1- L’AMBASCIATORE AMERICANO STEVENS È MORTO INTOSSICATO DAL FUMO DELL’INCENDIO 2- I DIMOSTRANTI SAPEVANO CHE IL DIPLOMATICO ERA NEL CONSOLATO USA DI BENGASI (VIDEO DELL’ATTACCO), ALLA VIGILIA DELLA NOMINA DEL NUOVO PREMIER LIBICO 3- PER IL CONSOLE ITALIANO, IL FILM BLASFEMO SU MAOMETTO È UNA SCUSA: “È STATA UN’AGGRESSIONE DI STAMPO MILITARE, NON C’ERA STATA NESSUNA PROTESTA PRIMA” 4- MANIFESTAZIONI VIOLENTE ANCHE AL CAIRO, CHIUSA LA SEZIONE CONSOLARE AMERICANA 5- LA MICCIA è STATA LA PUBBLICAZIONE SU YOUTUBE DEL TRAILER DI UN FILM CHE FA SATIRA SULLA VITA DI MAOMETTO, CON UN REGISTA CHE TEORIZZA CHE “L’ISLAM È UN CANCRO PIENO D’ODIO”. AGGIUNGERE CHE TRA I PROMOTORI DELLA PELLICOLA, OLTRE A CRISTIANI COPTI ED EBREI, C’È IL PASTORE JONES, QUELLO CHE BRUCIA I CORANI

1 - VIDEO: L'ATTACCO AL CONSOLATO USA DI BENGASI
Dal "Guardian" - http://bit.ly/RLfgce

2 - VIDEO: IL TRAILER DEL FILM SU MAOMETTO CHE HA FATTO INCAZZARE I MUSULMANI
Da Youtube - http://bit.ly/RLeRqc

3 - LIBIA: TRIPOLI CONFERMA CONFERMA MORTE AMB. USA
(ANSA) - Il governo libico conferma la morte dell'ambasciatore Usa in Libia, Chris Stevens e altri tre funzionari nell'attacco di ieri a Bengasi. La conferma arriva dal vicepremier Mustafa Abushagur e dal viceministro dell'interno Wanis al-Charef.

"Condanno l'attacco codardo contro la sede Usa e l'uccisione del signor Stevens e di altri diplomatici", ha scritto il vicepremier su Twitter. "L'ambasciatore e' stato ucciso, assieme ad altri tre funzionari", si e' invece limitato a dire il viceministro dell'interno Wanis al-Charef.

4 - BENGASI, AMBASCIATORE USA STEVENS MORTO INTOSSICATO
(TMNews) - L'ambasciatore degli Stati Uniti in Libia, Chris Stevens, sarebbe morto intossicato a seguito dell'inalazione dei fumi provocati dall'incendio divampato al consolato statunitense di Bengasi, dopo l'attacco di questa notte. Lo riferisce l'emittente panaraba al Jazeera. Con l'ambasciatore sono deceduti anche altri tre funzionari americani.

5 - FONTI, DIMOSTRANTI SAPEVANO AMBASCIATORE ERA IN SEDE
(ANSA) - L'attacco contro la sede di rappresentanza Usa a Bengasi sarebbe solo indirettamente legata alla vicenda del film sulla vita del profeta Maometto: i dimostranti, che sarebbero stati membri della milizia islamica Ansar Al-Sharia, sapevano che nell'edificio c'era l'ambasciatore Chris Stevens. Lo afferma una fonte all'ANSA. L'ambasciatore americano era arrivato in citta' per raccogliere gli umori alla vigilia della nomina, prevista oggi, del nuovo premier libico.

6 - LIBIA: AL-JAZEERA, USA AVVIANO EVACUAZIONE CONSOLATO BENGASI
(Adnkronos/Aki) - L'ambasciata statunitense in Libia ha deciso di avviare le procedure di evacuare del suo consolato a Bengasi e di trasferire via aerea a Tripoli i 35 funzionari che vi lavorano, oltre ai cadaveri delle quattro vittime dell'attacco di ieri sera, tra i quali ci sarebbe anche l'ambasciatore, Chris Stevens. Lo riferisce l'inviato della tv satellitare al-Jazeera.

