1. DIOMIO! I CONTRIBUENTI ITALIANI SPREMUTI DALL’EUROPA PER FINANZIARE I BUND TEDESCHI 2. IL GIALLO DEL FONDO ESM: L’ITALIA COSTRETTA A REGALARE 14 MILIARDI ALL’ANNO (125 MILIARDI TOTALI!) AL FONDO SALVA-STATI CHE SERVE SOLO A SALVARE I CONTI DI BERLINO 3. LA BUNDESBANK IMPONE CRITERI COSÌ PROIBITIVI, CHE IL FONDO PUÒ FINANZIARE I BUND 4. MENTRE I VARI BRUNETTA & FASSINA SI AZZUFFANO PER MEZZO MILIARDO DI IMU, GERMANIA E BCE INGRASSANO CON LE CEDOLE MILIARDARIE DEL NOSTRO DEBITO PUBBLICO. INTERROGAZIONE A SACCOMANNI DEL RENZIANO ANZALDI: "CHIARISCA SUBITO" 5. ECCO PERCHÉ DALLA MERKEL A RE GIORGIO TUTTI VOGLIONO LA “STABILITÀ” DEL GOVERNINO FINO AL SEMESTRE EUROPEO: COSÌ NESSUNO DISTURBA IL MANOVRATORE TEDESCO!

1 - IL FONDO SALVA-STATI COMPRA BUND TEDESCHI E L'ITALIA FINANZIA BERLINO
Federico Fubini per "La Repubblica"


Più si avvicina l'unione bancaria, più viene allo scoperto la tensione nell'area euro. In Germania prevale il sospetto che l'Europa del Sud voglia usare il fondo salvataggi (Esm), nel quale il governo di Berlino è primo azionista, senza poi rimborsare. Il timore ormai è così radicato che sfugge il lato opposto dell'equazione: per com'è stata strutturata la risposta all'eurocrisi, i contribuenti tedeschi oggi stanno ricevendo un sussidio silenzioso da parte di quelli italiani.

Né gli uni né gli altri lo hanno mai voluto, né probabilmente se ne sono resi conto. Eppure il trasferimento di risorse da Sud a Nord delle Alpi vale ormai diversi miliardi. In Germania in realtà si cerca soprattutto di evitare l'opposto, gli aiuti all'Europa meridionale. La priorità tedesca oggi è rendere il fondo salvataggi europeo quasi inutilizzabile per l'unione bancaria.

Di qui l'ultima proposta di Wolfgang Schaeuble, il ministro dell'Economia: prima che i fondi dell'Esm vengano spesi per sostenere una banca in difficoltà - chiede Schaeuble - vanno imposte perdite a tutti i creditori dell'istituto. Secondo Schaeuble ciò deve riguardare non solo gli obbligazionisti subordinati, quelli legalmente più esposti a un'insolvenza, ma anche chi ha comprato i bond più protetti.
La Germania fa poi un passo in più: chiede che queste perdite siano applicate fin da subito anche per istituti non in dissesto, ma che potrebbero esserlo in uno scenario (ipotetico) di crisi futura.

È il modo tedesco di interpretare i cosiddetti "stress test", che 130 banche europee stanno per affrontare: si simula una caduta del Pil e si misura l'effetto che potrebbe avere sui bilanci degli istituti.
Così diventerebbe quasi impossibile usare il fondo salvataggi nell'unione bancaria, anche
perché la fiducia nelle banche sarebbe scossa molto prima.

È qui però che la corrente nei vasi comunicanti fra paesi inizia a invertirsi. Con l'Esm di fatto inservibile per le banche, l'Italia in recessione e indebitata inizia a sussidiare una Germania sana e in ripresa. Possibile?
L'Esm ha una forza di fuoco potenziale di 700 miliardi di euro, raccolti in gran parte emettendo bond sui mercati. La sua base però è il capitale versato direttamente dai governi dell'area euro.

