1. IERI L’IMPERO È PASSATO A TROVARCI E RENZI SI È MANIFESTATO IN VERSIONE MISTER BEAN (GONFIA E SGONFIA LE GOTE COME FOSSERO LE PREVISIONI DEL PIL), LITIGANDO CON LA TRADUZIONE INGLESE DI “MARE NOSTRUM” (“OUR SEA”) E PIGOLANDO: YES WE BUY! 2. DAL BILANCIO DELLE SPESE MILITARI, RENZIE TAGLIERÀ “SPRECHI E DUPLICAZIONI” (TEMPI DURI PER I MARESCIALLI), MA RISPETTERÀ TUTTI GLI IMPEGNI CON LA NATO E SUI CACCIA DELLA LOCKHEED ASSISTEREMO FORSE A UNA DILUZIONE NEL TEMPO DEGLI ACQUISTI, MA NON CERTO A UN TAGLIO DELLE COMMESSE COME HANNO FATTO GLI OLANDESI 3. SUL FRONTE DELL’ENERGIA E DEI RAPPORTI CON L’AMICO PUTIN, PITTIBIMBO HA FATTO UN PO’ IL BULLETTO SOSTENENDO: POSSIAMO “FARCELA DA SOLI”. MA INTANTO HA ACCOLTO CON LARGHI SORRISI LE OFFERTE DEGLI STATI UNITI, CHE ANCHE GRAZIE ALLO “SHALE GAS” ADESSO SONO ESPORTATORI DI ENERGIA. SARÀ UN CASO, MA PROPRIO IN QUESTI GIORNI IL GRAN CAPO DELL’ENI (IN SCADENZA), PAOLO SCARONI, È IN MISSIONE NEGLI USA

a cura di colinward@autistici.org (Special Guest: Pippo il Patriota)


1 - YES WE BUY!
Ieri l'Impero è passato a trovarci e si è manifestato nella sua massima gloria. A Villa Madama, un Renzie in versione Mister Bean (gonfia e sgonfia le gote come fossero le previsioni del Pil) accoglie Barack Obama atteggiandosi a fratellino minore, litiga con la traduzione inglese di "Mare Nostrum" ("Our sea") e finge di tenere duro sui tagli alla difesa.

Dal bilancio delle spese militari, Renzie taglierà "sprechi e duplicazioni" (tempi duri per i marescialli), ma rispetterà tutti gli impegni con la Nato e sui caccia della Lockheed assisteremo forse a una diluzione nel tempo degli acquisti, ma non certo a un taglio delle commesse come hanno fatto gli olandesi.

Sul fronte dell'energia e dei rapporti con l'amico Putin, Pittibimbo ha fatto un po' il bulletto sostenendo che non dipendiamo dalle importazioni di gas russo e possiamo "farcela da soli". Ma intanto ha accolto con larghi sorrisi le offerte degli Stati Uniti, che anche grazie allo "shale gas" adesso sono esportatori di energia. Sarà un caso, ma proprio in questi giorni il gran capo dell'Eni (in scadenza), Paolo Scaroni, è in missione negli Usa.
In cambio di tutto ciò, il Grande Abbronzato ha dispensato benedizioni a Pittibimbo e ha promesso di aiutarci a riportare a casa i Marò sotto processo in India. Un rapporto alla pari, come sempre.

Per trovare un titolo cattivello tocca prendere la prima pagina del Cetriolo Quotidiano: "Gli F-35 non si toccano: Obama e Napolitano mettono in riga Renzi. Il presidente Usa parla a quattr'occhi per quasi un'ora con il capo dello Stato e poi avverte: ‘Troppo grande il divario di spese per la Difesa tra Stati Uniti e Ue'. ‘Se tagliate troppo rischiate di non essere un partner adeguato. Ridurre la dipendenza di gas dalla Russia. Poi il contentino a Renzi: ‘Mi fido di lui" (p. 1). Oppure sfogliare il Giornale: "F35 e Russia: Obama detta la linea a Renzi" (p. 1). Il resto è più o meno melassa.

