prezzo petrolio bigfoto

AGLIO, PETR-OLIO E PEPERONCINO - SALTA L’INTESA TRA I PAESI OPEC: L’ARABIA SAUDITA CHIEDEVA CHE ANCHE L’IRAN FERMASSE L’ESTRAZIONE MA TEHERAN VUOLE TORNARE SUL MERCATO DEL GREGGIO AI LIVELLI PRE-SANZIONI

Maurizio Ricci per “la Repubblica”

prezzo petrolio vertice opecprezzo petrolio vertice opec

 

L’impresa, diceva, nella mattinata di ieri, uno dei ministri presenti al vertice di Doha, “è trovare un accordo che, contemporaneamente, tenga fuori l’Iran, faccia contenti i sauditi e non crei problemi ai russi”. “Difficile”, aggiungeva. Infatti, non ci sono riusciti. Il vertice di Doha, atteso da mesi, nella speranza che i grandi produttori riuscissero a trovare un accordo per fermare la produzione mondiale e ridare fiato ai prezzi, è clamorosamente fallito, dopo un’intera giornata di trattative sempre più affannose e sempre più velleitarie, inchiodate all’ennesimo capitolo dello scontro Riad-Teheran.

 

La conferma viene dal fatto che tutto quello che i ministri sono riusciti a dire, abbandonando il meeting, è che cercheranno di trovare una posizione comune dentro l’Opec, alla riunione dell’Organizzazione a giugno e, solo dopo, cioè fra oltre due mesi, si tenterà di estendere l’accordo agli altri maggiori produttori, come la Russia.

la quota di produzione di petrolio dell opecla quota di produzione di petrolio dell opec

 

A far saltare l’accordo è stato il veto saudita ad un congelamento della produzione che non coinvolgesse anche il nemico storico di Riad, cioè l’Iran. Da questo punto di vista, gli scettici avevano già indicato che il vertice non avrebbe potuto dare risultati significativi, perché l’Iran aveva già ripetutamente segnalato di non avere nessuna intenzione di contenere la propria produzione.

 

OPEC OPEC

Posizione prevedibile, perché Teheran è appena uscita dal lungo tunnel delle sanzioni e intende recuperare le quote di mercato perse in questi anni. In numeri, si tratta più o meno di un milione di barili. I sauditi non hanno nessuna intenzione di fermare la loro produzione per ridare all’Iran lo spazio per espandersi. E gli iraniani non hanno nessuna intenzione di continuare a tirare la cinghia, rinunciando agli incassi di un milione di barili al giorno, come se le sanzioni fossero ancora in vigore. Infatti, fra i 16 ministri presenti ieri a Doha, l’iraniano non c’era.

 

opec petrolio opec petrolio

Era già questo un pessimo segnale per il vertice. A lungo, tuttavia, durante la giornata, si è pensato di poter arrivare comunque ad un accordo generico. Era la prima volta dal 2001 che i paesi dell’Opec si riunivano con altri grandi produttori per discutere di una possibile regia della produzione mondiale. Un testo comune avrebbe almeno mandato il segnale che i lavori per un coordinamento dell’offerta di greggio, con l’obiettivo di riequilibrare offerta e domanda e rianimare i prezzi, erano comunque in corso.

 

Adesso che anche questa prospettiva è svanita, non solo nell’immediato, ma anche dall’agenda almeno dei prossimi due mesi, il contraccolpo sui mercati, oggi, sarà probabilmente pesante. Chi, nelle scorse settimane, ha accumulato posizioni al rialzo dei prezzi del barile, nella convinzione che un accordo, sia pure vago, sarebbe uscito da Doha, tenterà affannosamente di liberarsene, con conseguenze pesanti sui prezzi. Nei giorni scorsi, gli analisti più pessimisti delle banche di investimento americane pronosticavano che un mancato accordo poteva far precipitare, almeno nell’immediato, i prezzi dagli attuali 40 dollari a barile anche sotto i 30 dollari.

prezzo petrolioprezzo petrolio

 

Con operatori sotto costante pressione come quelli che agiscono sui mercati del petrolio, una reazione psicologica pesante non può essere esclusa. Anche se agli analisti più lucidi non era sfuggito, nei giorni scorsi che, sotto il vestito politico dell’accordo abbozzato per Doha, comunque, c’era molto poco. Il problema che il vertice avrebbe dovuto affrontare, infatti, è l’eccesso di produzione del greggio, di 1-2 milioni di barili al giorno, rispetto alla domanda.

 

Lo squilibrio è la causa del crollo dei prezzi ad un terzo dei livelli di fine 2014. Per rilanciare le quotazioni del barile bisogna, dunque, tagliare la produzione. Invece, l’obiettivo massimo del vertice di ieri era solo di congelarla. Visto che i livelli attuali di estrazione, in Arabia saudita, in Russia e negli altri paesi sono, da gennaio, ai massimi storici, il congelamento sarebbe stato in ogni caso privo di effetti concreti, superata l’euforia iniziale, sui mercati.

prezzo petrolio 7prezzo petrolio 7

 

Il mondo del petrolio è, infatti, chiuso in una sorta di circolo vizioso. Accordo di Doha o no, infatti, gli esperti prevedono che, nella seconda metà dell’anno, la produzione americana di greggio dovrebbe scendere di circa 700 mila barili al giorno, in seguito alla bancarotta di molti petrolieri che non reggono i prezzi attuali. Questo dovrebbe alleggerire l’eccesso di petrolio sul mercato. Ma, contemporaneamente, dovrebbero arrivare, sullo stesso mercato, i 700 mila barili che l’Iran ha già annunciato di voler produrre in più, per recuperare i livelli pre-sanzioni. Dunque, lo squilibrio rischia di restare quello di oggi, prolungando la pressione sui prezzi.

prezzo petrolio 6prezzo petrolio 6

 

Ma, se la pressione si alleggerisse, la situazione per i petrolieri non migliorerebbe. Prezzi più alti significano che i petrolieri americani sull’orlo della bancarotta potrebbero riprendere a produrre a pieno ritmo. La soglia, secondo i calcoli delle banche di investimento, è a 55 dollari al barile. A quel livello, riprenderebbero a inondare il mondo di petrolio.

 

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…