di maio salvini soldi spending review

ADDIO SPENDING REVIEW – NEI PROSSIMI TRE ANNI LA SPESA PUBBLICA CRESCERÀ DI 51 MILIARDI. LA CAUSA? LA "MANOVRA DEL POPOLO"! – 9 MILIARDI DI SPESA CORRENTE SERVIRANNO SOLO NEL 2019 PER QUOTA 100 E REDDITO DI CITTADINANZA. E LA FAMOSA REVISIONE DELLA SPESA? NON SUPERERÀ IL MILIARDO E MEZZO, TRA TAGLI AI MINISTERI E MICRO-INTERVENTI…

 

 

Marco Rogari per www.ilsole24ore.com

 

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE

Oltre 51 miliardi nei prossimi tre anni. A produrre questa impennata della spesa è la manovra 2019, nonostante la significativa potatura di 11,2 miliardi (si partiva da 65,3 miliardi) operata nel passaggio al Senato con il maxi-emendamento che ha rivisto i saldi e l’impianto contabile della legge di bilancio dopo l’intesa raggiunta con Bruxelles.

 

E a sgorgare dai rubinetti è soprattutto la spesa corrente con ben 40,9 miliardi di nuove uscite fino al 2021, di cui 9,7 miliardi nel 2019, alimentata prevalentemente dal flusso che dovrà spingere, con il decreto legge in arrivo, quota 100 per le pensioni e il reddito di cittadinanza. Un fiume arginato solo in piccola parte da una spending review “diretta” da non più di 1,4 miliardi, tra tagli ai ministeri e micro-interventi, solo temporaneamente rafforzata da rimodulazione di trasferimenti (come quelli alle Fs) da un triennio all’altro o da ridimensionamenti in extremis di fondi, come quello da 800 milioni per lo “Sviluppo e coesione”.

 

COSA DIREBBE GEORGE BEST DEL REDDITO DI CITTADINANZA

Anche se il capitolo “uscite” dovrà fare i conti con l’ipoteca, sotto forma di congelamento di 2 miliardi di capitoli di spese dei ministeri, almeno fino al prossimo giugno, inserita nelle more dell’accordo siglato con la Ue per evitare la procedura d’infrazione.

 

Almeno sulla carta non mancherà insomma il lavoro al nuovo team “mani di forbice” annunciato nei giorni scorsi dal vicepremier, Luigi di Maio, per tagliare sprechi e spese inutili. Anche perché rispetto al maxi-piano di revisione della spesa da 30-40 miliardi indicato nei programmi elettorali del M5S e del Centrodestra, di cui faceva parte la Lega, la legge di bilancio non sembra aver percorso neppure il primo miglio.

 

matteo salvini luigi di maio

Dal dossier del Servizio Bilancio di Camera e Senato sull’ultima versione della manovra approvata emergono per la spesa incrementi netti per circa 7,6 miliardi nel 2019, dovuti a un aumento di 9,7 miliardi della parte corrente e da una riduzione per circa 2 miliardi delle uscite in conto capitale, che dovrebbero concorrere a spingere gli investimenti. Nel 2020 si sale a 22,7 miliardi (+16,5 miliardi di spesa corrente e +6,2 miliardi di parte capitale) e nel 2021 a 21 miliardi, di cui 13,9 miliardi riguardano la parte corrente e 7,1 miliardi la spesa in conto capitale.

 

Sul lato delle entrate la legge di Bilancio produce complessivamente una riduzione netta del gettito per circa 3,9 miliardi nel 2019 ed incrementi netti per 8,2 miliardi nel 2020 e 11,8 miliardi nel 2022, «in massima parte imputabili - si legge nel dossier dei tecnici di Camera e Senato - alle variazioni delle entrate tributarie».

di maio conte salvini tria 1

 

Ad accendere i riflettori sulla mini-spending review è una altro dossier del Servizio Studi dei due rami del Parlamento con cui vengono riepilogati gli interventi di contenimento delle uscite, al netto della partita di giro sul Fondo povertà, che risulta tagliato per 2,2 miliardi nel 2019 (altrettanti nel 2020 e 2021) ma solo per convogliare le risorse destinate al Rei (Reddito d’inclusione) a parziale copertura del reddito di cittadinanza.

 

SALVINI DI MAIO

Il vero taglio in chiave “spending” è fin dal varo della manovra quello sui ministeri: 658 milioni nel 2019, di cui 435 milioni di parte corrente e 223 milioni in conto capitale. A questa stretta si aggiunge quella, nell’ambito delle risorse del ministero dell’Interno, derivante dalla riorganizzazione dei centri per l’immigrazione: 400 milioni il prossimo anno, 550 milioni nel 2020 e 650 milioni dal 2021.

 

luigi di maio matteo salvini

C’è poi un piccolo elenco di micro-tagli: dai contributi alle spese dell’Onu (-35,4 milioni nel 2019), alla riduzione delle spese per la Difesa (60 milioni l’anno) fino alla diversa contabilizzazione in bilancio delle risorse per le istituzioni scolastiche rimaste inutilizzate (22,5 milioni).

