1- SUDARIO MONTI SUSSURRA SPERANZE NEL SALOTTINO PROTETTO DI FABIOLO FAZIO E DEFINISCE "STRANO" IL SUO GOVERNO COSIDDETTO TECNICO BENSÌ STRAPOLITICO 2- ANCORA PIU' STRANA L'ASSENZA DI DOMANDE SUI COSTI DELLA POLITICA E DELLA BENZINA, I SUICIDI DEGLI IMPRENDITORI, LE BANCHE STROZZINE, GLI OPERAI SUI TRALICCI, LE PENSIONI MISERABILI, LA CASA “POPOLARE” CON VISTA SUL COLOSSEO DI PATRONI GRIFFI E LE VACANZE DI MALINCONICO PAGATE DA BALDUCCI - UN'ATTESA DELUSA E UNA NOIA INFINITA 3- LE MEJO BATTUTE (MA CHI GLI SCRIVE I TESTI, CROZZA?): "L'EURO NON È IN CRISI, VA UN PO' GIÙ O SU” - “ITALIA IN SITUAZIONE DIFFICILE, MA INCORAGGIANTE” - “BANCHE? QUELLO ITALIANO TRA I SISTEMI PIU' STABILI' - “RISPETTARE LA RICCHEZZA SE PAGA LE TASSE” 4- L’UNICO ANNUNCIO CERTO? IL COMMISSARIAMENTO DI VIALE MAZZINI: "LA RAI È UNA FORZA CHE HA BISOGNO DI PASSI IN AVANTI. MI DIA QUALCHE SETTIMANA E LEI VEDRÀ"

Ansa.it

'Non occorrono nuove manovre ma altre operazioni'. Lo afferma il premier Mario Monti intervenendo a 'Che tempo che fa' su Rai3.
"Spero - prosegue il premier - che siamo tranquilli. La tranquillità nelle cose l'abbiamo raggiunta con l'operazione di consolidamento dei conti dello Stato italiano che il governo ha proposto, il Parlamento l'ha approvato e gli italiani molto responsabilmente lo hanno acettato accettato. E un'operazione grossa anche in base agli standard Ue mette in sicurezza i conti pubblici conseguendo l'obittivo che non il mio governo ma quello predecente ha accettato e cioé il pareggio di bilancio nel 2013. Dal punto di vista dei conti pubblici non occorrono altre manovre, quello che occorre sono alte operazioni di politiche economica meno indigeste".
Poi sulle liberalizzazioni: 'Agiremo su molti fronti'. Gia' entro l'Eurogruppo del 23 gennaio l'Ue chiede un primo pacchetto.

"Credo che un certo disarmo multilaterale di tutte le corporazioni possa consentirci di dare più spazio alla concorrenza ed ai giovani". Afferma Monti.
Si tratta di fare "diverse cose: creare più spazi per la concorrenza ed il merito in diversi settori. Liberalizzazioni? Si chiamano liberalizzazioni ma può sembrare un termine in parte ideologico: qui si tratta di ridurre quelle protezioni, quei diversi modi in cui ogni categoria in Italia più che in altri Paesi cerca di avvantaggiare chi è incluso nella roccaforte rispetto a chi è fuori", prosegue il capo del Governo.

"La Germania - spiega il premier ospite della trasmissione 'Che Tempo che fa' - ha un'opinione pubblica comprensibilmente preoccupata di dover pagare un giorno per comportamenti leggeri di altri paesi in Europa. Il mio sforzo nell'incontro che avrò mercoledì con la Merkel sarà quello di mostrare due cose: primo che l'Italia è ben lungi da tenere comportamenti irresponsabili, la maturità con cui l'opinione pubblica e il sindacato hanno accolto le pesanti misure imposte può essere da esempio per altri Paesi e, contemporaneamente mostrerò alla Merkel che soprattutto la Germania trae benefici dal mercato unico e dall' euro". "E' un discorso che si può fare da pari, è interesse della Germania, della Francia e nostro Paese che via via che i singoli Paesi danno prova di recuperata virtù, noi non lo facciamo non perché ce lo chiede l'Ue, ma per non dissipare il futuro dei nostri figli è giusto e doveroso che decisioni prese collettivamente in Europa siano tali da dissipare i dubbi sulla solidità dell'euro".

"L'euro non è in crisi, va un po' giù o su. Ma come moneta non è in crisi: ha mantenuto solidamente il potere d'acquisto rispetto ai beni che compriamo ed il rapporto di cambio con il dollaro". "Il problema è che nella zona euro un certo numero di Paesi hanno avuto o hanno gravi squilibri nelle finanze pubbliche".

"Noi" in Europa "non siamo né un singolo Stato né un insieme già completo e compiuti di Stati che si comportano come uno come lo sono gli Usa. Il problema è che questi squilibri" nei conti "sono asimmetrici: quei Paesi che hanno situazioni buone sono inquieti con quelli che le hanno cattive". Lo afferma il premier Mario Monti intervenendo a 'Che tempo che fa' su Rai3.