Il Corraziere della Sera se la cava così: "L'incoraggiamento di Obama all'Italia. Elogio di Napolitano. Il monito sulle spese militari: la libertà non è gratis" (p. 1). E poi ecco un paginone per denunciare che invece "La Nato in Europa sta giocando al ribasso. Spese militari al ribasso di fronte a Mosca che si riarma" (p. 6).

Da incorniciare la prima pagina di Repubblica: "Renzi a Obama: ‘L'Italia taglierà le spese militari". Dentro, un passaggio al curaro sulle nomine pubbliche: "Gli americani, tra rinnovabili e shale gas, si propongono per sostituire nel tempo i contratti Gazprom. E' una partita di lungo periodo, ma in vista del rinnovo dei vertici Eni ed Enel - in scadenza ad aprile - il premier dovrà decidere se cambiare strada oppure restare, con i vecchi manager, sulle scelte di sempre" (p. 3).

La Stampa, felice per l'invito di Kaki Elkann ieri sera a Villa Taverna, apre così: "Obama scommette su Renzi". Ma la notizia è vecchia di 40 giorni, a ben vedere. Poi racconta di un "Renzi senza complessi: ‘Faremo la nostra parte. Possiamo affrontare gli impegni internazionali" (p. 3). Traduzione: tranquilli, i soldi si trovano. Stessa linea sul Messaggero: "Obama a Roma: mi fido di Renzi" in prima pagina e dentro la ciccia vera: "F35 e marò, i nodi del vertice: in gioco 14 miliardi di euro. Sostegno americano decisivo per gestire la crisi in India" (p. 4).

2 - LA BAVA SEPARATA DALLE OPINIONI
In occasione della visita dell'Impero, ognuno si coccola gli amici suoi.
La Repubblica di Pittibimbo ci regala prose ispirate da un bilinguismo che per forza di cose inumidisce le pagine: "Il Presidente rompe il ghiaccio con un ‘ciao Matteo' e inizia a tesserne le lodi. Un leader ‘effective', efficace, concreto, pieno di energia (‘lot of energy'), che si è circondato di giovani ministri e ministre. ‘Io tra due anni e mezzo finisco il mio mandato, tu hai un futuro politico davanti, sei l'espressione della famiglia politica progressista. Vedo con piacere che gli italiani sono pronti a cambiare, ready to change" (p. 2).

Il Corraziere della Sera ci tiene a farci sapere che "il presidente Usa trova in Napolitano una garanzia di stabilità, un interlocutore affidabile e di vasta esperienza - "a man with a longstanding service", lo aveva definito - di un'Italia che brucia continuamente i propri premier". E poi ricorda che il New York Times ha definito il primo settennato di Re Giorgio "una maestosa difesa delle istituzioni democratiche italiane e non solo" (p. 5). La chiave è ovviamente nel "non solo".

3 - MA FACCE RIDE!
"La vendetta di Putin: boicotta l'iPad e le carte di credito" (Giornale, p. 12)

4 - FA SOSTA LA SUPPOSTA! (E LA CINA E' PIU' VICINA)
Corriere delle banche in estasi: "Fiducia Italia, la Cina in Eni ed Enel. E i Btp scendono ai minimi storici. La ‘Banca del popolo' rileva per due miliardi il 2% dei big dell'energia" (p. 11). In festa anche Repubblica: "i cinesi comprano azioni Enel e Enel. L'Italia torna appetibile. E Scaroni mette in vendita un pezzo dei giacimenti del Mozambico" (p. 34).

E ancora buone notizie su Repubblica: "Il bonus Letta per i giovani funziona:14 mila assunzioni in cinque mesi. Le carte riservate in possesso del ministro Poletti rivelano un sensibile cambio di marcia, ma sorgono i primi probolemi sull'assegnazione di 800 milioni disponibili fino al prossimo anno" (p. 11).

5 - SORGENIA, L'ENERGIA CHE TI FULMINA (I CONTI)
Scherzetto del Giornale al Sorgenio De Benedetti: "Sorpresa, soldi pubblici per aiutare i De Benedetti. Fra i creditori esposti con Sorgenia, vicina al crac, spunta anche la Cassa depositi e prestiti con 37 milioni. Il finanziamento durante il governo Prodi. A guidare la Cdp c'era Iozzo, sostenuto dal leader dei Ds Fassino" (p. 7).

