1- LELE IN LACRIME CHIEDE I DOMICILIARI AL TRIBUNALE DEL RIESAME E ACCUSA FEDE DI AVER FATTO UNA PESANTISSIMA CRESTA SUI SOLDI “PRESTATI” DAL CAVALIERE INFOJATO 2 - IL DIRETTORE DEL TG4 AVREBBE PRESO UN MILIONE E 200MILA € SUI 2,8 MLN CORTESEMENTE OFFERTI DAL BANANA. MA GLI INQUIRENTI HANNO 'TRACCE' SOLO PER 350MILA € 3- AGGIUNGERE LA RIVELAZIONE DI UN BANCARIO SVIZZERO AI MAGISTRATI: “FEDE VENNE IN SVIZZERA, PRESE 300 MILA EURO E SVUOTÒ ANCHE UN CONTO DA 200MILA €” 4 - L’IMBARAZZANTE INCONTRO DI LELE CON SILVIO: “AVEVO BISOGNO DI ALTRI 3 MILIONI DI EURO, MA BERLUSCONI CHIESE CHE FINE AVESSERO FATTO GLI ALTRI 2,8. PRESE TEMPO E UNA VOLTA SCOPPIATO IL CASO RUBY DECISE DI NON PRESTARMI PIÙ SOLDI”

1 - MORA ‘HO DATO A FEDE I SOLDI DI SILVIO'...
Paolo Colonnello per "la Stampa"

«... Quando Spinelli mi ha consegnato la seconda tranche di assegni per un importo complessivo di un milione e mezzo di euro io mi sono confidato con Gentile. Prima di tutto gli ho detto: "Se questi soldi fossero tutti a mia disposizione potrei sistemare molte cose, ma purtroppo quasi la metà la devo dare a Fede".

Ricordo che Fedele mi disse: "Ma capo, è uno strozzino!". Io a quel punto gli ho raccontato anche di come era andata a finire con il precedente finanziamento di 950 mila euro. Mi sono sfogato davvero con lui e gli ho raccontato per filo e per segno come erano andati i fatti. Quindi egli sa di Spinelli, di Berlusconi e di come è nata questa storia e cioè della costosa intermediazione di Fede per ottenere finanziamenti dal Presidente».

Non è proprio come la vicenda di Giampi Tarantini ma poco ci manca: dietro la bancarotta fraudolenta di cui è accusato Lele Mora emergono particolari che ricordano molto da vicino la storia del procacciatore di escort baresi e disegnano ancora una volta la figura di un presidente del Consiglio fin troppo generoso con i personaggi che animavano le sue corti romane e milanesi.

Con una differenza: che adesso Lele Mora accusa Emilio Fede di averlo "strozzato" attraverso i prestiti di Berlusconi. In tutto, sostiene Mora, sulle somme che il Cavaliere gli faceva avere attraverso il fidato contabile Giuseppe Spinelli, il direttore del Tg4 avrebbe preteso ben un milione e 110 mila euro su un totale di circa tre milioni: altro che la restituzione di un «prestito».

Almeno 450 mila euro - racconta Mora nei suoi verbali resi a luglio nel carcere di Opera li consegnò personalmente in contanti al direttore del Tg4 negli uffici Mediaset di Milano Due. Altri 500 mila invece glieli versò su un conto svizzero che Fede aveva aperto presso la Bsi di Lugano, nella stessa banca di Mora; infine 210 mila euro, Mora li consegnò in assegni circolari da 5 a 50 mila euro, tratti dalla Monte dei Paschi di Siena e dalla Bcc di Carate Brianza. Denaro, la cui movimentazione è stata ricostruita dagli inquirenti con delle rogatorie in Svizzera e acquisendo le distinte bancarie fornite dallo stesso Lele Mora.

Come sembrano lontani i bei tempi in cui «il gatto e la volpe» si ritrovavano insieme a Villa San Martino per festeggiare le serate hard del Signore di Arcore. E intanto tramavano al telefono per scucirgli un po' di soldi. Lele Mora ed Emilio Fede ora combattono su barricate diverse. Il primo in una cella di Opera dal giugno scorso, pronto questa mattina a presentarsi nell'aula del tribunale del riesame dove i suoi avvocati hanno chiesto la scarcerazione.

