1. GRILLO SMONTA MONTI COME UN LEGO! "NON C'É PIÙ IL CAMPO, COSA SCENDE. NON HA PIÙ NIENTE. MONTI NON C'É PIÙ. FRA TRE GIORNI NON SAPREMO NEANCHE CHI È, COSA HA FATTO" 2. "SI È SFIDUCIATO DA SOLO, NON L'HA SFIDUCIATO NESSUNO. ORA VEDREMO CHE FARÀ" 3. E DAJE! ‘’MONTI E' ANDATO VIA E LA BORSA È VOLATA, MENTRE LO SPREAD È DIMINUITO". 4. "INGROIA È LA PERSONA PIÙ STIMABILE DI QUESTO MONDO, MA FA LA FOGLIA DI FICO" 5. “BERLUSCONI SI FA METTERE IN CRISI ANCHE DA GILETTI. ORMAI È ROBA PER I SIMPSONS" 6. ‘’NON HO MAI VIETATO DI ANDARE IN TV, FIGURATEVI, È VENT’ANNI CHE LA TV IO LA FACCIO, DICO SOLO, LA TV USATELA, SAPPIATELA USARE, NON ANDATE NEI TALK SHOW SENZA SAPERCI STARE CHE VI SFONDANO’’

1. MONTI: GRILLO, TRA TRE GIORNI NON SAPREMO NEANCHE CHI E'
(ANSA) -
"Non c'é più il campo, cosa scende. Non ha più niente. Monti non c'é più. Fra tre giorni non sapremo neanche chi è, cosa ha fatto". Così Beppe Grillo a Foggia a proposito del possibile impegno politico del premier dimissionario Mario Monti. Monti - ha detto il leder del Movimento 5 Stelle - "si è sfiduciato da solo, non l'ha sfiduciato nessuno. Si è reso conto di questo, è andato a casa sua e ha chiesto: 'Cosa faccio?' E lei (ma moglie, ndr) gli ha risposto: 'Sfiduciati'. E' andato da Napolitano che ha sciolto le Camere e ora vedremo quello che farà".

1 - GRILLO, INGROIA STA FACENDO LA FOGLIA DI FICO
(ANSA)
- "Il magistrato Ingroia è la persona più stimabile di questo mondo, ma sta facendo la foglia di fico". Lo ha detto Beppe Grillo a Vasto in un incontro in piazza a sostegno del gruppo cittadino impegnato nella raccolta di firme per presentare le liste dei candidati in Parlamento del Movimento 5 Stelle.

E proseguendo nel suo discorso su Antonio Ingroia, Grillo ha detto che "dietro di lui ci sono gli arancioni, i Cesaroni, e deve stare molto attento perché queste coalizioni usano la sua immagine, che è un'immagine meravigliosa, per poi annidarsi con delle idee magari anche un po' vecchiotte". E a proposito della possibilità della nascita di un movimento per Ingroia ha aggiunto che "se lui ne farà uno, noi il nostro e faremo assolutamente delle battaglie insieme. E per questo sono molto felice".

2 - SIAMO SECONDA FORZA PAESE, E FORSE LA PRIMA
(ANSA
) - "In tre anni, con i mezzi contro e senza soldi, oggi siamo la seconda forza politica del Paese e forse, la prima. Non voglio guardare i sondaggi perché non ci credo. Schifani e altri politici hanno detto che bisogna fare una legge per fermare Grillo che rischia di arrivare all'80%". Così il leader del Movimento 5 Stelle parlando a Pescara, dinanzi a diverse centinaia di persone in una piazza centrale del capoluogo adriatico.

3 - GRILLO, FORSE ABBIAMO FIRME PER PRESENTARCI A ELEZIONI - BERLUSCONI ORMAI È ROBA DA SIMPSONS
(ANSA)
- "Probabilmente abbiamo già raggiunto il numero di firme per presentarci alle elezioni": ad annunciarlo è stato questa sera Beppe Grillo a un incontro del Movimento 5 Stelle a Spoleto, concluso letteralmente gettandosi su chi lo aveva ascoltato e "nuotando" per diversi metri. "Ho fiducia in voi - ha detto - e sono certo che mi sorreggerete". Riguardo alla questione delle firme, Grillo ha comunque predicato prudenza.

"Bisogna verificare bene perché il meccanismo è insidioso", ha spiegato seduto su uno scivolo (l'incontro si è svolto in un parco giochi per bambini). Grillo ha parlato poi di Silvio Berlusconi: "Si fa mettere in crisi anche da Giletti. Ormai è roba per i Simpsons". E di Mario Monti: "E' andato via e la borsa è volata, mentre lo spread è diminuito". Riguardo alle dimissioni ha sottolineato che il premier dimissionario "si è sfiduciato da solo".