La settimana scorsa hanno tutti trasferito la quarta tranche, per un totale di 64 miliardi, e entro la prima metà del 2014 si arriverà a ottanta. Poiché la Germania è primo azionista con una quota del 27,14%, ha già pagato al fondo europeo 17,3 miliardi e alla fine dovrà versarne 21,7. L'Italia, che è terzo azionista con il 17,91% (secondo è la Francia), ha versato 11,4 miliardi e nel 2014 saranno 14,3.
Le risorse pagate dal governo di Roma, se solo fossero rimaste in Italia, probabilmente basterebbero a gestire i problemi delle banche. Invece sono immobilizzate nell'Esm a Lussemburgo.

Ciò sarebbe utile nel caso in cui il fondo europeo potesse essere usato per le banche senza prima distruggere la fiducia degli investitori. Per ora però di quei soldi dell'Esm si fa un uso diverso: vengono investiti prevalentemente in titoli di Stato tedeschi. Ciò contribuisce, con i soldi dei contribuenti italiani, a ridurre i tassi sui Bund e su tutto il sistema finanziario in Germania, quindi ad allargare lo spread e lo svantaggio competitivo delle imprese in Italia.

L'Esm non comunica in dettaglio come gestisce il capitale affidatogli, ma i criteri sono chiari: non può comprare titoli con rating sotto la "doppia A" (dunque Italia e Spagna sono fuori) e compra "attività liquide di alta qualità". Dunque certamente in buona parte Bund tedeschi.
È una scelta comprensibile, ma di fatto ciò significa che l'Europa del Sud sta sussidiando la Germania, senza poi poter attingere all'Esm per sostenere le proprie banche.

C'è poi un secondo, sostanziale trasferimento di risorse da Sud a Nord. Nel 2011 la Banca centrale europea acquistò circa 100 miliardi di euro in Btp in una fase in cui i rendimenti arrivarono anche a toccare l'8%. Fu un rischio e una scelta provvidenziale. Ma da allora il valore di quei titoli italiano è salito, in certi casi, anche di più del 20%. E il governo italiano ha onorato alla Bce cedole per oltre dieci miliardi in tutto. La Bce non aveva mai guadagnato tanto con un solo investimento e la Bundesbank, suo primo socio, ne beneficia per circa un terzo. Anche quei soldi sono andati dall'Italia al contribuente tedesco. Peccato che nessuno gliel'abbia mai spiegato.

2 - GOVERNO. ANZALDI (PD): CHIARIRE SU FONDI A BUND TEDESCHI
INTERROGAZIONE A SACCOMANNI

(DIRE) -"Il governo chiarisca la vicenda riguardante i miliardi provenienti dal Tesoro italiano che attraverso il fondo europeo salva-Stati Esm finiscono nelle casse della Germania con l'acquisto di Bund tedeschi". E' quanto chiede il deputato del Partito democratico, Michele Anzaldi, annunciando la presentazione di un'interrogazione urgente al ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni.

"Secondo quanto viene ricostruito sulla stampa- aggiunge- l'Italia finanzia con 14 miliardi all'anno il fondo Esm, che dovrebbe servire ad aiutare economie statali e banche in situazioni critiche. I criteri di impiego dei fondi raccolti, circa 700 miliardi di euro, escludono pero' sia i Btp italiani, sia le banche del nostro Paese. Ad essere acquistati sono principalmente i titoli pubblici del governo tedesco, pur avendo contribuito l'Italia con 125 miliardi di euro".

Per Anzaldi, il governo deve spiegare pubblicamente come stanno le cose "visto che opportunamente era stato proprio il premier Enrico Letta, in Parlamento, a dire che in Europa 'l'Italia non deve stare dietro la lavagna ma agire da protagonista'. In un momento difficile come questo il nostro Paese non puo' permettersi di immobilizzare 14 miliardi, che corrispondono quasi all'importo della legge di stabilita' attualmente in discussione. I soldi dei cittadini non possono essere utilizzati per decisioni che vedono l'Italia continuare ad essere gregaria in Europa".

 

Monti a colloquio con Wolfgang SchaeubleWolfgang SchaeubleBUNDESBANKBundesbankMICHELE ANZALDIMERKEL BERLUSCONI NAPOLITANO ENRICO LETTA E ANGELA MERKELMERKEL NAPOLITANO DRAGHI E MERKEL MARIO DRAGHI E ANGELA MERKEL

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