameraman uccisi in diretta tv in virginia  3reporter e cameraman uccisi in diretta tv in virginia 3reporter e cameraman uccisi in diretta tv in virginia  5reporter e cameraman uccisi in diretta tv in virginia 5reporter e cameraman uccisi in diretta tv in virginia  1reporter e cameraman uccisi in diretta tv in virginia 1reporter e cameraman uccisi in diretta tv in virginia  4reporter e cameraman uccisi in diretta tv in virginia 4reporter e cameraman uccisi in diretta tv in virginia  2reporter e cameraman uccisi in diretta tv in virginia 2reporter e cameraman uccisi in diretta tv in virginia  6reporter e cameraman uccisi in diretta tv in virginia 6

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”