AIR FORCE PINOTTI – PER IL VOLO “DI ADDESTRAMENTO” DELLA MINISTRA SI VA VERSO LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DELLA PROCURA DI ROMA, MA L’ULTIMA PAROLA SPETTA AL TRIBUNALE DEI MINISTRI

1 - SUL «VOLO» DELLA PINOTTI IN CAMPO LA CORTE CONTI LEI: È STATO RISPARMIO

Marco Ludovico per il “Sole 24 Ore

 

ROBERTA PINOTTI FA JOGGINGROBERTA PINOTTI FA JOGGING

«C'è una denuncia e si è aperta un'indagine, si aspetta che la magistratura faccia il suo lavoro, quando si sarà concluso ciascuno trarrà le conseguenze». Roberta Pinotti, ministro della Difesa, risponde davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato ad Alessandro Di Battista (M5S). Dice Di Battista: «Gradiremmo che lei ministro ci rispondesse in questa occasione anche dell'utilizzo di un Falcon per farla accompagnare a casa». M5S ha chiesto le dimissioni del ministro della Difesa ma la reazione di Roberta Pinotti - lo dimostra la risposta di ieri - è serena.

 

L'esito del giudizio di tre procure coinvolte - ordinaria, contabile e militare - è particolarmente atteso, visto il valore politico della decisione. La procura guidata da Giuseppe Pignatone - il fascicolo è in mano al pm Roberto Felici - ha tempo 15 giorni per trasmettere gli atti al Tribunale del ministri ipotizzando un'archiviazione o una richiesta a indagare.

ROBERTA PINOTTI ROBERTA PINOTTI

 

Quella regionale del Lazio della Corte dei conti deve decidere l'assegnazione del fascicolo e valutare le eventuali implicazioni contabili. In entrambi i casi i fascicoli sono aperti, per ora, contro ignoti. Nei giorni scorsi la Difesa ha spiegato in una nota che il volo non era di Stato ma addestrativo e l'utilizzo, da parte del ministro, era pienamente legittimo. E infatti non mancano le previsioni - forse ancora premature, ma non improbabili - di chi sostiene che la procura di Roma archivierà.

 

La questione potrebbe essere più complessa davanti alla Corte dei Conti. L'Aeronautica militare, peraltro, ricorda che ha «già provveduto ad adire le autorità giudiziarie competenti a tutela delle proprie ragioni ed immagine. Si evidenzia nuovamente che su queste tipologie di voli addestrativi è previsto l'imbarco di personalità istituzionali al di fuori dell'equipaggio anche al fine di consentire un risparmio di risorse per la Pubblica Amministrazione».

 

 

2. VOLO-TAXI, PINOTTI VAGA: “ATTENDO LA MAGISTRATURA”

Marco Lillo per “il Fatto Quotidiano

 

FALCON  50  AERONAUTICA  ITALIANA  FALCON 50 AERONAUTICA ITALIANA

La Procura di Roma ieri ha fatto filtrare il suo orientamento sul caso del volo preso dal ministro Pinotti per tornare a Genova il 5 settembre. Il sostituto procuratore Roberto Felici con tutta probabilità iscriverà tra pochi giorni sul registro degli indagati il ministro della difesa per peculato d’uso. Però il passaggio ricevuto dal Falcon 50 dell’Aeronautica decollato quella sera da Ciampino secondo i pm romani non è un reato. L’iscrizione è solo formale, fanno filtrare dalla Procura, perché quel Falcon non è un volo di Stato (soggetto a autorizzazione, che nel caso di specie mancava) ma un volo in missione di addestramento.

 

Il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone quindi subito dopo l’iscrizione invierà tutti gli atti al Collegio dei reati ministeriali con la richiesta di archiviare il tutto. Il ministro Pinotti ha gradito l’indiscrezione filtrata dalla Procura e ieri in Parlamento ha potuto rispondere così al deputato Alessandro Di Battista del M5S che, dopo averla denunciata, l’ha stuzzicata con una battuta durante l’audizione sulla minaccia del’ISIS: “C’è una denuncia e si è aperta un’indagine - ha detto la Pinotti facendosi scudo della Procura - si aspetta che la magistratura faccia il suo lavoro, quando si sarà concluso ciascuno trarrà le conseguenze”.

