1- A UN SETTIMANA DAL BALLOTTAGGIO PRESIDENZIALE, STRAUSS-KAHN PROVA A FAR SALTARE, CON UN’INTERVISTA-BOMBA, SARKOZY ACCUSANDOLO ESPLICITAMENTE DI AVER MANOVRATO I SERVIZI SEGRETI PER TOGLIERE DI MEZZO COLUI CHE LO AVREBBE CACCIATO DALL’ELISEO 2- IN QUEL MOMENTO, DSK ERA ALL'APICE DELLA CARRIERA: POLITICO ED ECONOMISTA TRA I PIÙ STIMATI E POTENTI AL MONDO, GIÀ MINISTRO DELL'ECONOMIA FRANCESE E CAPO DEL FMI. I SONDAGGI LO DAVANO DI QUASI 20 PUNTI IN VANTAGGIO SU SARKOZY 3- DSK AFFERMA DI SAPERE PER CERTO DI ESSERE STATO SPIATO E INTERCETTATO PER GIORNI PRIMA DELLO “STUPRO” DELLA CAMERIERA DELL’HOTEL SOFITEL. GLI EVENTI SUCCESSIVI, DICE, SONO STATI “ARCHITETTATI DA AVVERSARI POLITICI”. POI ACCUSA SARKò DI AVERLO LASCIATO MARCIRE IN CARCERE E AVERLO SOTTOPOSTO ALL'UMILIAZIONE PUBBLICA

Dal Corriere della sera - Edward Jay Epstein - Guardian
(Traduzione di Rita Baldassarre)

Il Pavillon de la Reine è un hotel di lusso, dall'atmosfera ottocentesca, nel quartiere del Marais di Parigi. È qui che il 13 aprile ho appuntamento con Dominique Strauss-Kahn, nel primo incontro con la stampa dalla disgrazia che ha travolto quest'uomo per anni ai vertici del potere in Francia e nel mondo. DSK è molto più piccolo di quanto mi sarei aspettato, sul metro e settanta. Ci accomodiamo sui divani dell'atrio e discutiamo la più sconcertante caduta in disgrazia che abbia mai colpito una personalità pubblica da decenni.

Undici mesi prima, il 14 maggio del 2011, Strauss-Kahn era uscito da un taxi di New York davanti al Sofitel, un albergo di lusso di Manhattan. Le riprese delle telecamere di sorveglianza, che ho studiato per scrivere il libro Tre giorni di maggio, lo mostrano mentre entra nell'albergo.

In quel momento, DSK era all'apice della carriera: politico ed economista tra i più stimati e potenti al mondo, già ministro dell'Economia francese e capo del Fmi. Il giorno dopo sarebbe partito per Berlino per incontrare la cancelliera tedesca Angela Merkel e tentare di ottenerne l'appoggio per far fronte all'imminente collasso della Grecia. «Se la Germania l'avesse adottato, gli altri governi europei l'avrebbero seguita», mi spiega. Altrimenti, la crisi «sarebbe sfuggita a ogni controllo e avrebbe contagiato Spagna, Italia e altri Paesi dell'eurozona».

Inoltre, DSK era sul punto di candidarsi alla presidenza francese. «Avevo in mente di annunciarlo il 15 giugno e non ho dubbi che sarei stato il candidato socialista di punta», aggiunge. Né aveva dubbi sul fatto che avrebbe vinto. I sondaggi lo davano di quasi 20 punti in vantaggio sul presidente in carica Nicolas Sarkozy. In realtà, non sarebbe mai arrivato a Berlino, né avrebbe corso per l'Eliseo. Invece, lo avrebbero arrestato, portato in manette dal giudice e accusato di stupro. Ma già nell'agosto 2011, quando il pubblico ministero di New York capì che la cameriera del Sofitel non era affidabile e ritirò ogni accusa, la sua reputazione era distrutta.

Mi aspettavo di incontrare un DSK depresso, anche perché tre settimane prima era stato accusato di complicità in un giro di prostituzione in Francia. Invece mi è parso tonico, convinto che la sua disgrazia politica sia legata alla sua volontà di sfidare Sarkozy nel 2012. DSK afferma di sapere per certo di essere stato spiato per giorni prima del soggiorno al Sofitel.

Gli eventi successivi, dice, sono stati «architettati da avversari politici». Quando fu prelevato dall'aereo diretto a Parigi confessa di non aver avuto la benché minima idea di cosa stesse accadendo. Ma negli ultimi mesi, grazie a un'agenzia di investigazione, ha constatato molti movimenti sospetti dietro le quinte del Sofitel, che è di proprietà del gruppo francese Accor.

Persino il suo arrivo all'hotel era strano. Non aveva chiamato per avvertire del suo arrivo, eppure era stato accolto a sorpresa da un portiere dell'albergo. Dalle riprese delle telecamere si vede poi un dipendente dell'hotel, tale Brian Yearwood, che si precipita fuori del Sofitel con un telefono all'orecchio appena prima dell'arrivo di DSK. Ma come faceva a sapere Yearwood quando DSK sarebbe arrivato?

