1- LA PRIMA FIGURA DA BISCHERO DI RENZI: BILL CLINTON RIPARTE DA FIRENZE SENZA VEDERLO! 2- LO STROMBAZZATO INCONTRO TRA IL “NULLA CHE AVANZA” E IL TESTIMONIAL D’ORO DI TECHNOGYM ORA DIVENTA: “UN'IPOTESI APERTA, POI È SCOPPIATO L'AMBARADAN MEDIATICO” 3- DALLA “RUOTA DELL FORTUNA” A “L’ISOLA DEI FAMOSI” LA POLITICA DEI ROTTAMANTE RENZI E’ TUTTO UN REALITY (GIA’ TRAGICAMENTE VISTO) CON UN FORMAT CHE NON FUNZIONA 4- IL BAMBOCCIONE E’ SOLO L’ULTIMO ESEMPLARE DI ANDREOTTIANO CHE VUOLE TENERSI APERTI I DUE FORNI (DESTRA-SINISTRA) E METTERE IN DIFFICOLTÀ IL PD DI BERSANI 5- E’ DAL 1991 CON MARIO SEGNI CHE I POTERI MARCI E LA COMPAGNIA VARIEGATA DEI GREMBIULINI (LEGGI MASSONERIA) CAVALCANO CON I LORO GIORNALONI LA POLITICA DELL’ANTIPOLITICA CHE FINGE CHE TUTTO CAMBI PERCHÉ TUTTO RESTI COM’È: IN MANO LORO

DAGOREPORT

Più che un rampante lui, il Matteo di Rignano sull'Arno, si è autoproclamato un Rottamante. Gran brutto appellativo per chi, cavalcando la moda dell'antipolitica e, in sovrappiù, ricoprendo la carica di sindaco di Firenze (eletto con oltre il 35% dei voti del Pd!), tra i suoi compiti politico-istituzionali ci sarebbe quello (primario) di costruire qual cosa di "novo" e con uno "stil"(e) più sobrio.

Invece, demolire il centrosinistra sembra essere l'unico verbo - la parola d'ordine - declinato dal Renzi furente nel tour intrapreso sulle piazze d'Italia. Piazze più tinte d'"azzurro" (Berlusconi) che di "rosso" (ex comunisti).

Così appare ai più la sua sfida (parolaia) nella corsa per la candidatura a premier del centro sinistra. Colpa dei media? Forse. Ma è il "format" cucitogli addosso da Giorgio Gori (ex enfant prodige di Mediaset) che non funziona.

Una competizione politica non è un reality tv tipo "L'isola dei famosi" in cui il Matteo Renzi sembra essere approdato, a bordo del suo camper, nel tentativo di sbaragliare gli altri concorrenti. Tentando pure, come vedremo, di cambiare le carte in tavola (regolamento delle primarie) per evitare di naufragare nella gara con Pierluigi Bersani.

Del resto l'unica esperienza catodica che si ricorda del Renzi è la sua partecipazione (giovanile) alla "Ruota della fortuna" condotta dal mitico Mike Bongiorno. Ahi!, ahi! signor Matteo...stavolta lei rischia di cadere dalla brace (rossa) alla padella (azzurra) impugnata nell'emergenza dalle Wanna Marchi dall'unto del Signore.
Tant'è vero che, alla fine, il Rottamante sembra piacere soltanto alla gente che piace. Come recitava una vecchia pubblicità della Lancia. Molto meno ai democrat guidati da Bersani, che dovrebbero votarlo.

Dal Cavaliere di Arcore a Lele Mora il ragazzaccio dalla faccia da impunito è stato adottato un po' da tutti in quel centro destra imploso dopo l'uscita da palazzo Chigi di Silvio Berlusconi. E molti simpatizzanti della Casa delle libertà (anche lì una sorta di "Grande Fratello" dove in palio c'è un posto in Parlamento) - il tam tam è già partito. E neppure tanto in sordina. A cominciare dall'imbolsito Flavio Briatore che di "talenti", anche lui come il pentito dello spettacolo (trash) Lele Mora, giura d'intendersi.

Le truppe forziste e la compagnia variegata dei grembiulini (leggi massoneria) sono pronte a spendere i due euro, indispensabili per andarlo a votare Renzi alle primarie. E mettere in difficoltà il Pd.

Così, inevitabilmente, le avventure donchisciottesche del Rottamante trovano eco (e consensi interessati) anche sulla stampa e nelle televisioni. E' dal lontano 1991, incensamento (e foraggiamento) fino alla nausea del referendario Mario Segni, che i professionisti dell'Anticasta inseguono un leader possibile dell'antipolitica. Da Segni a Bossi; da Di Pietro a Grillo. Nel tentativo di tenere ancora ai margini le forze politiche.
Ma di fronte a certe argomentazioni il candidato premier, il Rottamante, sembra fare orecchie da ambulante.

Nonostante si tratti di un disegno (tragico) quello perseguito negli ultimi vent'anni dai Poteri marci. E i cui risultati ora sono sotto gli occhi di tutti: l'Italia a rischio default e impiccata allo spread; un governo di tecnici imposto dalle cancellerie europee e sostenuto in parlamento da una maggioranza bastarda; la disoccupazione e la povertà ai massimi livelli storici; la Fiat sull'orlo del fallimento; i destini dell'Ilva, cioè dell'industria siderurgica, in mano ai magistrati e non ai ministri competenti... Per non parlare del fenomeno della corruzione pubblica e istituzionale mai stata così dilagante e a livello personale. Roba da far rimpiangere la cosiddetta prima Repubblica, socialismo notte compreso.