 

FALCON  50  AERONAUTICA  ITALIANA FALCON 50 AERONAUTICA ITALIANA

In realtà, anche se il procuratore Pignatone optasse per l’archiviazione la sua richiesta sarà solo un suggerimento al Tribunale dei ministri, unico vero dominus del fascicolo. La richiesta infatti non arriva all’esito delle indagini come nei reati comuni ma a monte. In questo procedimento speciale il ruolo del pm è sostanzialmente quello di ‘consulente’ del collegio dei reati ministeriali. Il pm deve trasmettere le carte ‘omessa ogni indagine’ al collegio con una richiesta che può essere di due tipi: l’archiviazione o l’indicazione di alcuni accertamenti da svolgere.

 

Ieri ipotizzavamo che il procuratore Giuseppe Pignatone suggerisse questa seconda via. Sembrava possibile e anche probabile che proponesse almeno di acquisire i documenti pubblicati dal Fatto e dal Tg7 sul volo incriminato. In particolare la ‘nota del giorno del 306esimo gruppo’ di stanza a Ciampino pubblicata dal Fatto il 26 settembre scorso. Quella nota infatti rivela che quel volo del 5 settembre, oltre alla missione dell’addestramento dei piloti, ne prevedeva una seconda: il Falcon doveva aspettare l’atterraggio dell’Airbus di ritorno da Cardiff con a bordo il ministro prima di decollare per Genova. Ovviamente con il soldato Pinotti a bordo.

Giuseppe Pignatone Giuseppe Pignatone

 

L’uso dei voli di addestramento per trasportare i politici al di fuori dei casi previsti dallo stringente decreto legge del 2011 (che limita l’uso ai presidenti della repubblica, della Consulta e di Camera e Senato) era stato svelato in tempi non sospetti nel febbraio scorso da un’intervista trasmessa nel programma tv ‘La Gabbia’.

 

La giornalista Monica Raucci aveva intervistato un pilota militare sotto garanzia di anonimato che le aveva raccontato: “ci si mette addestramento e con quella parola si dice che quell’aereo e quell’equipaggio non è stato distratto dai suoi compiti istituzionali. I voli di addestramento li ho fatti io e li hanno fatti i miei colleghi”.

 

Ieri mattina sul sito del Giornale è apparso un commento di tale ‘onurb’: “Sono stato ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare e in più circostanze sono stato comandato a eseguire voli addestrativi in concomitanza con l'esigenza di trasporto di qualche papavero”. Il Falcon 50 del 31esimo stormo che ha riportato a casa il ministro è un jet executivemilitare nell’appartenenza ma non nell’apparenza. Con i suoi 9 comodi posti in pelle piace ai politici ma costa un paio di milioni di euro all’anno più 3 mila euro circa per ogni ora di volo.

 

I ministri del centrodestra Roberto Calderoli e Michela Brambilla, sono finiti davanti al Tribunale dei ministri (e poi sono stati salvati dal diniego dell’autorizzazione a procedere del Parlamento) perché avevano chiesto e ottenuto l’autorizzazione di Palazzo Chigi senza che, secondo il Tribunale dei Ministri, ricorressero i presupposti del volo di Stato.

ALESSANDRO DI BATTISTAALESSANDRO DI BATTISTA

 

Il ministro Pinotti non ha chiesto nulla alla Presidenza del Consiglio e ha approfittato del volo di addestramento. Secondo l’impostazione del procuratore Pignatone, a leggere i giornali almeno, la forma prevale sulla sostanza. Pinotti può volare a casa con lo stesso aereo dei voli di Stato senza rischiare nulla perché l’Aeronautica gentilmente pone il timbro ‘addestramento’ su quel Falcon e lo pone fuori dai radar della presidenza del consiglio.

 

Se passasse questa linea si legittimerebbe la prassi descritta dai piloti anonimi che la Procura potrebbe facilmente identificare, se volesse. Così non sarebbe più la Presidenza del Consiglio a decidere quale politico vola sul Falcon ma l’Aeronautica. Il collegio dei reati ministeriali che deciderà il caso è così composto: il presidente è Luigi Nocella, giudice penale di Frosinone poi ci sono il gip di Roma Flavia Costantini e il giudice penale di Roma Aurora Cantillo. L’ultima parola sul ministro Pinotti e sul volo di addestramento spetterà a loro.

 

 

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…