1. RENZIE FONZIE FA IL GRADASSO IN UN’INTERVISTA SU “REPUBBLICA” E SI FA UCCELLARE 2. IERI IL BULLETTO DI FIRENZE HA RACCONTATO DI UN INCONTRO CON I CENTRISTI SULLA LEGGE ELETTORALE: “IL DEPUTATO CHE ERA CON DELLAI MI HA DETTO: ‘SE VOLETE IL NOSTRO ACCORDO A NOI COSA DATE?’ GLI HO CHIESTO DI USCIRE DALLA STANZA” 3. OGGI GREGORIO GITTI, GENERO DI ABRAMO BAZOLI E AVVOCATO DI CIUCCESSO, ESCE ALLO SCOPERTO E LO SBUGIARDA: “BUGIA. IL RAGAZZO È POCO SENSIBILE, INESPERTO. E A ME QUESTI GIOCHETTI NON INTERESSANO. IO INSEGNO ALL’UNIVERSITÀ E NON MI OCCUPO DI MERCATO DELLE VACCHE”. VERSIONE CONFERMATA ANCHE DA DELLAI: “GREGORIO HA EFFETTIVAMENTE PRONUNCIATO QUELLA FRASE, PERÒ SI RIFERIVA AL SISTEMA ELETTORALE”

a cura di colinward@autistici.org (Special Guest: Pippo il Patriota)

1 - NON AVRAI ALTRA LEGGE CHE IL CODICE IBAN
Con la super-rivalutazione da 7,5 miliardi di euro delle quote detenute in Bankitalia non si è fatto nessun regalo alle banche private, ma gli istituti "si avvantaggeranno di un dividendo accresciuto nell'immediato" (Repubblica, p. 20). Il governatore Ignazio Visco si fa tradire dal puntiglio di voler azzerare a tutti i costi le critiche dei grillini all'operazione, ma alla fine si contraddice sulla storia dei vantaggi.

In realtà, anche se i giornaloni di Lor signori fanno a gara nel non spiegarlo, si tratta della più classica partita di giro. Nell'autunno del 2011, quando esplode la crisi dello spread che sancisce l'uscita di scena del Banana, le banche e i grandi investitori stranieri erano "lunghi" sui titoli del debito pubblico italiano e, più in generale, sul "rischio Italia". Durante il governo del Rigor Montis, che è stato messo lì per questo, hanno ridotto l'esposizione sull'Italia e il loro posto è stato preso dalle banche tricolori, adeguatamente fornite di liquidità dalla Bce di Drago Draghi.

Adesso gli istituti italiani, imbottiti di Btp, ottengono la giusta ricompensa dal governo con una rivalutazione delle quote di Via Nazionale che ne rafforza innanzitutto il patrimonio. Nessuno scandalo, nulla di cui stupirsi. Però la prossima volta che dovesse esplodere lo spread, rispetto a due anni fa, lo scenario sarebbe profondamente diverso: potranno abbandonarci al nostro destino senza troppi problemi.

2 - LA SCOPERTA DELL'ACQUA CALDA
L'Italia è un paese profondamente corrotto e dove quasi un italiano sui due non paga tutte le tasse che dovrebbe. Questi due fenomeni, senza i quali avremmo tutt'altra forza, sono ampiamente risaputi, ma oggi deve arrivare un rapporto dell'Unione europea a spiegarci quanto si ruba nella gestione della cosa pubblica. Il Cetriolo Quotidiano titola: "Allarme rosso. Italia corrotta. Impietoso dossier della commissaria Ue Malmstrom: 60 miliardi buttati in tangenti tra appalti truccati e intese cosche-Palazzo" (p. 2).

Sul Corriere, Luigi Ferrarella sceglie il giorno perfetto per raccontare una storia incredibile: "La rete informatica dei magistrati (quasi) nelle mani di un tangentista. Si scopre adesso che la nomina fu bloccata solo dall'arresto. Dal primo febbraio l'assistenza è affidata a società esterne che agiscono a distanza. Ogni azione è filmata e ha una firma, ma i dati sono custoditi dagli stessi operatori".