4 - GRILLO A SORPRESA SULLA TV - "ANDATECI, MA USATELA"
Jacopo Iacoboni per "La Stampa"

«Basterebbe fare come Hollande, copiare!», grida Beppe Grillo in piazza a Potenza, alle cinque e un quarto di sera. «Da noi che succede? Prendiamo il Monte dei Paschi, ha comprato Antonveneta a dieci e ha venduto a sei... mancano 4 miliardi, in quali tasche sono finiti? Hollande ha preso una grossa banca francese, l'ha nazionalizzata, lui fa il presidente onorario, mette dentro venti miliardi pubblici e sapete cosa fa con quella banca? Fa microcredito! Capite la mentalità? Dà soldi a piccole imprese, a cittadini che vogliono investire...».

Dicono sempre che non ha idee, Grillo, non ha un programma, fa solo comizi, e allora vale la pena ascoltarlo in questo suo «MassacroTour», una pazzesca corsa nell'Italia meridionale salutata da folle che gli offrono formaggi, prosciutti locali, una pagnotta materana che ieri s'è portato dietro nel camper, e l'addentava come fosse un panino, per ridere con la sua truppa. Grillo è genovese, se è per questo piglia tutto. Ma pedala. Solo ieri s'è fatto Crotone, Cosenza, Taranto, Matera, Potenza, e in serata Bari e Molfetta. Siccome stavolta non ha fatto nuotate, in pochi si sono accorti del viaggio. «Non faccio comizi, stavolta, vengo, ascolto, dico due-tre cose del nostro programma, dialogo con le persone». Oddio, è un dialogo particolare, alla Grillo. Ma non è privo di proposte.

Innanzitutto, notizia: Grillo sulla tv dice «non ho mai vietato di andare in tv, figuratevi, è vent'anni che la tv io la faccio, dico solo, la tv usatela, sappiatela usare, non andate nei talk show senza saperci stare che vi sfondano». Naturalmente irride Monti («ha capito che andava a una Waterloo e s'è tirato indietro, è un vecchio burocrate del sistema, un vecchio ragioniere, era nella Morgan Stanley, quelli che dicevano che la crisi era finita...»), o Montezemolo («Un movimento non nasce con Montezemolo e poi sotto ci sono gli altri, è il contrario»), o Vendola (è «un supercazzolaro»). Ma ha alcune proposte.

A Potenza abbiamo capito che Grillo è per nazionalizzare banche, modello Hollande, e spingerle a fare microcredito. «Da noi falliscono 35 imprese al giorno, e non per il debito, per il credito, vi rendete conto dell'assurdo?! Perché lo Stato deve alla piccola impresa cento miliardi e non le paga!».

Oppure, altro pezzo del programma: «Non possiamo fare un reddito di cittadinanza - populista, sei un populista di m..., mi accusano. Io dico, con tredici miliardi che spendiamo di pensioni a volte anche alte, mettiamo un tetto di quattromila euro per cinque anni, e coi soldi che risparmiamo - sette miliardi - facciamo un reddito di cittadinanza!! Come in Olanda, come in Norvegia». In Europa, sostiene Grillo, queste cose già si fanno.

«La sanità dev'essere pubblica, la scuola pubblica, l'acqua pubblica», dice. E le folle del sud - facce che lo ascoltano e lo filmano coi telefonini, come a uno spettacolo, ma con un di più quasi escatologico di speranza - ascoltano intente. A Taranto ha detto che «sull'acciaio e sull'Ilva deve decidere un referendum». A Potenza chiede che «lo Stato si riprenda l'energia. Non possono fare pozzi di petrolio in Basilicata perché lo dice un banchiere!».

Vuole il referendum propositivo senza quorum. Interessanti certi passaggi, per capire la psicologia-Grillo: «Io sono un vecchio ricco, sono un comico e voglio tornare a fare il comico... ho 65 anni, non 18, 20 come i miei figli, che chattano con le fighette australiane, c'ho le sinapsi che ogni tanto si fermano lì... eppure uno come me è riuscito a votare da casa i suoi candidati... è meraviglioso».

Sono pochi i votanti delle primarie 5 Stelle? «Ma chi lo dice, quelli del Porcellum, col quale cinque segretari nominano mille parlamentari?». Anzi, «senza di noi voterebbe il 25 per cento al massimo degli aventi diritto e avreste Alba Dorata, avreste Forza Nuova, che si candida in Lombardia».

È esemplare l'annuncio che il Movimento lascerà allo Stato cento milioni di rimborsi parlamentari. Problematica, a dir poco, la sua tesi sul debito pubblico: «Il debito è a 2000 miliardi, dobbiamo pagare cento miliardi di interessi, o congeliamo gli interessi per qualche tempo, non so come, parliamone, o non possiamo morire per immolarci a questa Europa. Io ho sognato l'Europa, sono stato in Europa, sono andato a vedere come funziona, ma non l'Europa di due Parlamenti che si riuniscono quattro giorni al mese, non l'Europa alla quale noi diamo 15 miliardi, ce ne ritornano sette e gli altri non si sa dove vanno, non l'Europa dei manager e dei burocrati che decidono le cose nelle commissioni. Che poi almeno gli altri mandano manager e burocrati, noi abbiamo mandato Mastella, la Zanicchi, la Gruber...».

 

 

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