1- BOMBASTICA INTERVISTA DI MARCO SIMEON, IL DEUS EX MACHINA DEI VELENI IN VATICANO 2- CONTROLLATISSIMO IN OGNI PAROLA, IL BISIGNANI DEI SACRI PALAZZI (E ADDETTO AI RAPPORTI FRA RAI E VATICANO) SCODELLA UN PACCO DI FREGNACCE (MA QUALI CONFLITTI IN VATICANO: TUTTO VA BEN MADAMA LA BADESSA) PER RIFILARE PIZZINI & MESSAGGINI 3- “SMENTISCO QUALSIASI ROTTURA FRA IL PAPA E BERTONE OPPURE FRA BERTONE E BAGNASCO - IL MIO ESORDIO IN SANTA SEDE? MERITO DI GIULIANO URBANI, CONOSCIUTO TRAMITE PIPPO CORIGLIANO, PORTAVOCE DELL’OPUS DEI - BISIGNANI? STIMA E AFFETTO PER GIGI. E NON L’HO DIMENTICATO NEANCHE NEI MOMENTI PIÙ DIFFICILI - IO CORVO? COMPLETAMENTE FALSO. NON SONO IO IL VATICANISTA OCCULTO DEL ‘’GIORNALE’’. VIGANÒ HA AGITO IN BUONA FEDE: PRESE SUL SERIO UN PETTEGOLEZZO DEL VATICANISTA ANDREA TORNIELLI - LORENZA LEI? L’HO SEMPLICEMENTE SOSTENUTA. ANCHE AGOSTINO SACCÀ È STATO DI AIUTO, ESSENDO UN DIRIGENTE BRAVISSIMO E UN UOMO DI CHIESA - IO FIGLIO DI BERTONE? ASSOMIGLIO TROPPO A MIO PADRE” (E MANCO GLI PASSA PER LA TESTA DI SMENTIRE CHE IL SEGRETARIO DI STATO POSSA AVERE UN FIGLIO!)

1- L'INCREDIBILE MARCO SIMEON
Bankomat per Dagospia

Chissà se il Cardinale Tarcisio Bertone avrà letto di buon mattino l'intervista domenicale a Marco Simeon che il Fatto ha ben allestito a pagina 7: "Marco Simeon, il nuovo potere tra Rai e Vaticano". Perché se non fosse che Marco Simeon esiste davvero e pare che il Cardinale Bertone, che sarebbe poi il Segretario di Stato Vaticano, mica pizza e fichi, uno così lo consideri, sarebbe tutta da ridere.

Sa di vecchio e di ridicolo, tutto quanto. Pensate che a un certo punto Simeon serio serio sentenzia: "...smentisco qualsiasi rottura fra il Papa e Bertone oppure fra Bertone e Angelo Bagnasco". Simeon smentisce, capite? Ma chi si crede di essere per smentire? Ma il Portavoce Vaticano Padre Lombardi, persona di ben altra levatura anche se un po' incline ad educare gli interlocutori oltre che fare il suo mestiere normale, che ci sta a fare?

Come può tollerare, restando serio o senza arrabbiarsi le asserzioni, autorevoli di questo signore che spende e spande a tutta pagina amicizie illustri?

Imposto da Geronzi a viale Mazzini, Simeon trova normale precisare con sussiego - sempre nell'intervista, godetevela qui sotto - che ha appoggiato la candidatura di Lorenza Lei alla direzione generale, in duplex con Agostino Saccà spacciato per un baciapile. E che in ultima riga ci lascia con una notizia o forse una minaccia: lui, Marco Simeon, addetto ai rapporti fra Rai e Vaticano, potrebbe andare a dirigere le relazioni esterne di una grande banca (scommettiamo: Intesa?).

Ecco: in questo declino lento e ridicolo della classe dirigente italiana l'intervista a Simeon è un paradigma. Buona lettura.