'Italia in situazione difficile, ma incoraggiante', ha affermato Monti. "Gli italiani sono in una situazione difficile ma incoraggiante. Abbiamo un debito pubblico elevato in rapporto al Pil però, negli anni recenti ed in particolare negli ultimi due mesi, il nuovo comportamento del settore pubblico è molto più virtuoso". "Addirittura, l'equilibrio di bilancio nel 2013, che vuole dire che al netto degli interessi l'Italia avrà un avanzo di bilancio, è qualcosa che nessuno in Europa può dire di avere".

Poi intervenendo sulla Tobin-Tax, 'siamo disposti a lavorarci a livello Ue' ."Il governo Berlusconi - prosegue Monti ospite della trasmissione 'Che tempo cha fa' a proposito dell'apertura del governo italiano alla Tobin tax - ha marcato la sua opposizione a questo in sede europea; io ho segnalato invece l'apertura del governo italiano. Siamo disposti a lavorare, ma mai e poi mai solo se questa fosse solo per l'Italia, ma in un fase in cui abbiamo molto interesse ad ottenere la collaborazione stretta con paesi come la Germania e la Francia, perché no? E lo dico non perché io sia stato allievo di Tobin".

Poi sulle banche: 'Quello italiano tra i sistemi piu' stabili'. "La nostra è una crisi di sistema che ha radici lontane, spiega Monti. Ci sono dei cicli e una loro analisi limitata può attribuire ingiustificatamente delle colpe. Il professore fa riferimento agli anni '80 quando un certo dirigismo frenava i 'giochì dei mercati. E in questo quadro, l'Italia ha commesso una certa quantità di errori a causa di questa cultura dirigista. Poì c'é stata una fase di reazione eccessiva con il pendolo che si è spostato troppo da parte.

Un accordo con la Svizzera sui capitali italiani espatriati? "Stiamo guardando a questo argomento" ma "Germania e Gran Bretagna hanno fatto qualcosa che l'Ue non ha gradito: accordi bilaterali". Lo afferma il premier Mario Monti intervenendo a 'Che tempo che fa' su Rai3. "In Italia l'hanno chiesto alcuni che dicono: 'mai piu' condonì - prosegue il premier - Il mio governo ha detto 'mai piu' condonì ed è stato criticato da chi dice mai più condoni".

"Sono stato il primo quando ero Commissario europeo nel 1999" ad intervenire sull'argomento. "A nome della Commissione europea sono andato a Berna per avviare il primo duro negoziato con la Svizzera perché accettasse di applicare alcuni principi sulla direttiva della tassazione del risparmio e sono stati fatti passi avanti", spiega il capo del governo.

"Se vogliamo gli accordi di Germania e Gran Bretagna sono il risultato ultimo di questo accordo. La pressione sulla Svizzera viene esercitata. La Svizzera non è l'unico Paese al mondo che ha un occhio di riguardo, magari chiuso, sui capitali esteri ma in questi anni la politica nei confronti di questi paradisi fiscali è cambiata. E la Svizzera si è comportata di conseguenza. Non è più come prima".

"Il nostro governo ha un atteggiamento mentale è un'agenda specifica. L'atteggiamento mentale è quello di considerare che niente debba essere considerato un tabù tra le forze civili come il sindacato, il mondo produttivo e il governo pensando al futuro del Paese. In questo senso il mio ministro del Lavoro Elsa Fornero aveva citato l'articolo 18". Lo afferma il premier Mario Monti parlando della riforma del Lavoro e dell'articolo 18.

"Queste materie sono dominate dal diritto del lavoro e da certi simboli, ora però siamo in una fase in cui c'é un disperato bisogno non di simboli, ma di lavoro non precario. Sarà l'impostazione, con l'accordo dei sindacati, a vedere non solo le enunciazioni di principio, ma gli effetti economici sulla competitività e doi veri e durevoli posti di lavoro".
'Rispettare la ricchezza se paga le tasse'. La ricchezza non sia una rendita - ha affermato il premier Mario Monti - e paghi decorosamente i tributi. Vorrei gli italiani più orgogliosi quando sono ricchi e non imbarazzati. Possono restituire parte di questa ricchezza non solo con le tasse ma anche con la filantropia.

"La Rai non è venuta come urgenza numero uno nella mia attività perché ci sono incombenze molto più urgenti. E' una forza del panorama civile e culturale italiano, è una forza che ha bisogno di passi in avanti. Mi dia qualche settimana e lei vedrà". Lo afferma il premier Mario Monti a proposito della privatizzazione della Rai rispondendo ad una domanda di Fabio Fazio a "Che tempo che fa".

 

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