Il direttore della sicurezza del Sofitel, John Sheehan, svolgeva il medesimo incarico per l'Accor. Quel giorno Sheehan non lavorava eppure scambiò con Yearwood 13 sms tra le 10.21 e le 10.35 e poi arrivò al Sofitel alle 13.03. Il superiore di Sheehan è René-Georges Querry, già capo delle unità anticrimine della polizia francese. Prima di entrare in Accor nel 2003, Querry aveva lavorato nella polizia in stretto contatto con Ange Mancini, che poi sarebbe diventato il coordinatore dell'intelligence di Sarkozy.

Poi c'è il mistero del Blackberry e dei cellulari. DSK mi dice che da tempo sospettava di essere intercettato dai suoi nemici in Francia. C'erano stati molti segnali come la scoperta di un suo sostenitore, al quartier generale dell'Ump, che aveva trovato copia di una mail di DSK alla moglie in una fotocopiatrice. DSK aveva chiesto ai suoi servizi di sicurezza di criptare i suoi sette cellulari.

Ma uno dopo l'altro, tutti si erano inceppati e lui aveva chiesto di rimuovere le protezioni poco prima del viaggio negli Usa. «Forse sono stato politicamente ingenuo, ma davvero non credevo che quelli si sarebbero spinti a tanto... che avrebbero trovato un modo per fermarmi». «Quelli» sono ovviamente persone legate a Sarkozy. Non si saprà mai ciò che avvenne esattamente nella suite presidenziale del Sofitel perché i soli testimoni sono DSK e la Diallo, una 32enne originaria della Guinea.

Entrambi hanno confermato un rapporto sessuale. Secondo il capo del Fmi la donna era consenziente. La Diallo invece sostiene che venne trascinata nella stanza da letto e costretta a un rapporto orale. DSK non scende in particolari ma dice che era appena uscito dalla doccia, nudo, e si era trovato davanti una cameriera che lo fissava... «Sono certo che non aveva in mano lo straccio per le pulizie», dice DSK. Vi fu un breve scambio di parole e gesti, dai quali DSK intuì che la donna gli offriva un rapporto sessuale.

Nelle oltre due ore di colloquio, DSK ribadisce che il «caso» è stato orchestrato dai suoi nemici politici. Ammette che forse non si sono spinti fino a organizzare l'incontro con la Diallo, ma pensa che essi abbiano svolto un ruolo preciso nell'incoraggiare la cameriera a rivolgersi alla polizia, trasformando così un incontro privato in uno scandalo pubblico.

Recentemente i media francesi hanno rivelato che DSK nel 2011 era stato sorvegliato dai servizi segreti. Gli chiedo se vede un nesso tra questo e la sorveglianza a New York. «Mi sembra che si tratti di molto di più di semplici coincidenze», risponde. Poi accusa le autorità francesi per averlo lasciato languire nelle carceri americane e averlo sottoposto all'umiliazione pubblica.

Era convinto che sarebbe stato rilasciato subito su cauzione, ma le trattative vennero bruscamente interrotte quello stesso giorno. La stampa francese riporta che il pubblico ministero americano, Cyrus Vance, aveva ricevuto informazioni sul caso da funzionari francesi. All'udienza per la cauzione, il giudice affermò che «informazioni supplementari e non verificate venivano fornite giornalmente sul comportamento e sul passato di DSK». Per tali interventi, DSK trascorse una settimana in cella.

L'unico argomento di cui non può discutere, per motivi legali, è la recente accusa di aver organizzato un giro di prostituzione. Dal 2009 all'arrivo a New York in maggio DSK aveva partecipato a circa sei festini a base di sesso, con alcune prostitute. È stato accusato di «favoreggiamento aggravato della prostituzione».

Tra i suoi più grandi rimpianti, dice DSK, c'è il fatto di non essere mai riuscito a illustrare alla Merkel i suoi piani per salvare la Grecia. «Non sono certo che l'avrei convinta», dice, ma forse l'avrebbe persuasa ad appoggiarlo e la crisi greca sarebbe stata bloccata sul nascere. «Ma adesso non lo sapremo mai», aggiunge con un pizzico di malinconia.

 

sarkozy e strauss kahnStrauss Kahn Sarkozy ce ce f c bd c c fc f d SARKOZY E STRAUSS KAHN STRAUSS KAHN ARRIVA ALLA GENDARMERIA DI LILLE PER ESSERE ASCOLTATO DALLA POLIZIA IL CASO CARLTON STRAUSS KAHN DA LE MONDESTRAUSS KAHN LASCIA IL SOFITEL LA SICUREZZA DEL SOFITEL SALTA E BALLA DOPO AVER DENUNCIATO STRAUSS KAHN LA SICUREZZA DEL SOFITEL SALTA E BALLA DOPO AVER DENUNCIATO STRAUSS KAHN STRAUSS KAHN A PARIGI CON LA BARBA INCOLTA STRAUSS KAHN E ANNE SINCLAIR TORNANO A PARIGI STRAUSS-KHAN E MOGLIE LIBERI A NEW YORKil ritorno di strauss khanDominique Strauss KahnNafissatou Diallo, la cameriera del Sofitel che accusa Strauss-Kahn, a colloquio con una giornalista ophelia01gDominique Strauss Kahn arrestatoSTRAUSS La cameriera nascosta sotto un lenzuolo dagli agenti FBI STRAUSS KAHN IN MANETTE 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…