1. C’È ANCHE UNA MANO INSOSPETTABILE DIETRO L’OMICIDIO POLITICO DI COSENTINO. UNA MANO GENTILE, VISTO CHE SI TRATTA DELLA NEO LADY BERLUSCA FRANCESCA PASCALE 2. LA SIGNORINA HA SUSSURRATO NELL’ORECCHIO DEL “FIDANZATO” OGNI SORTA DI MALEFICIO NEI CONFRONTI DI COSENTINO. E SE IL CAVALIERE AVEVA ANCORA QUALCHE SCRUPOLO A SBARAZZARSI DELL’IMPRESENTABILE LA PASCALE GLIELI HA FATTI PASSARE TUTTI. 3. UN ODIO ANTICO QUELLO DI COSENTINO PER LA NEO RIFATTA PASCALE. SU DUE PROFILI FACEBOOK, RIFERIBILI ALL’AREA COSENTINO-CESARO, APPARVERO GIUDIZI SPIETATI SULLA RAGAZZA, “LA CIVETTUOLA TELECAFONCELLA”, “L’EQUIVOCA E SGUAIATA “BOCCHINIANA” FRANCESCA PASCALE PRO DOMO SUA”, CHE “SCARICATA DAI POLITICI CAMPANI PER INCAPACITÀ, MAGNIFICANDO “PILOTATE” RELAZIONI CONFIDENZIALI CON IL PREMIER”, AVREBBE FATTO DA “VENTRILOQUA AI VARI BOCCHINO, VITO, POMICINO, MARTUSCIELLO & COMPANY” 4. E DOPO TRE ANNI, ECCO LA RISPOSTA DELLA PASCALE. VENDETTA FREDDA, MA INESORABILE

Francesco Bei per La Repubblica

Alfano canta vittoria, ma è Silvio Berlusconi il vero mandante dello sbianchettamento delle liste del Pdl dai cosiddetti "impresentabili": Del-l'Utri, Scajola e Cosentino. Non per scrupoli morali, sia chiaro. Anzi, la rinuncia a Marcello Dell'Utri per il Cavaliere è stata un vero dolore. Lui stesso l'ha raccontata mimando il gesto dell'ascia che mena il fendente: «È stato come se mi avessero tagliato la mano destra».

Ma le ragioni della politica e del consenso hanno prevalso su quelle del cuore. Nell'ultima riunione della cabina di regia di palazzo Grazioli, Berlusconi alla fine ha confessato con un sorriso: «Senza quei nomi in lista possiamo recuperare due milioni e mezzo di voti. Al Nord adesso voliamo». Un ragionamento che tutti, con l'eccezione di Denis Verdini, hanno condiviso.

Da almeno una settimana il Cavaliere in realtà aveva preso la sua decisione. Provando a testarla,come sempre, in televisione. Prima da Bruno Vespa, con il caso Dell'Utri. Poi con Cosentino, mollato in diretta nell'intervista a Maria Latella. Erano carotaggi, anche per indebolire le resistenze degli interessati. L'ex sottosegretario all'Economia e leader del Pdl in Campania alla fine è dovuto soccombere alla logica dei sondaggi. Ma contro di
lui ha giocato anche un micidiale cocktail di veleni e veti personali. Angelino Alfano ha fatto la sua battaglia contro Cosentino sbandierando lo slogan del "partito degli onesti", ben contento in realtà di poter silurare il più forte alleato interno di Denis Verdini. Cioè dell'uomo che, ancora oggi, è il vero dominus del partito.

E tuttavia c'è anche una mano insospettabile dietro l'omicidio politico di Cosentino. Una mano gentile, armata di stiletto.

Cherchez la femme, visto che si tratta di Francesca Pascale. La sfortuna di "Nick o' mericano", quella che ne ha determinato infine la sorte, è stata infatti di essere la persona più sgradita alla nuova fiamma di Berlusconi. Che in questi giorni ha sussurrato nell'orecchio del "fidanzato" ogni sorta di maleficio nei confronti di Cosentino. E se il Cavaliere aveva ancora qualche scrupolo a sbarazzarsi dell'ingombrante ex coordinatore della Campania, la Pascale glieli ha fatti passare tutti.

Un odio antico quello di Cosentino per la giovane ex consigliera provinciale di Napoli. Cordialmente ricambiato. Coltivato fin dai tempi delle regionali in Campania, quando Cosentino sfiorò d'un soffio la candidatura a presidente della Regione. Sembrava fatta, poi la Pascale - che già ai tempi aveva un posto speciale nel cuore del "Presidente" - prese un treno e corse a Roma. A un ricevimento al Gianicolo organizzato per i circoli della libertà di Valducci. Durante tutta la serata la ragazza non si staccò un minuto da Berlusconi.

Fu poi lei stessa a raccontare a Repubblica l'oggetto del suo pressing: «Ero molto curiosa di sapere come andrà a finire in Regione. E Berlusconi mi ha detto che Cosentino farà un passo indietro. Aggiungendo che, in fondo, è già stato abbondantemente ripagato: conserva infatti varie cariche. Diciamolo, in molti, al suo posto, avrebbero già rinunciato».

Letto del ruolo della Pascale dietro il suo siluramento, Cosentino non stette con le mani in mano. Su due profili Facebook, riferibili all'area Cosentino-Cesaro, apparvero giudizi spietati sulla ragazza, «la civettuola telecafoncella», «l'equivoca e sguaiata "bocchiniana" Francesca Pascale pro domo sua», che «scaricata dai politici campani per incapacità, magnificando "pilotate" relazioni confidenziali con il premier», avrebbe fatto da «ventriloqua ai vari Bocchino, Vito, Pomicino, Martusciello & Company».

Un attacco in piena regola. Con l'aggiunta del video di youtube in cui la ragazza cantava e ballava in bikini ai tempi di Telecafone. Povero Cosentino, mai avrebbe immaginato che la risposta della Pascale sarebbe arrivata tre anni dopo. Vendetta fredda, ma inesorabile.

 

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