1- DOPO MONTI? C’è LA “TROIKA”! IL MINISTRO GRILLI HA RIVELATO A LONDRA IN UNA CENA SUPER-RISERVATA CHE IL DUPLEX NAPOLITANO-MONTI HA GIà PREVISTO L'ENTRATA IN SCENA DEGLI EURO-TECNICI CON UN PIANO CHE OBBLIGHERà IL FUTURO INQUILINO DI PALAZZO CHIGI A RISPETTARE I DETTAMI DELLE ISTITUZIONI INTERNAZIONALI 2- A GENNAIO GLI UOMINI IN GRIGIO DEL FONDO MONETARIO SBARCHERANNO A ROMA. COME CON LA LETTERA BCE DI DRAGHI CHE NELL’AGOSTO 2011 PORTò ALLA CADUTA DEL BANANA, PREPARANO IL COMMISSARIAMENTO DEL NOSTRO PAESE PER I PROSSIMI ANNI 3- A QUALE GIOCO GIOCANO CORRADINO PASSERA E IL SUO AMICO "CAYMANO" DAVIDE SERRA, CON LA SPARATA DI IERI SUL CAVALIERE? CORRADINO HA MESSO SUL TAVOLO LA SUA FICHE PER UN POSTO DA MINISTRO IN UN FUTURO GOVERNO A GUIDA BERSANI


Nei bar puzzolenti della City dove si ritrovano i trader con le bretelle rosse, non si percepisce la paura dell'Apocalisse per la discesa in campo di Mister Berlusconi e per l'eventuale fine del Governo Monti.

Questo secondo evento era già stato previsto da alcune settimane, e gli analisti più intelligenti quando parlavano del Professore di Varese, lo definivano con le parole di Oscar Wilde: "un bicchiere di talento in un mare di ambizioni".

Che il premier italiano avesse il fiato corto ed esaurito tutte le cartucce è parso più chiaro che mai durante la conferenza stampa di ieri sera dove Monti aveva stampata sul viso un'aristocratica desolazione.

A confermare la parentesi del suo Governo e la precarietà del sistema-Italia ci aveva pensato il pallido Vittorio Grilli quando il 14 novembre era volato a Londra per una serata di beneficienza e si era attovagliato con il gotha della finanza italiana d'oltre Manica.
La cena era strettamente privata e intorno al tavolo c'erano tutti i personaggi che contano nelle banche e nei fondi italiani e stranieri che operano nella City desiderosi di saperne di più sullo stato di salute della Penisola e sulle intenzioni del Governo.

Tra i presenti c'era pure Davide Serra, il gestore del fondo Algebris che in quei giorni si era esposto con parole e quattrini per sostenere la candidatura del suo amico di Firenze, Matteuccio Renzi.

A Grilli piacque molto il clima familiare e riservato di quell'incontro ed è questa la ragione per cui non si sottrasse alle domande neanche quando gli fu chiesto se il Governo avesse intenzione di chiedere lo stato di crisi alla "troika" composta dagli uomini in grigio di Ue, Fondo Monetario e Bce.

La risposta di Grilli fu chiara e limpida: "probabilmente - disse il pallido ministro - chiederemo lo stato di crisi prima di aprile".

Alle orecchie del pubblico attento, sofisticato e informato queste parole, pronunciate con flemma tipicamente inglese, non sono calate come una bomba e come l'inizio di una tragedia, bensì come una sorta di rassicurazione a conferma che un piano esiste veramente se i mercati internazionali dovessero decidere di picchiare duro sull'instabilità della politica italiana.

I giornali italiani, piu' attenti alle vicende personali di Grilli e alle sue telefonate con Ponzellini, non hanno dato grande rilievo a questa importante affermazione del numero Uno del tesoro che Dagospia nella sua infinita miseria ha raccolto non soltanto nei bar puzzolenti della City, ma anche da un partecipante alla cena caritatevole. E c'è da chiedersi a questo punto perché gli ospiti della serata, che si è svolta il 14 novembre, siano usciti dal convivio senza comunque attaccarsi ai monitor per mandare un segnale a Monti e alle forze politiche che fino a ieri lo hanno sostenuto.

Secondo le indiscrezioni raccolte, la richiesta dello stato di crisi e l'intervento eventuale della "troika" prima delle elezioni di primavera, permetterebbe all'attuale Governo di negoziare e di definire direttamente le condizioni che l'Italia sarebbe tenuta a rispettare negli anni a venire. E ciò dovrebbe valere indipendentemente da chi vada al Governo. In pratica, il piano messo a punto da Napolitano e dal Professore di Varese sarebbe quello di creare le condizioni per cui chiunque arrivi a Palazzo Chigi a marzo o ad aprile (si chiami Monti oppure Bersani) si trovi con i giochi già fatti e non possa che allinearsi alla cintura di sicurezza rappresentata dai dettami dei tre uomini in grigio della "troika".

Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di fantaeconomia, mentre per altri il piattino di un'Italia a sovranità limitata sarebbe servito a dovere senza la possibilità di uscire dal gioco stretto delle istituzioni internazionali come la BCE che il 5 agosto dell'anno scorso inviò la famosa lettera provocando la caduta del Cavaliere impenitente.

Il preludio allo scenario della "troika" che sbarca in Italia si vedrà a gennaio quando i tecnici del Fondo Monetario sbarcheranno a Roma per analizzare il sistema finanziario del Paese.

Qualcuno come il boccoluto Giuseppe Mussari, presidente dell'Abi, ha già capito che non sarà una visita di cortesia e ha rilasciato una dichiarazione di guerra dai toni preoccupati che suona così: "se questo è un percorso per inventarsi un nuovo cataclisma, abbiamo tempo per prepararci".

L'ex-capo di MontePaschi parla a nome dell'Abi, l'Associazione dei banchieri, e teme che l'arrivo dei tecnici del Fondo Monetario consenta di ficcare il naso dentro le banche e la loro enorme mole di crediti deteriorati.

Da parte sua Grilli non sembra in preda al panico per la svolta politica e per una crisi dei mercati che potrebbe flagellare il nostro Paese. E lo dimostrano gli incontri di cui parla oggi il quotidiano "MF" che sono stati avviati al Tesoro alla fine di novembre e continueranno nei prossimi giorni con gli esponenti delle roccaforti finanziarie internazionali.

Al ministero di Grilli chiamano questi incontri "brown bag lunch meeting" (pasti veloci da consumare in compagnia) e i primi sono già avvenuti con il capo economista per l'Europa di Barclays, e con una giovane donna, Silvia Ardagna (39 anni originaria di Caserta), che oltre ad insegnare ad Harvard ha la carica di senior economist ed executive director nella banca d'affari Goldman Sachs. L'agenda di Grilli prevede che il prossimo 21 dicembre incontrerà Robert Chote, uno dei più stretti collaboratori del Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne.

Non è previsto invece alcun incontro con Davide Serra, e qui ritorniamo alla serata del 14 novembre con il gotha della finanza italiana quando tutti i partecipanti hanno notato come il ministro si tenesse lontano dal finanziere delle Cayman che si è speso tanto per il sindaco di Firenze.

Molti nella City hanno spiegato che la diffidenza di Grilli nasce dalla vicinanza molto intima tra l'uomo di Algebris e Corradino Passera. Addirittura c'è chi nei bar puzzolenti del Tamigi giura che ad accendere il fuoco sacro di Serra per il sindaco di Firenze sia stato proprio il ministro ex-banchiere che ieri, con una gaffe apparentemente innocente, ha messo sul tavolo di un futuro governo a guida Bersani la sua fiche per una poltrona ministeriale.

Adesso è inutile tornare a chiedersi se la sparata di Passera contro Berlusconi sia stata concertata anche grazie alla sua amicizia con Davide Serra, conosciuto dai tempi in cui il Corradino banchiere investiva quattrini di BancaIntesa nei fondi Algebris. Ed è una perdita di tempo capire se il finanziere di Genova e il sindaco fiorentino sono diventati amici per merito di Corradino Passera.

Più interessante è scoprire quali saranno i passi finali del Governo Monti e del suo ministro del Tesoro. Il Professore di Varese non vuole che la sua parentesi di artista dell'austerity si chiuda in un modo banale. Ma è difficile immaginare che voglia passare alla storia non solo per l'inchiostro nero del rigore, ma anche creando le condizioni per un lasciapassare alla "troika" che ha già previsto di mettere sotto tutela il nostro Paese.

Un Paese dove gli orologi della storia girano all'indietro.

 

MARIO MONTI E VITTORIO GRILLI jpegHOLLANDE MONTI MOAVERO GRILLI A BRUXELLES DRAGHI E MERKEL CHRISTINE LAGARDE FOTO Bersani Monti DRAGHI-NAPOLITANOmario DRAGHI E MONTI PIERLUIGI BERSANI GIUSEPPE MUSSARI VITTORIO GRILLI DAVIDE SERRA PRESENTAZIONE DAVIDE SERRA ALGEBRIS TROPPO DEBITO POCA CRESCITA Corrado Passera CORRADO PASSERA E SILVIO BERLUSCONI FOTO INFOPHOTO

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