7 - MINISTERO INTERNI, CONSOLATO HA RISPOSTO CON SPARI AD ATTACCO BENGASI
(Adnkronos/Aki) - Il personale della sicurezza del consolato americano a Bengasi avrebbe aperto il fuoco contro i manifestanti radunatisi nei pressi dell'edificio ieri sera e questo avrebbe reso il clima piu' teso, spingendo i manifestanti ad attaccare. Lo ha detto in una conferenza stampa a Tripoli il sottosegretario libico agli Interni, Walis al-Sharif.

Secondo il sottosegretario, il consolato americano era stato avvisato della presenza di uomini armati tra i manifestanti. Per questo gli era stato chiesto di ritirare i suoi uomini della sicurezza, vista la sporzione rispetto al numero di manifestanti. L'avvertimento non sarebbe pero' stato preso in considerazione.

Al-Sharif, ha quindi spiegato che, nel corso delle proteste, la polizia libica ha deciso di ritirare i suoi uomini, per evitare un inasprirsi della situazione e il ripetersi delle violenze del 2006 contro il consolato italiano a Bengasi, per la vicenda delle vignette sul profeta Maometto.

8 - USA: HILLARY CLINTON, CONDANNO CON FERMEZZA ATTACCO BENGASI
(Adnkronos) - ''Condanno con la massima fermezza l'attacco alla nostra missione a Bengasi''. Cosi', riporta il Washington Post, il segretario di stato americano, Hillary Clinton, ha commentato con un comunicato l'attacco di ieri sera al consolato Usa, di Bengasi, in Libia. ''Abbiamo conferma che uno dei nostri funzionari del Dipartimento di stato e' rimasto ucciso. Abbiamo il cuore spezzato da questa terribile perdita. Il nostro pensiero e le nostre preghiere sono rivolti alla sua famiglia e a tutti coloro che sono rimasti coinvolti inell'attacco'', ha concluso il segretario di stato. Il dipartimento di Stato di Washington non si e' ancora pronunciato ufficialmente in merito alla notizia della morte dell'ambasciatore Chris Stevens.

9 - CONSOLE ITALIANO BENGASI, CONTRO GLI AMERICANI UN ASSALTO MILITARE 'LA VIOLENZA NON SEMBRA ESSERE STATA INNESCATA DAL NUOVO FILM SU MAOMETTO'
(Adnkronos) - Una aggressione a sorpresa e di stampo militare, non una manifestazione di protesta contro il nuovo film su Maometto degenerata in violenza. Il console italiano a Bengasi, Guido De Sanctis, che ieri si trovava a poca distanza da quello che descrive come un ''ufficio distaccato'' dell'ambasciata americana, non ancora un consolato, spiega cosi' i tragici avvenimenti di ieri. Parlando al telefono con l'Adnkronos, De Sanctis ricorda che nel 2006, quando il consolato a Bengasi venne assalito durante le violente proteste contro le vignette su Maometto pubblicate su un quotidiano danese, e lui lavorava all'ambasciata a Tripoli dove fu immediatamente istituita una cellula per seguire la crisi, la manifestazione era stata notificata prima dagli organizzatori alla sede diplomatica. Come accade di solito in questi casi in Libia, sottolinea.

''Si e' trattato di una azione piu' militare, un attacco iniziato senza che fosse preceduto da alterchi o slogan di protesta. Il luogo inoltre non e' uno di quelli in cui si organizzano di solito le manifestazioni, e' fuori citta''', spiega il diplomatico italiano precisando che la maggior parte degli abitanti di Bengasi non sembrano infastiditi dal fim su Maometto.

''Ieri mi trovavo per caso vicino all'ufficio americano e ho sentito tutto, il fumo le esplosioni'', ricorda De Sanctis, precisando che l'ambasciatore era a Bengasi, come accadeva peridicamente (durante la rivoluzione era stato il rappresentante speciale di Washington presso il Cnt), ieri per raccogliere gli umori della citta' alla vigilia della nomina del premier.

''Tutto sembra essere iniziato come un assalto armato, con una grossa esplosione, poi gli assalitori sono riusciti a scatenare un incendio all'interno'' dell'ufficio, aggiunge, ricordando anche che l'edificio e' rimasto aperto dopo l'intervento non immediato delle forze libiche: nella notte si vedevano girare per la citta' persone che erano riuscite a entrare portando via i mobili. Alla succursale americana di Bengasi e' assegnato a rotazione di qualche mese un solo funzionario inviato da Tripoli. L'atmosfera in citta' non appare come tesa, anche se negli ultimi mesi sono arrivati a Bengasi gruppetti di estremisti che provocano, come quando il mese scorso sono alcuni di loro sono entrati nella sede di una ong danese accusando i due libici che ci lavoravano di proselitismo cristiano.

