1. TUTTE LE GRANDI MANOVRE, MINUTO PER MINUTO, SPREAD DOPO SPREAD, DI QUELLA TERRIBILE ESTATE 2011 DEL TRIO DRAGHI-NAPOLITANO-MERKEL PER CACCIARE IL CAINANO 2. CON LO SPREAD PUNTATO ALLA TEMPIA: IN QUEL PERIODO IL DIFFERENZIALE TRA BTP E I BUND OSCILLAVA TRA I 150 E I 200 PUNTI BASE. PREOCCUPANTE, MA NULLA A CHE SPARTIRE CON QUEI 552 PUNTI CHE L’8 NOVEMBRE COSTRINSERO IL BERLUSCA ALLA RESA 3. AI PRIMI DI LUGLIO, I TITOLI DI STATO E LE BANCHE ITALIANE FINIVANO SOTTO IL TIRO DEI MERCATI E IL MINISTRO TREMONTI SI AFFANNAVA A PREPARARE UNA MANOVRA STRAORDINARIA. E INVECE LA SORTE DEL GOVERNO ERA GIÀ SEGNATA: IL 20 LUGLIO 2011 DEUTSCHE BANK DIFFONDEVA ANCORA RAPPORTI POSITIVI SULL’ITALIA, MENTRE IL 28 LUGLIO AVEVA DRASTICAMENTE RIDOTTO DA 8 A 1 MILIARDI DI EURO L’ESPOSIZIONE IN TITOLI PUBBLICI DEL NOSTRO PAESE, AVEVA SCOPERTO O SAPUTO QUALCOSA DI IMPORTANTE? 4. CHE COSA È SUCCESSO IN QUEI CINQUE MESI? I GRANDI INVESTITORI DI GERMANIA, GRAN BRETAGNA, USA E COMPAGNIA IMPRESTANTE HANNO RIDOTTO DRASTICAMENTE IL COSIDDETTO “RISCHIO ITALIA”. A QUESTO È SERVITO LA SOSTITUZIONE DI BERLUSCONI CON MONTI

Francesco Bonazzi per Dagospia

Qualcuno tramava alle spalle di Silvio Berlusconi? Si può tranquillamente sostenere anche questo, dopo aver letto le anticipazioni del nuovo libo di Alan Friedman "Ammazziamo il Gattopardo" (Rizzoli). E di sicuro le truppe cammellate nella disponibilità del Banana non si faranno sfuggire l'occasione per gridare al complotto e far dimenticare tutti quei mesi di imbarazzanti insuccessi - per tacere del vasto discredito internazionale - che nel 2011 segnarono la sorte dell'ultimo governo Berlusconi.

Ma se si vuole provare ad andare un minimo oltre la propaganda, emerge anche un'altra storia. Una storia che si potrebbe definire il monumento alle asimmetrie informative. La storia di chi sapeva e di chi non sapeva. Di chi vendeva e di chi restava fermo.

E' assai istruttivo scoprire a febbraio del 2014 che nel giugno 2011 Giorgio Napolitano aveva già chiesto a Mario Monti la disponibilità a guidare il governo al posto di Silvio Berlusconi. In quel periodo lo spread tra Btp italiani e i Bund tedeschi oscillava ancora tra i 150 e i 200 punti base. Preoccupante, ma nulla a che spartire con quei 552 punti che l'8 novembre costrinsero il Berlusca alla resa.

E' assai illuminante scoprire che a fine giugno di quello stesso anno il premier "pre-incaricato" Monti incontra Romano Prodi e gli chiede consiglio sulle proposte di Napolitano. Il 24 giugno, lo spread tocca un nuovo record a quota 214 punti. Ufficialmente il dramma deve ancora cominciare, ma dietro al sipario c'è già un discreto tramestio.