Media e Poteri forti, nonostante la loro sciagurata politica dell'antipolitica (che non paga neppure in termini di copie vendute, anzi fa crollare le vendite) continuano invece a cavalcare giulivi l'onda novista.

Già, come ricorda pungente Alberto Statera su "la Repubblica" cuocendo allo spiedo, uno dei pochi, Matteo Renzi: "il giovanilismo malattia senile della seconda Repubblica". Alla fine, come ha osservato il politologo Carlo Galli, anche l'antipolitica è "una politica, che non sa di esserlo, o non vuole ammetterlo". Con il rischio, osserva ancora, che la guerra alla Casta - con buona pace dei Gabibbo alle vongole Stella&Rizzo -, "risulti passiva e inefficace (...) una valvola di sfogo per i cittadini, che si sottraggono alle proprie responsabilità e le scaricano sulla classe politica, divenuta il capo espiatorio universale...".

Una politica-antipolitica "manovrabile - rileva infine il prof. Galli nel suo volume "Abc della cronaca politica'' (il Mulino) -, da chi ne sa cogliere l'ingenuità credulona, cioè dall'imprenditore politico populista, che sfrutta il qualunquismo e l'indignazione per sostituirsi ai vecchi politici, e finge che tutto cambi perché tutto resti com'è (o peggiori radicalmente)".

Ma tutto questo il Rottamante non lo sa. Non sa di essere una pedina (manovrabile) dell'antipolitica. O forse sì.
Dopo essersi candidato premier alle primarie del Pd, facendo strame dello statuto interno che fin qui le regolava, l'ex lupetto sembra aver perso il pelo ma non il vizio di certi democristiani, tendenza Andreotti.

Lui, attraverso la richiesta di una modifica dello statuto delle primarie con norme ad personam (piccoli berluschini crescono...), vuole tenere aperti i "due forni" (destra-sinistra) per fare il pieno dei consensi nella competizione con Bersani. Giusto aprire a una consultazione "aperta", ma vanno evitate anche le "infiltrazioni" del campo nemico.

Cosa che non garba punto, al Renzi. E sul tetto di spesa per ogni candidato, ora fissato a 250 mila euro, i contendenti dovrebbero battersi per ridurlo non per elevarlo. Alla faccia dello spending review tanto in voga nella fila del governo. Oppure stiamo all'ennesima prova che in questa Italia solo "il nulla avanza".

2- BILL CLINTON RIPARTE DA FIRENZE SENZA VEDERLO - RENZI: "ERA UN'IPOTESI APERTA, POI È SCOPPIATO L'AMBARADAN MEDIATICO"
Corriere.it

È ripartito questa mattina presto da Firenze l'ex presidente americano Bill Clinton, dopo un soggiorno lampo nel capoluogo toscano: era arrivato nel tardo pomeriggio di sabato. Nessun incontro, alla fine, con il sindaco Matteo Renzi: a confermarlo è stato lo stesso primo cittadino.

La notizia di un faccia a faccia era rimbalzata su tutte le agenzie di stampa e i quotidiani, ma poi lo staff di Renzi aveva fatto sapere che il meeting tra i due «non era in agenda». Nel rincorrersi di ipotesi l'appuntamento (riservato) sembrava potesse esserci stamani, ma Clinton e Renzi alla fine non si sono visti.

«Era un'ipotesi aperta quando abbiamo saputo che veniva in Italia - ha poi precisato in giornata Renzi - poi è scoppiato l'ambaradan di 'Clinton che endorsa per le primarie' e allora quello che doveva esser un incontro riservato è sostanzialmente saltato».

Negata dal primo cittadino l'ipotesi, ventilata sulla stampa, che i vertici del Pd potessero aver esercitato pressioni affinchè l'incontro con Clinton non ci fosse. L'ex presidente Usa sabato sera è andato a cena in una famosa trattoria di Firenze, concedendosi poi una passeggiata per le vie del centro storico.

Al suo passaggio, molti fra turisti e fiorentini lo hanno riconosciuto seguendolo e chiedendo una foto con lui. Gli unici a cui Clinton ha concesso un flash sono stati alcuni extracomunitari ambulanti abusivi che stavano vendendo le loro merci in via Calzaiuoli. Stamani alle 7, Clinton aveva già raggiunto l'aeroporto di Firenze per ripartire.

 

 

Renzi e Obama MATTEO RENZIRENZI SBERTUCCIATO MATTEO RENZI LEONARDO PIERACCIONI Matteo Renzi spiega il programma RENZI MATTEO RENZI LAURA E TIZIANO RENZI I GENITORI DI MATTEO RENZI BERSANI RENZIGORI E RENZI Renzi RENZI E BERLUSCONINOW LO SLOGAN DI NIXON PER LA CAMPAGNA DEL jpegLA CAMPAGNA DI RENZI E QUELLA DI NIXON jpegBERSANI E RENZI CLINTON

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…