a sydney processo al mangrove mountain

YOGA, POSIZIONE STUPRO – PROCESSO A SYDNEY AL PARA-GURI SWAMI AKHANDANANDA SARASWATI, PEDOFILO E SADICO - LE TESTIMONIANZE DI OTTO DONNE CHE ERANO BAMBINE QUANDO FURONO VIOLENTATE

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a sydney processo al mangrove mountaina sydney processo al mangrove mountain

Il guru indiano Swami Satyananda Saraswati è celebrato dalla comunità yoga in quanto fondatore del “Bihar Yoga” e dispensatore di tecniche tantriche. Ma pochi sanno che negli anni ’70 e ’80 il suo ashram “Mangrove Mountain”, in Australia, fu un covo di sistematici abusi sessuali, ora al centro di un’inchiesta.

 

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Gran parte di questi abusi furono inflitti per mano del suo discepolo Swami Akhandananda Saraswati, pedofilo e sadico che per anni finse di promuovere la pace nella comunità spirituale. Nel 1989 fu condannato per violenza su una quindicenne, nel 1997 morì per abuso di alcool. La “Royal Commission” di Sydney entro fine settimana ascolterà le testimonianze di otto donne che erano bambine quando furono violentate da Akhandananda. Almeno quattro di loro raccontano di essere state fisicamente abusate anche dalla sua consorte Shishy.

 

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Alecia Buchanan aveva 12 anni negli anni ’70, quando sua madre tossicomane e alcolizzata, pensò di rivolgersi alle terapie dell’Ashram Satyananda. Diventò una delle bambine di Mangrove Mountain, e visse sotto la supervisione di Shishy e Akhandananda. Veniva puntualmente convocata nelle stanze del suo tutore e costretta a dargli piacere sotto minaccia.

 

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Yoti all’epoca aveva 16 anni e il suo tutore la mandava regolarmente a fare test di gravidanza, vietandole di raccontare la storia, altrimenti l’avrebbe ammazzata. Un’altra testimone aveva 7 anni quando partecipò agli strani rituali del posto: un uomo la teneva mentre Akhandananda faceva sesso con lei, poi la tagliò sul petto con un coltello e bevve il suo sangue. E’ altrettanto orribile che gli adulti abbandonassero i figli in questi ritiri o non si accorgessero di ciò che accadeva. Tremendo che gente come Shishy sapesse tutto e non denunciasse.

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I guru spirituali che usano il potere per facilitare gli incontri sessuali con gli adepti sono una vecchia storia. Simili scandali si registravano nella comunità yoga ancora prima che la pratica facesse breccia nella cultura occidentale. Ci fu il caso di Swami Kriyananda, il monaco che nel 1964 fondò “Ananda” e che vent’anni dopo, grazie alle testimonianze di sette donne abusate, ammise di fare sesso con i seguaci. Lo stesso anno Amrit Desai, leader del “Kripalu Center for Yoga & Health”, dovette pagare oltre due milioni e mezzo di risarcimento alle sue vittime. Swami Muktananda, fondatore di “Siddha yoga”, e Swami Satchindananda, a capo di “Integral Yoga”, furono entrambi accusati di stupro.

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Choudhury Bikra, pioniere dello “Hot yoga” e padrone di un impero che conta 650 studi nel mondo, è attualmente accusato di aver violentato due devoti durante i ritiri del 2010 e del 2011.

 

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Alla fine della settimana la “Royal Commission” di Sydney stabilirà se ci sono altre accuse di cui deve rispondere la Mangrove Mountain, che finora si è rifiutata di risarcire finanziariamente i querelanti. 

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