Il contratto con via Arenula vale circa 96 milioni di euro e il raggruppamento di aziende è guidato da Telecom Italia, ai cui vertici siede Piergiorgio Peluso, il figlio di Nonna Pina Cancellieri. All'epoca in cui fu affidato il contratto, Peluso non c'era ancora. Ma ora lo gestisce ed è pur sempre il figlio della ministrona.

3 - UN, DUE, TRE, GRILLINO!
La tentazione sarebbe di ignorarli del tutto, ma gli adepti di Grillomao sono il primo partito alla Camera e quindi proprio non si può. Il sunto di giornata su Repubblica: "Nuovi insulti dei 5Stelle alla Boldrini e ritorsione contro Daria Bignardi. Letta: è una barbarie intollerabile". Ma "E' resa dei conti tra i senatori. Spunta l'ombra della scissione. ‘La svolta sulla legge elettorale'. E in quattro tentano di sfiduciare il portavoce. Il deputato Catalano a Casaleggio: ‘Riprenditi i tuoi consulenti'" (pp. 4-5). Interessante retroscena sul Messaggero: "Il premier e il Colle vogliono arginare i grillini prima delle europee. Palazzo Chigi: ‘Rigore nell'applicazione dei regolamenti parlamentari'. Oggi Napolitano parla a Strasburgo" (p. 7).

4 - RENZIE RENZIE, NON CI SI FA BECCARE COSI'
Ieri con Repubblica, il bulletto di Firenze aveva fatto il gradasso, raccontando di un incontro con i centristi sulla legge elettorale: "Il deputato che era con Dellai mi ha detto: ‘Se volete il nostro accordo a noi cosa date?' Gli ho chiesto di uscire dalla stanza". Oggi Gregorio Gitti, genero di Abramo Bazoli e avvocato di ciuccesso, esce allo scoperto e lo sbugiarda con il Cetriolo Quotidiano: "Bugia. Il ragazzo è poco sensibile, inesperto. E a me questi giochetti non interessano. Io insegno all'università e ho uno studio legale. Non mi occupo di mercato delle vacche". Versione confermata anche da Dellai: "Gregorio ha effettivamente pronunciato quella frase, però si riferiva al sistema elettorale" (p. 8).

Intanto il Rottam'attore continua a far finta di credere che questo governo possa arrivare al 2018, mentre in realtà aspetta "l'incidente". Il Corriere riporta: "Conta l'elettore, non gli accordicchi'. Il sindaco e la carta del voto a ottobre. L'intenzione di non impantanarsi. Il dialogo con Sel e montiani". Mentre "Letta congela il rimpasto: Renzi uno? Decide il Colle" (p. 9). Sul Foglio si rilancia l'ipotesi di una poltrona da commissario europeo come incentivo all'esodo per Lettanipote ("I renziani studiano l'exit strategy per Letta in caso di governo Renzi", p. 2)

5 - FUGA PER LA VITTORIA (DELL'ALTRO)
Tutti più furbi con la nuova legge elettorale. Tutti in manovra con tutti, senza pensare che si dovrebbe provare a vincere sui contenuti. Ma non scherziamo. Per i contenuti, bastano quattro slogan più o meno azzeccati nelle ultime due settimane di campagna elettorale. E allora vai con la tattica allo stato (im)puro. "Berlusconi gela i falchi e apre a Casini. ‘Bene il suo rientro, basta attacchi'. Renzi: ‘Io punto ai voti non ai leader'. Ma Vendola avverte il Pd: intesa a rischio. Gelo di Maroni. Il Cavaliere prende le distanze dal Giornale e con l'Udc pensa di arrivare alla soglia del 37%" (Repubblica, p. 8).