10 - FILM BLASFEMO: CAIRO,CHIUSA SEZIONE CONSOLARE USA; PROTESTE DEI COPTI
(AGI/AFP/EFE) - Il E' alta tensione al Cairo dopo le violente proteste dei musulmani ultraconservatori contro un film ritenuto offensivo dell'Islam: l'ambasciata Usa in Egitto ha fatto sapere che manterra' chiusa la sezione consolare e oggi e' prevista una protesta anche dei cristiani copti. In un comunicato, i copti hanno condannato "ogni sorta di disprezzo o dispregio per qualsivoglia religione", e condannato anche "il seminare odio tra persone che seguono diversi religione". Un movimento giovanile (l'Unione Giovanile di Maspero, Ugm) ha fatto sapere che terra' una veglia di fronte all'ambasciata al Cairo per protestare contro il film, che insulta l'Islam e il profeta Maometto.

Il film che ha scatenato la polemica (sfociata tra l'altro anche in Libia, dove a Bengasi e' stato attaccato il consolato Usa ed e' morto un diplomatico) e' stato girato da un israeliano-americano, secondo la stampa Usa. In Egitto, tuttavia la percezione nei media, aizzati dai predicatori salafiti sui canali satellitari, e' che il film sia stato girato da egiziani copti che vivono negli Stati Uniti. In un comunicato postato sulla sua pagina Facebook, l'Ugm ha detto che "i copti che hanno preso parte alla produzione del film non sono rappresentativi del patriottismo copto, ne' della cristianita' o della Chiesa, ne' dei copti della diaspora".

E padre Hani Bakhoum, segretario del Patriarca della Chiesa cattolica copta, Anba Antonius Nagib, ha spiegato al quotidiano al-Watani che i membri del Consiglio dei Patriarchi e dei Vescovi della Chiesa Cattolica "denunciano in modo fermo tutte le forme di disprezzo dei somboli religiosi, un pratica che contraddice gli insegnamenti della Sacra Bibbia e che sostiene l'amore e il rispetto per tutti". Ma il film e le polemiche che lo accompagnano sono destinati a mettere inevitabilmente sotto pressione la comunita' cristiana d'Egitto, che conta circa il 10 per cento degli 82 milioni di abitanti.

11 - REGISTA FILM SU MAOMETTO A WSJ, 'ISLAM E' CANCRO' PELLICOLA GIRATA IN 2011,TRA PROMOTORI ANCHE PASTORE TERRY JONES
(ANSA) - ''L'Islam e' un cancro. La pellicola e' un film politico, non un film religioso''. Cosi' Sam Bacile, regista e produttore del film su Maometto che ha scatenato gli attacchi all'ambasciata degli Usa al Cairo e al consolato statunitense a Bengasi (anche se in quest'ultimo caso, secondo alcune fonti, i due fatti non sarebbero collegati), ha descritto al Wall Street Journal il senso del suo lungometraggio che vede tra i principali promotori anche il 'celebre' pastore Terry Jones, che nel 2010 annuncio' di voler bruciare alcune copie del Corano innescando proteste in tutto il mondo arabo.

Il film, dal titolo 'L'innocenza dei musulmani' e dalla durata di due ore, e' costato circa 5 milioni di dollari ottenuti - ha spiegato Bacile - grazie alle donazioni di un centinaio di persone di origine ebraica. Realizzata in circa tre mesi nell'estate del 2011 in California, alla pellicola hanno lavorato circa 60 attori e uno staff tecnico di 45 persone. Obiettivo del film - che da' una versione satirica della vita di Maometto - e' presentare il personale punto di vista del regista, secondo il quale ''l'Islam e' una religione piena d'odio'', ha aggiunto ancora Bacile.

E tra i promotori del film - evidenzia la stampa Usa - c'e' anche il pastore Jones, che ha gia' reso noto di voler mostrare uno spezzone di 13 minuti nella sua chiesa di Gainesville, in Florida. Mentre neppure ai membri dello staff sarebbe ancora chiaro chi ha doppiato il film in arabo, contribuendo cosi' a scatenare le proteste in Egitto e Libia.

 

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