E' decisamente struggente ricordare che ai primi di luglio, proprio mentre pochi ma sapienti professori si consultano in privato tra loro su come salvare l'Italia, i titoli di Stato e le banche italiane finivano sotto il tiro dei mercati e il ministro Giulio Tremonti si affannava a preparare una manovra straordinaria di finanza pubblica. Era convinto che bastasse a salvare il governo. E invece la sorte del governo era già segnata.

E' di una improvvisa limpidezza il fatto che se il 20 luglio 2011 Deutsche Bank diffondeva ancora rapporti positivi sull'Italia, mentre il 28 luglio aveva drasticamente ridotto da 8 a 1 miliardi di euro l'esposizione in titoli pubblici del nostro Paese, aveva scoperto o saputo qualcosa di importante. Gli operatori sul mercato dei Btp ricordano perfettamente che la decisione dei tedeschi innescò una serie di vendite a catena. A fine luglio, lo spread era improvvisamente salito a 330 punti.

E' quasi imbarazzante ricordare che in quell'agosto in cui il futuro premier si consiglia in Svizzera con Carlo De Benedetti, finanziere ed editore di pregio, accadono almeno un paio di fatti non banali. Il primo è che il Tesoro annulla l'asta di metà mese sostenendo che "non abbiamo bisogno di liquidità".

Il secondo è che il 5 agosto arriva da Bruxelles la letterina Draghi-Trichet che di fatto comunica lo sfratto al governo e chiede più rigore e privatizzazioni. Quanto tempo prima è stata scritta? E soprattutto, dove è stata scritta? Oggi, a leggere il libro di Friedman, viene il sospetto che anche quei due signori che s'incontrano in Engadina con i pantaloni di velluto avessero qualche mese di vantaggio sui calendari formali.

E' oggi assolutamente straordinario constatare che per tutto il resto di quell'agosto la curva dello spread resta quasi immobile sotto quota 300 punti. Rispetto per le consultazioni agostane? Rispetto per le vacanze degli ottimati? Un po' di fiato in sala cambi?

Il resto della storia è più o meno noto. Tra ottobre e novembre sembra che venga giù tutto. Quando Berlusconi va al G8 di Cannes nessun governante straniero manco gli rivolge più la parola. L'8 novembre, quando si dimette per lasciare il posto a Monti, lo spread è a quota 522. I rendimenti dei titoli italiani innescano una retromarcia lenta ma continua (368 punti il 6 dicembre) per poi risalire gradualmente fino a 528 punti base al 30 dicembre.

Che cosa è successo in quei cinque mesi? I grandi investitori esteri hanno ridotto drasticamente la loro esposizione sull'Italia e il livello dello spread a fine 2011 ci dice che neppure i primi due mesi di governo Monti ridussero realmente il cosiddetto "rischio Italia". Si ridusse semplicemente il rischio sull'Italia per Germania, Gran Bretagna, Usa e compagnia imprestante. A questo è servito la sostituzione di Berlusconi con Monti. Furono ben consigliati? Le date dicono di sì. Furono consigliati per tempo? Questo forse non lo sapremo mai con certezza.

Per la cronaca e giusto per fare qualche nome, in quel 2011 Giuliano Amato era consulente per Deutsche Bank, Domenico Siniscalco era il vice per l'Europa di Morgan Stanley, Mario Monti era consigliere di Goldman Sachs (Romano Prodi lo era stato prima di lui) e Marco De Benedetti, figlio di Carlo, lavorava già da anni per il fondo Usa Carlyle.

 

 

NAPOLITANO BERLUSCONI NAPOLITANO E TESTA BERLUSCONI MERKEL BERLUSCONI NAPOLITANO GIORGIO NAPOLITANO E MARIO DRAGHInapolitano draghi CARLO DE BENEDETTI E CORRADO PASSERASILVIO BERLUSCONI CARLO DE BENEDETTIrn27 alan friedman egon furstenbergMATTEO RENZI ROMANO PRODISTRETTA DI MANO TRA MONTI E BERLUSCONI DEUTSCHE BANK DOMENICO SINISCALCO E IL RETTORE DI VENEZIA CARRARO draghi trichet

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...