Il secondo sulla sua poltrona di direttore del Tg4. Uniti però da un identico destino giudiziario, che va dal «bunga bunga» alla bancarotta fraudolenta di Mora.

Che ammonta a 8 milioni e mezzo di euro, svaniti tra false fatturazioni, pagamenti per la Diana Immobiliare (la società della figlia di Mora, ndr) e, appunto, denaro versato a Fede, che finora ha respinto le accuse limitandosi a confermare la restituzione di un prestito fatto a Mora per 400 mila euro. Peccato che l'ex impresario televisivo sostenga di avere ricevuto dal direttore del Tg4 non più di 50 mila euro, l'inizio dei suoi guai.

«Fede ha parlato in più occasioni con Berlusconi dei miei problemi finanziari e in una specifica occasione mi ha riferito che il presidente era disponibile ad aiutarmi, occorreva però studiare le modalità. Nel mese di gennaio del 2010 mi sono ritrovato in una situazione di particolare difficoltà... Fu allora che Fede tirò fuori dal portafoglio il carnet di assegni e mi fece un assegno da 50 mila euro... Quella sera stessa Fede andò da Berlusconi e gli disse che aveva dovuto farmi un assegno perché ero proprio in una situazione gravissima.

Berlusconi gli disse di farsi restituire da me l'assegno e di stare tranquillo che l'indomani sarebbe arrivato il finanziamento di cui da tempo parlava con Fede». Ovvero i primi 950 mila che Mora s'impegnò a restituire in 5 anni. I soldi vennero versati in Svizzera, a Lugano.

«Il 3 febbraio 2010 ho prelevato presso la Bsi 500 mila euro in contanti in taglio da 500 euro. Ho passato la frontiera con 500 mila euro, 400 mila dei quali li ho consegnati allo stesso Emilio Fede nel suo studio a Milano Due... Questo perché Fede mi aveva detto che il suo impegno avrebbe dovuto trovare una remunerazione. Il 50% del finanziamento sarebbe rimasto a me, l'altra parte sarebbe andata a lui...».

Non è escluso a questo punto che i pm decidano di convocare al più presto anche Silvio Berlusconi, per ascoltarlo come testimone.

2 - MORA IN LACRIME, VOGLIO CHIARIRE TUTTO...
(ANSA)
- E' uscito dall'aula del tribunale del Riesame di Milano in lacrime, dopo aver incontrato e abbracciato la figlia, Lele Mora, l'agente dei vip in carcere da quasi tre mesi per bancarotta fraudolenta aggravata per il crack da 8,5 milioni di euro della sua LM Management.

"Sono pronto a chiarire tutto", ha detto in sostanza il talent scout, da quanto si è saputo (l'udienza era a porte chiuse, ndr), ai giudici del Riesame che si sono riservati di decidere sull'istanza di arresti domiciliari presentata dagli avvocati Luca Giuliante e Nicola Avanzi.

Il provvedimento del tribunale del Riesame verrà depositato nei prossimi giorni. Mora, davanti ai giudici e alla presenza anche dei pm Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci, ha confermato nelle brevi dichiarazioni spontanee la sua disponibilità, come ha spiegato l'avvocato Giuliante, a rispondere a tutte le domande "come d'altronde ha già fatto negli interrogatori resi in carcere". Fuori dall'aula d'udienza era presenti, oltre alla figlia del talent scout, anche il figlio ed alcuni amici dell'impresario famoso per la sua 'scuderia' di personaggi del mondo dello spettacolo.

3 - MORA: INCONTRAI PREMIER E CHIESI ALTRI 3 MLN...
(ANSA)
- Lele Mora ha raccontato ai pm che coordinano l'inchiesta che l'ha portato in carcere per bancarotta, di avere incontrato lo scorso ottobre il premier Silvio Berlusconi per chiedergli altri 3 milioni di euro, dopo gli oltre 2,8 milioni che aveva ricevuto in prestito, per aiutarlo perché, a detta dell'agente dei vip, se la sua società fosse fallita lui sarebbe finito in carcere, come è poi accaduto.