6 - NON SPIATE IL BANANA!
Sempre gioia, pace e letizia in Farsa Italia. Repubblica ci sguazza: "E' guerra fredda ad Arcore. La successione a Berlusconi contesa tra Marina e Barbara. La manager del Milan: non tutti vogliono bene a papà. Europee, passa la linea Fitto: gli eletti obbligati a dimettersi" (p. 12).

Ma la vera perla di giornata la racconta Adalberto Signore sul Giornale: "Presidente c'è un segnale telefonico in uscita...' Nel bel mezzo di un Ufficio di presidenza mai come ieri blindato, è Denis Verdini a stoppare il Cavaliere per avvertirlo che tra i presenti c'è qualcuno che ha il cellulare acceso. Non che sia vietato telefonare mentre parla Silvio Berlusconi, ma in questi anni quella di lasciare i telefoni accesi e lasciare che il giornalista dall'altro capo della cornetta abbia una sorta di stenografico della riunione è diventata una pratica diffusa al punto che si è decido di prendere le contromisure del caso. E l'idea di piazzare un ricevitore che rileva i segnali telefonici in entrata e in uscita para sia stata di Roberto Gasparotti, storico uomo tv del Cavaliere (...) L'ex premier se la cava allargando le mani con un "per cortesia..." (p. 3).

7 - ALFANOIDI SOSPESI NEL VUOTO
Entra in azione per la prima volta su un governatore regionale la legge Severino. Vince il premio il mieti-tessere calabrese Giuseppe Scopelliti, ex sindaco di Reggio Calabria e vero uomo forte dell'Ncd. "Sei anni a Scopelliti. La Calabria resta senza governatore. Abuso d'ufficio e falso in atto pubblico. Condannato, scatta la legge Severino" (Corriere, p. 24).

8 - NON AVRAI ALTRA LEGGE CHE IL CODICE IBAN
La notizia che i vertici di Unicredit - che sta inondando di pubblicità i giornaloni morenti - rischiano il processo per il crac Divania per una brutta storia di derivati-trappola, per il Corriere delle banche vale un boxino di 20 righe, impiombato in fondo in fondo a pagina 24.

9 - PERCHE' LE MARCHETTE ALLA LUNGA NON CONVENGONO
Il servizio del Corriere di ieri, nel quale si magnificavano i lavori per l'Expo2015 e si cantavano le lodi del "decumano" e della "piastra" per la maggior gloria di Diana Bracco, scatena le pesanti attenzioni di Repubblica, che invia Alberto Statera nel fango e tra i fumi della periferia Nord Ovest di Milano.

Il risultato è alla Statera: "Ritardi, scandali e appalti sospetti. Scatta l'allarme a un anno dall'evento. Il rischio di una figuraccia mondiale. Il ruolo negli affari del clan Formigoni. Viaggio nei cantieri di Milano, 4350 metri quadrati che dovrebbero essere pronti per il primo maggio 2015. Un miracolo il rispetto dei tempi. Speculazioni immobiliari: Barbara Berlusconi intende costruire uno stadio da 60mila posti per il Milan" (pp. 18-19).

10 - LA BATTAGLIA TRA ZOMBIE DI VIA SOLFERINO
"In Rcs vincono i giornalisti: congelato il bonus di Jovane. I nodi da sciogliere nel cda di oggi. La redazione revoca lo sciopero. Contatti tra i soci per evitare scontri in assemblea. Ivesco sale al 5%. Dei premi ai manager si riparlerà quando il gruppo tornerà in utile" (Giornale, p. 20).

11 - ULTIME DA UN POST-PAESE
"Non potevamo non avvelenare'. Acqua contaminata in Abruzzo, parla il manager del pizzino che ordinava di negare il disastro ambientale. ‘Tutte le aziende chimiche inquinano, in Italia tenere aperta una fabbrica ormai è diventato un crimine'. L'inchiesta però racconta un'altra storia: "Fate analisi ad hoc senza esiti negativi', così taroccavano i test. Spuntano altri appunti ed email con i quali i dirigenti chiedono di alterare i dati" (Repubblica, p. 27). La discarica era gestita dalla ex Montedison Ausiliari, ora Solvay, con sede nell'alessandrino.

 

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