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ADIOS! IN RISPOSTA ALLA NUOVA LEGGE DI MADRID SUL COPYRIGHT, CHE “OBBLIGA” GLI EDITORI A PRETENDERE IL PAGAMENTO DI UNA ROYALTY PER LA PUBBLICAZIONE ANCHE SOLO DI UN ESTRATTO DI UN ARTICOLO, GOOGLE CHIUDE IN SPAGNA IL SERVIZIO “GOOGLE NEWS”

1 - GOOGLE NEWS VIA DA SPAGNA PER LEGGE COPYRIGHT  

GoogleGoogle

 (ANSA) - Mountain View dal 16 dicembre chiude il servizio Google News in Spagna. La decisione, che non ha precedenti, è stata presa anticipando la nuova legge spagnola sulla proprietà intellettuale, che entrerà in vigore il 1 gennaio e che costringerebbe il colosso a pagare le aziende editoriali per l'utilizzo dei contenuti da queste prodotti, e veicolati da Google News.

 

2 - LA PROTESTA DI GOOGLE - L’EUROPA CHE VUOLE SCORPORARLO ORA TEME UN EFFETTO DOMINO

Massimo Sideri per il “Corriere della Sera

 

Un terremoto online: questa mattina Google chiuderà in Spagna Google News, il servizio che aggrega le notizie degli editori grandi e piccoli. Definitivamente. Si tratta di una mossa senza precedenti, destinata a creare uno spartiacque tra il prima e il dopo e a esacerbare probabilmente il braccio di ferro con il Parlamento e la Commissione europea dove un’inchiesta sulla concorrenza procede da quattro anni. 

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Il servizio di Google News è sempre stato separato dalla ricerca tradizionale, ma allo stesso tempo l’uno ha sempre alimentato l’altra. La società di Mountain View ha più volte dichiarato che le due indicizzazioni sono separate, senza nessun rapporto di causa-effetto.

 

Gli editori o chiunque produce contenuti possono decidere di uscire dal servizio delle News, ma si tratta di un’opzione più teorica che pratica. Pochi mesi fa, quando ha scelto questa strada, il gigante tedesco dell’editoria, Axel Springer, ha perso il 40% del traffico secondo i dati forniti dalla stessa società. D’altra parte quando si fa una ricerca su Google su argomenti di cronaca il motore di ricerca indicizza tra i risultati anche una finestra con le notizie. Search e News sono così lontane, eppur così vicine. 

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Google ha preferito non commentare l’anticipazione del Corriere anche se fonti informali fanno sapere che non si è trattato di una decisione facile da prendere. La mossa è una reazione diretta alla nuova legge sul copyright votata dal parlamento spagnolo che «obbliga» gli editori a pretendere il pagamento di una royalty per la pubblicazione anche solo di un estratto, proprio quello che fa Google News che prende titoli e attacchi dei pezzi (i cosiddetti cribsheet ) per poi reindirizzare l’utente al sito dell’editore.

 

La posizione della società californiana su questo punto sarebbe irremovibile: Google News non vive di pubblicità, è un servizio «offerto» agli editori — meglio sarebbe dire ai propri utenti — e dunque non sarebbe nella posizione di pagare alcunché. Segnale chiaro. Google, che finora aveva deciso di chiudersi nel classico arrocco, parte in attacco a poche settimane dal voto del Parlamento Ue sulla proposta di dividere le attività commerciali da quelle del motore di ricerca. Inoltre anche la Gran Bretagna ha appena annunciato la propria versione di una «Google tax». 

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La domanda che a questo punto si porranno tutti è: quale sarà il prossimo Paese? Probabilmente la società guidata dal fondatore Larry Page avrà già pianificato una strategia diplomatica per non superare il punto di rottura e si attende che, come è accaduto durante il dibattito in Spagna sulla legge, a protestare siano soprattutto i piccoli editori che senza Google News scompariranno.

 

Ma il tema riguarda tutti: la trasformazione delle abitudini di lettura sta facendo sì che molti lettori arrivino dal motore di ricerca o dai social network come Facebook. In Germania dove è stata introdotta una legge molto simile a quella spagnola, senza però la clausola dell’irrinunciabilità da parte degli editori, si naviga per ora sulla linea di galleggiamento. La questione, possiamo esserne certi, non finirà oggi in Spagna. Anzi, siamo solo all’inizio. 
 

 

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