La testimonianza emerge dagli atti dell'inchiesta depositati dai pm di Milano Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci per l'udienza al tribunale del riesame che si è tenuta stamani. Mora, stando alle dichiarazioni rese ai pm, ha spiegato inoltre che i 3 milioni di euro che aveva chiesto non gli vennero dati, perché nel frattempo proprio ad ottobre era 'esploso' sui media il caso Ruby, che vede coinvolto Silvio Berlusconi.

L'agente dei vip in uno degli interrogatori ha spiegato di avere incontrato Berlusconi lo scorso ottobre e che all'incontro era presente anche il direttore del Tg4 Emilio Fede (Fede, invece, ha negato davanti ai pm di aver partecipato all'incontro). Il talent scout ha riferito di aver detto a Berlusconi che la sua società, la LM Management, era in seria difficoltà e che i suoi avvocati gli avevano suggerito di provare la strada del concordato preventivo e che dunque gli servivano 3 milioni di euro.

Mora ha raccontato che a quel punto il presidente del Consiglio gli avrebbe chiesto che fine avevano fatto gli oltre 2,8 milioni di euro che gli aveva già prestato (secondo Mora, una parte di quei soldi, 1,2 milioni di euro, sarebbe stata trattenuta da Fede).

Mora nell'incontro avrebbe accennato anche al rischio di finire in carcere ed ha spiegato ai pm che Berlusconi prese tempo e che poi quando venne fuori sulla stampa il caso Ruby il premier, su suggerimento anche dei suoi legali, decise di non prestargli più soldi.

4 - BANCARIO,FEDE PRESE IN SVIZZERA 300 MILA EURO. SVUOTATO ANCHE CONTO DA 200 MILA EURO...
(ANSA)
- Il funzionario di una banca svizzera, sentito dai pm di Milano Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci nell'ambito dell'inchiesta che ha portato in carcere per bancarotta Lele Mora, ha raccontato agli inquirenti che il direttore del Tg4 Emilio Fede, indagato per concorso nella bancarotta, avrebbe preso 300 mila euro in contanti in Svizzera e per lui sarebbe stato aperto e svuotato anche un conto da 200 mila euro.

Fede è indagato nell'inchiesta perché, stando alle dichiarazioni di Mora, avrebbe trattenuto circa 1,2 milioni di euro degli oltre 2,8 che l'agente dei vip avrebbe ricevuto in prestito da Silvio Berlusconi, attraverso il manager Giuseppe Spinelli. Sentito dai magistrati per rogatoria lo scorso 8 agosto, il funzionario della Bsi di Lugano, Patrick Albisetti, ha spiegato che inizialmente Mora aveva chiesto di poter prelevare 500 mila euro in contanti dal suo conto in Svizzera per girarli a Fede.

Visto che la banca però era contraria, sempre secondo il racconto di Albisetti, lo stesso Fede si recò in Svizzera e gli vennero dati 300 mila euro in contanti e venne aperto un conto a suo nome con altri 200 mila euro, conto che sarebbe stato poi svuotato. Gli inquirenti per ora hanno 'tracce' di soldi che sarebbero finiti a Fede per circa 350 mila euro: i 200 mila euro del conto svizzero e altri 150 mila euro in assegni circolari. Secondo Mora, però, Fede avrebbe preso circa 1,2 milioni di euro.

Il 'viaggio' in Svizzera di Fede, stando alla testimonianza di Albisetti, sarebbe avvenuto nell'aprile 2010. Stando alle indagini e alle dichiarazioni di Mora, l'agente dei vip avrebbe ricevuto un prestito da parte di Silvio Berlusconi in tre tranche: circa un milione di euro nel gennaio 2010, circa 1,5 milioni di euro nel marzo dello stesso anno e altri 300 mila euro circa nell'autunno successivo. Soldi che, secondo l'accusa, il talent scout avrebbe fatto sparire senza metterli nelle casse della sua società per cui era già aperta la procedura fallimentare.

Oltre ai 500 mila euro passati per i conti in Svizzera, secondo la testimonianza di Mora, lo stesso agente dei vip avrebbe consegnato a Fede circa 450 mila euro negli uffici Mediaset, mentre circa 150 mila euro glieli avrebbe girati tramite assegni circolari.

 

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