6 - AMICO PUTIN, SIAMO SEMPRE CON TE!
Dunque Lettanipote andrà a Sochi a dispetto dei ... (rima baciata a scelta, siamo liberal). Il perché lo riassume bene Andrea Bonanni su Repubblica: "Gas, petrolio e una ragnatela di affari. Ecco perché l'Italia dice ‘sì' alla Russia. E nell'apertura ai Giochi il nostro paese resta solo. Gli oligarchi stanno investendo molto in Italia, l'Eni ha interessi strategici. E' anche una delle poche economie emergenti nella quale abbiamo un ruolo riconosciuto" (p. 11).

7 - ALI-TAGLIA E L'INVASIONE DI CAMPO TEDESCA
Ai cultori del sedicente europeismo in salsa Merkel sono dedicate due ottime pagine della Stampa di Torino sull'operazione Alitalia. "Lufthansa: ‘L'Ue blocchi le nozze Alitalia-Etihad. L'ad Del Torchio: ottimista sulla trattativa. Dalle banche 165 milioni". I tedeschi parlano di "ripetute sovvenzioni statali e parziale nazionalizzazione". La risposta arriva dal ministro delle Infrastrutture: "I tedeschi volevano dividersi le spoglie del nostro mercato'. Lupi: nessun aiuto di Stato, il governo lavora sulle infrastrutture. ‘E adesso che mi aspetto che Air France partecipi a un nuovo aumento di capitale. Spero che restino soci" (pp. 4-5).

8 - ULTIME DAI LINGOTTI IN FUGA
Fiat perde altre quote di mercato in Italia, ma ormai chi se ne frega? Sempre divertente la cosmesi di Illustrato Fiat: "Marchionne a caccia di investitori per Fca. Ennesimo mese di vendite record per la casa di Detroit: +8%. Il mercato italiano migliora ancora: a gennaio +3,24%". Poi, in un sommarietto, si legge: "In calo il marchio Fiat. Ma al vertice della top ten ci sono ancora 5 vetture del gruppo" (p. 24).

9 - FREE MARCHETT ALLA MESSINESE
I giornaloni di Lor signori assistono compunti, dopo l'uscita del Financial Times, alla costruzione della bad bank in cui l'ad di Intesa Carlo Messina vuole piazzare i crediti scamuffi. Si applicano giudiziosamente anche su Repubblica, dove si può leggere che "alla nuova Rehoco potrebbero aggiungersi fondi chiusi e operatori internazionali, che da tempo guardano con interesse alle partite incagliate delle banche italiane. Un altro segnale, questo, che il peggio della crisi è alle spalle" (p. 21). Sì, proprio un bel segnale. Complimenti.

10 - FREE MARCHETT AL GRASSO CHE COLA
Aldo Grasso si esibisce oggi sullo spot della Maserati per il Superbowl e come al solito ci va pesante: "Per lanciare sul mercato americano la Ghibli, Maserati è riuscita a far centro, sia per la qualità di scrittura del film, certo, sia per aver saputo indovinare il soggetto giusto (...). In fondo, nella storia di Davide contro Golia, si intravede il nostro comune destino di Paese: siamo piccoli, ma ce la possiamo fare perché siamo bravi. Questo è il senso del Made in Italy" (Corriere, p. 15).

 

Ignazio Visco visco ignazio NAPOLITANO VISCO DRAGHI il presidente dell eurogruppo juncker a destra in una rara foto con mario draghi e mario monti aspx DRAGHI-NAPOLITANOmalmstrom cecilia Piergiorgio Peluso di Unicreditpx Anna Maria Cancellieri Quirinale Silvia Damiani Grassi Daria Bignardi e Anna Safroncik PARTY VANITY FAIR Laura Boldrini Catia Polidori GREGORIO GITTI GENERO DI BAZOLI LORENZO DELLAIPUTIN E LETTA A TRIESTE alitalia etihad fiat marchionne monti

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…