 

E ancora: la rideterminazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro (56,5 milioni di risparmio l’anno nel triennio 2019-2021), l’abrogazione del Fondo per le cattedre universitarie del merito “Giulio Natta” (22 milioni di risparmio nel 2019 e 70 milioni in ognuno degli anni 2020 e 2021), la riduzione del Fondo da destinare alla contrattazione collettiva relativa al contratto Fit di formazione iniziale, tirocinio e inserimento (20,8 milioni l'anno fino al 2020 e 45,6 milioni nel 2021). Tutta da “cifrare” la stretta ai vitalizi dei Governatori e di assessori e consiglieri regionali.

Ultimi Dagoreport

giampaolo rossi giorgia meloni gianmarco chiocci paolo petrecca

DAGOREPORT – RUMORS: DOMANI GIAMPAOLO ROSSI POTREBBE INCONTRARE GIORGIA MELONI PER FARE IL PUNTO SULLA DISASTRATA SITUAZIONE IN RAI - TRA UN PETRECCA-PATACCA E LE LITI PESCIVENDOLE TRA I CONDUTTORI DI RAI3 (GILETTI-RANUCCI-SOTTILE), IL “FILOSOFO DI COLLE OPPIO” SI TROVA DA UN PEZZO INVISCHIATO NELLE TRAME SOTTOTRACCIA DEI VARI CHIOCCI E SERGIO - CHE AVREBBE TANTA VOGLIA DI MOLLARE, E' UN EUFEMISMO, MA ROSSI SA BENE CHE A VIA DELLA SCROFA NON AMANO LE DIMISSIONI DEI CAMERATI (INIMMAGINABILI A UN MESE DA UN REFERENDUM CHE SI STA RIVELANDO SEMPRE PIU' A RISCHIO) - LA SOLUZIONE E' APPESA AL DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA DELLA RAI: A GIUGNO, UNA VOLTA APPROVATO DAL PARLAMENTO, LE DIMISSIONI DELL'INTERO CDA SAREBBERO UN BEAU GESTE PER DARE INIZIO AL NUOVO CORSO. E AL DISPERATO ROSSI SAREBBE TOLTO L'INGRATO FARDELLO (IL PROBLEMA E' COME ARRIVARCI A GIUGNO...)

giorgia meloni donald trump jd vance friedrich merz emmanuel macron giorgia s vision libro

MA COME SI FA… E SUL “CORRIERONE’’, COSÌ CARO ALLA FIAMMA MAGICA… EPPOI CHE BISOGNO C’ERA… 24 ORE DOPO CHE MERZ DAL PALCO DI MONACO HA RIDOTTO L’‘’ASSE GERMANIA-ITALIA’’ IN UN ASSE DEL CESSO, SFANCULANDO TRUMP E IL SOVRANISMO MAGA DI VANCE - CERTO, A PALAZZO CHIGI NON HA FATTO ALCUN PIACERE VEDERE IL QUOTIDIANO DI CAIRO ANNUNCIARE L’USCITA AD APRILE NEGLI USA DEL LIBRO ‘’GIORGIA’S VISION’’, IN CUI MELONI È INTERVISTATA DA SALLUSTI, CON LA PREFAZIONE DEL VICEPRESIDENTE AMERICANO JD VANCE, E CON FOTO DELLA COPERTINA SU CUI COMPARE LA FRASE DI TRUMP: “MELONI È UNA DELLE VERE LEADER DEL MONDO” - EPPURE SONO TRASCORSE APPENA 48 ORE DAL 10 FEBBRAIO QUANDO IL QUOTIDIANO DIRETTO (SI FA PER DIRE) DA LUCIANO FONTANA SPARAVA IN PRIMA PAGINA I SEGUENTI TITOLI: “MELONI-MERZ, SCOSSA ALL’EUROPA”, ‘’UE, LA VOLATA DI ROMA E BERLINO PER DARE PIÙ POTERE AGLI STATI’’…

sabrina colle vittorio sgarbi evelina

“IL MATRIMONIO È UN LIMITE” – LO DICEVA, NEL 2015, VITTORIO SGARBI, CHE SOSTENEVA: “HO UNA RELAZIONE CON SABRINA COLLE, CHE HO CONVINTO, CONTRARIAMENTE AI SUOI PRINCIPI, CHE IL MATRIMONIO È UN LIMITE” – ORA VITTORIONE SEMBRA AVER CAMBIATO IDEA DATO CHE VUOLE CONVOLARE A NOZZE CON LA SUA COMPAGNA. MA AL “SÌ” HANNO DETTO NO I GIUDICI CHE, SU ISTANZA DI EVELINA SGARBI, FIGLIA DI VITTORIO, HANNO RICHIESTO UNA PERIZIA PSICHIATRICA PRIMA DEL MATRIMONIO - LA RIFLESSIONE DEL CRITICO D’URTO SULLE NOZZE È STATA CATTURATA NEL DOCUMENTARIO "SGARBISTAN"  - L’INCONTRO CON PHILIPPE DAVERIO, LA MANO FEMMINILE CHE TOCCA IL PACCO A SGARBI MENTRE È STESO A LETTO E IL RACCONTO DI FORATTINI CHE DISEGNAVA SEMPRE SPADOLINI CON IL PISELLINO: "UNA VOLTA MI DISSERO: COME HAI FATTO A..."