2- MARCO SIMEON, IL NUOVO POTERE TRA RAI E VATICANO
Carlo Tecce per Il Fatto

Il segreto è un potere: "In Vaticano insegnano: chi sa non dice, chi dice non sa. E io non dico mai troppo". Il 33enne Marco Simeon è un equilibrista fra fede e denaro, banche e chiese, chiaro e scuro: ossequioso direttore di Rai Vaticano e responsabile relazioni istituzionali e internazionali di viale Mazzini, discepolo di maestri diversi e controversi fra il cardinale Tarcisio Bertone e il faccendiere Luigi Bisignani, fra il cardinale Mauro Piacenza e il banchiere Cesare Geronzi. Non appare mai. Non parla mai. Non commenta mai: "Questa è la mia prima intervista". Dove c'è scandalo, c'è il nome di Simeon.

Inchiesta appalti e cricche che frantuma la Protezione Civile di Guido Bertolaso: viene beccato al telefono con Fabio De Santis, l'ex provveditore alle Opere pubbliche in Toscana. Veleni e tensioni in Vaticano, monsignor Carlo Maria Viganò denuncia al cardinale Bertone malaffare e corruzione e accusa Simeon di calunnia. Ultimi documenti che circolano dietro le mura leonine: è lui il referente per la P 4 di Bisignani dentro la Santa Sede.

Chi è Simeon?
Un ragazzo di Sanremo, figlio di un benzinaio.

Questa è una favola. Nessuno ci crede. Lei è un protetto del cardinale Bertone, il segretario di Stato.
Il cardinale è un maestro. Mi ha sempre consigliato le strade migliori. Ognuno gioca la sua carta: Bertone per me non è una carta, ma una relazione importante. L'ho conosciuto nel 2003, appena nominato arcivescovo di Genova. Anzi, prima incontrai il precedente Segretario di Stato, il cardinale Angelo Sodano, tramite il vescovo di Ventimiglia, Giacomo Barabino.

Che faceva a Sanremo?
Collaboravo con la Chiesa, fu una mia scelta universitaria per la tesi che scrissi sul ruolo del Segretario di Stato.

All'improvviso arriva a Roma, neanche laureato, ambasciatore in Vaticano prima per Capitalia e poi per Mediobanca.
Il mio esordio in Santa Sede è merito dell'ex ministro Giuliano Urbani, che mi offrì di gestire i rapporti istituzionali, prima che io diventassi consulente per Banca Intesa.

Come ha conosciuto Urbani?
Grazie a un comune amico, l'ingegnere Giuseppe Corigliano, allora portavoce dell'Opus Dei.

Lei è soprannumerario dell'Opus Dei?
No, non ho mai aderito. Ho frequentato l'Opera durante l'università a Milano e conosco tante persone dell'Opus Dei. Ho sempre vissuto un rapporto istituzionale con la Chiesa, il mio unico capo è il Santo Padre.

A 26 anni già gestiva gli affari di Capitalia in Vaticano. Com'è possibile?
Mi presentarono a Cesare Geronzi, il banchiere istituzionale per eccellenza.

Chi la presentò?
Un amico in comune.

Benedetti amici in comune.
Io ho la passione per le pubbliche relazioni.

Come Luigi Bisignani.
Questa qualità mi accomuna a lui.

E dunque chi le presentò il faccendiere?
Non era difficile incontrare Gigi a Roma.

Neppure semplice.

Tante persone parlavano con lui. Provo sentimenti di profonda stima e affetto per Gigi, non ha mai avuto interessi economici con me. E non l'ho dimenticato neanche nei momenti più difficili.

Cos'è la P 4?
Non l'ho capito.

Bisignani ha patteggiato una condanna di 1 anno e 7 mesi.
É una persona valida e perbene. Per interloquire con il Vaticano non aveva bisogno di me.

Che fa Bisignani?
Il lobbista. É un occhio informato su tutto ciò che avviene in Italia e io lo ascoltavo per capire il nostro Paese.