beatrice venezi andrea ruggieri nicola porro

DAGOREPORT! – A GRANDE RICHIESTA RIPROPONIAMO IL BECERO E VOLGARE DISCORSETTO DEL PARRUCCHINATO ANDREA RUGGIERI PER INTRODURRE UNA “LECTIO MAGISTRALIS” DI BEATRICE VENEZI, A UNA MANIFESTAZIONE DI QUELL’ALTRO MAÎTRE-À-PENSER DI NICOLA PORRO – IL RAFFINATISSIMO RUGGIERI DEFINISCE LA “BACCHETTA NERA” “UNA FIGA BESTIALE” E SOSTIENE CHE “IN QUESTA NAZIONE DI CAGACAZZI SI TROVA A DOVER ESSERE VALUTATA IN UN CURRICULUM ECCELLENTE DA QUATTRO PIPPE CHE DECRETANO CHE BEATRICE VENEZI È IN REALTÀ UNA SEGA COLOSSALE” – IL NIPOTE DI BRUNO VESPA ARRIVA A DIRE CHE “IN QUESTO PAESE FONDATO ORMAI SU PENSIERINI DA QUINTA ELEMENTARE, TUTTO QUELLO CHE NON È DI SINISTRA È AUTOMATICAMENTE FASCISTA” – DI PIÙ INDECENTE DI QUESTO SPROLOQUIO C’È SOLTANTO CHE SUBITO DOPO, SALGA SUL PALCO AD ABBRACCIARNE L’AUTORE LA DIRETTA INTERESSATA. EVIDENTEMENTE, VENEZI È D’ACCORDO SUL FATTO CHE I PROFESSORI, CHE VORREBBE A TUTTI I COSTI DIRIGERE, SIANO “QUATTRO PIPPE”. CI SI CHIEDE ALLORA PERCHÉ ABBIA MOSSO MARI E MONTI PER OTTENERE QUEL PODIO – VIDEO

donald trump va in pezzi

DAGOREPORT - COSA HA SPINTO TRUMP AD “ANNULLARE” LA PARTECIPAZIONE DEL SUO VICE PRESIDENTE JD VANCE ALLA CONFERENZA SULLA SICUREZZA, MANDANDO A MONACO IL MASSIMO AVVERSARIO DEL MOVIMENTO MAGA, IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO, “COLOMBA” DEI REPUBBLICANI? - I FATTI E I FATTACCI INANELLATI DURANTE L’ULTIMO ANNO DAL TRUMPISMO SONO ARRIVATI AL PETTINE. DAL DAZISMO GLOBALE CHE HA TRAFITTO LE TASCHE DEI CONSUMATORI AMERICANI AL PIANO DI DEPORTARE I PALESTINESI TRASFORMANDO GAZA IN UN “RESORT”, DAL DELIRIO DI COMPRARE LA GROENLANDIA AL PESTAGGIO DEL PRESIDENTE UCRAINO ZELENSKY, DALLE TRATTATIVE-FARSA CON PUTIN ALLA ROTTURA CON LA GRAN BRETAGNA, DALL'UNIONE EUROPEA "SCROCCONA" E ''PARASSITA'' ALLA SEPOLTURA DELLA NATO E DELL'ONU, GLI STATI UNITI INCOMINCIANO AD ESSERE PERCEPITI COME LA PRINCIPALE MINACCIA ALL'ORDINE GLOBALE, BEN PRIMA DELLA CINA – A NOVEMBRE LE ELEZIONI DI MIDTERM PREVEDONO TEMPI CUPI PER TRUMP…

alberto arbasino fratelli d italia moravia bassani agosti

DAGOREPORT ARBASINIANO – A PROPOSITO DELL’EGEMONIA CULTURALE DELLA SINISTRA: COME FU MASSACRATO NEL 1963 IL CAPOLAVORO DI ALBERTO ARBASINO, “FRATELLI D’ITALIA” (ORA RIPUBBLICATO CON BELLA POSTFAZIONE DI GIOVANNI AGOSTI) – PER FARLO A PEZZI BASTÒ ALLA MAFIETTA DEI MORAVIA, VITTORINI, MONTALE, LEGGERE QUESTE RIGHE: “LA PENNA SINISTRA VIENE USATA PER PROTESTARE CONTRO GLI STESSI PADRONI DEL VAPORE CHE LA PENNA DESTRA STA BENE ATTENTA A NON DISTURBARE COLLABORANDO IN TUTTA APOLITICITÀ AI LORO FOGLI BENPENSANTI” – UN SISTEMA DI POTERE CHE SOPRAVVIVE IN UNIVERSITÀ, CASE EDITRICI, GIORNALI, SI STRINGE A COORTE CON CONTROFIGURE WOKE EMULI DI MURGIA: I VERONESI, I GENOVESI, I GIORDANO, I LAGIOIA, LE CHIARA VALERIO, LE CHIARA GAMBERALE…