Lei è un massone?
No. Posso solo dire che la massoneria è una componente fondamentale del potere in Italia.

Ecco emergere un Bisignani in sedicesimo.
Divertente: il nuovo B16. Di Gigi ce n'è uno solo, basta e avanza.

Lei disse al suo amico Bisignani: "Quello di Lirio Abbate sull'Espresso è un articolo di merda e nessuno lo ha accorciato".
Era uno sfogo. Fui avvisato che sarebbero uscite due pagine su di me a firma di Lirio Abbate.

Da chi fu avvisato?
Non da qualcuno del settimanale. Mi lamentavo perché l'articolo non era stato corretto.

Sarà la sua abitudine a diffondere notizie sul Vaticano, a direzionare l'informazione, come scrive mons. Viganò.
Completamente falso. Non sono io il vaticanista occulto del Giornale.

Viganò dice il contrario.
Perché prese sul serio un pettegolezzo del vaticanista Andrea Tornielli, che poi mi ha chiamato per scusarsi. Non ho rancore per lui. Viganò ha ricevuto notizie sbagliate. Agiva in buona fede, però.

Lei conosce sia Bertone sia Bagnasco. Cos'è la guerra in Vaticano?
Non vedo guerre. E smentisco qualsiasi rottura fra il Papa e Bertone oppure fra Bertone e Angelo Bagnasco (presidente della Conferenza episcopale italiana)

Chi sono i corvi?
Bertone ha dichiarato che si nascondono nella boscaglia. Il potere non si esprime con lettere anonime. I corvi sono quelli che, seppure all'interno, sentono una forte avversione per la Chiesa.

Vogliono spodestare Benedetto XVI?
Fra i dodici apostoli c'è anche Giuda.

Chi sarà il successore di Papa Ratzinger?
Lunga vita al Papa. Non confondiamo la preoccupazione per la salute del Papa con la voglia di una successione.

Una voglia che coinvolge anche Bertone?
É un argomento lontano.

Perché ha suggerito a Bertone la nomina di Lorenza Lei a direttore generale della Rai?
Ho semplicemente sostenuto Lorenza negli ambienti che conosco e che frequento perché la considero una dirigente straordinaria. Anche l'ex direttore generale Agostino Saccà è stato di aiuto, essendo un dirigente bravissimo e un uomo di Chiesa.

Ma su Lorenza Lei ha cambiato idea.
Non è vero. Ci sentiamo quasi tutti i giorni. Non solo perché è cattolica. E non come dite voi perché siamo insieme nell'Opus Dei.

Lorenza Lei appartiene all'Opus Dei?
Non saprei.

Chi ha raccomandato Marco Simeon a Mauro Masi per diventare direttore istituzionale di viale Mazzini?
Non certo Bisignani.

E chi?
A quel tempo lavoravo per Geronzi.

Aveva appena chiuso un affare stratosferico per una parcella di 1, 3 milioni di euro: la vendita di un complesso in viale Romania, di proprietà del Vaticano, al gruppo Lamaro di Toti.
Ho svolto il mio compito di consulente del gruppo, ricevendo una parcella leggermente inferiore.

Malelingue insinuano che lei sia il figlio di Bertone.
Assomiglio troppo a mio padre.

Presto tornerà a lavorare per una grande banca italiana?
Non lo escludo.

 

 

 

MArco Simeon con il cardinale Angelo Bagnascobertone papa big marco simeon Fabio DeSantisCESARE GERONZI E MAURO MASI resize Angelo SodanoCARDINALE MAURO PIACENZA jpegbertone-papa-berlusconisacca agostino02Luigi Bisignani con Giulio Andreotti LORENZA LEI Tarcisio Bertone e Angelo BagnascoELLEKAPPA SU BISIGNANI LORENZA LEI MAURO MASI CHANSONIER CON LITTLE TONY and06 luigi bisignani livia giulio andreotti

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…