trump juncker

AMERICA FATTA A MAGLIE – JUNCKER E TRUMP ANNUNCIANO CHE LA GUERRA DEI DAZI NON CI SARÀ E CHE L’EUROPA SI RIMANGIA LE RITORSIONI PROMESSE - “THE DONALD” PASSA ALL’INCASSO: “AVEVO GIURATO DI PORTARE A CASA UN ACCORDO E L’HO FATTO” – IL "SANTO BEVITORE" JUNCKER HA NICCHIATO POI QUANDO HA CAPITO CHE A RISCHIARE ERA SOPRATTUTTO L’UE (E LA GERMANIA) HA CEDUTO - VIDEO

 

Maria Giovanna Maglie per “Dagospia”

 

donald trump jean claude juncker 4

“Questo è un gran giorno, veramente un gran giorno”.  All'inizio sembrava uno scherzo. Ma come, poco più di un'ora di colloquio, ed eccoli nel Giardino delle Rose ad annunciare un accordo che sembrava impossibile, che non significa solamente che non ci sarà la temuta guerra dei dazi tra Europa e Stati Uniti, ma che l'Europa si rimangia la sua politica protezionistica dopo aver promesso ritorsioni tremende per 20 miliardi di dollari l'anno, pur di non rinunciarvi?

 

donald trump jean claude juncker 3

Dopo mesi di articoli furibondi dei giornali sull'incompatibilità dei due mondi, sui modi opposti di far politica? Dopo le dichiarazioni di Tajani, come “Trump faccia un passo indietro, il vero nemico è la Cina”, dopo gli altolà di Francia e Germania “Trump si fermi o l'Europa si difenderà?” Dopo il ricorso urgente all'Organizzazione per il Commercio Mondiale?

 

donald trump jean claude juncker 2

La verità è che i leader europei hanno tentato di non farlo fino all'ultimo un accordo e solo quando hanno accettato la realtà che l'America faceva sul serio, quando Angela Merkel ha capito che rischiava la testa con i dazi su acciaio e alluminio e il blocco sulle automobili tedesche, si sono decisi ad accettare, un passo dopo l'altro, gradualmente, quel che  era stato proposto molti mesi fa.

 

JUNCKER

All'inizio sembrava uno scherzo, anche perché parlava solo Donald Trump e Jean Claude Juncker taceva, ma poi ha gonfiato il petto e ha detto: “Avevo giurato di portare a casa un accordo e l'ho  portato. La volontà è di arrivare a zero tariffe sui beni industriali”.

 

Questo è quel che è stato annunciato nel pomeriggio di ieri, ora di Washington, e nelle parole dei protagonisti.

 

Trump: Stati Uniti e Unione Europea si sono accordati di lavorare insieme verso zero tariffe, zero barriere, zero sussidi, su tutti i prodotti industriali che non siamo automobili.

 

donald trump jean claude juncker 1

L'Europa comincerà quasi immediatamente a comprare più  semi di soia dagli Stati Uniti. Vuole anche importare grandi quantità di gas naturale liquido dagli Stati Uniti per diversificare le sue forniture di energia.

 

Stati Uniti e l'Unione Europea si accordano per avviiare un dialogo intenso sugli standard necessari per facilitare il commercio e ridurre la burocrazia.

MERKEL JUNCKER1

 

Gli Stati Uniti sono d'accordo di rinunciare a imporre nuove tariffe all'Unione Europea su acciaio e alluminio, l'Unione Europea rinuncia a qualsiasi ritorsione su prodotti americani come motociclette, bourbon e altri prodotti alimentari.

 

Le due parti si impegnano anche a ridurre le barriere nel commercio transatlantico di servizi, prodotti chimici, farmaceutici e medici. Infine collaboreranno per riformare le regole dell' Organizzazione per il Commercio Mondiale.

JUNCKER TRUMP

 

Chiarisce il presidente Juncker che “fintanto che avrà luogo la negoziazione, a meno che una delle parti non decida di ritirarsi dai negoziati, è bloccata qualunque tariffa ulteriore”’.

 

I due presidenti hanno ritenuto di evitare di nominare la questione delle tariffe delle automobili nelle loro dichiarazioni, ma sarà al centro del negoziato.

 

Come verrà raccontato ora un accordo che è in ogni caso definibile storico, anche perché mette fine a un pericoloso braccio di ferro tra un’Europa che si sente intitolata a prendere senza dare in sicurezza difesa e commercio, e un'America che non ne vuole più sapere? 

Martin Selmayr

 

Il mercato unico europeo è uno dei più chiusi e protetti, le barriere non tariffarie, quelle regolatorie, su automotive e altri prodotti, frenano le esportazioni Usa in Europa.

 

donald trump jean claude juncker 7

Gli europei si dichiarano amici e alleati dell’America, si lamentano se vengono trattati come avversari e concorrenti, ma non aprono il loro mercato ai prodotti Usa mentre quello americano è aperto ai prodotti Ue.

 

Sulle auto made in Usa esportate in Europa grava un dazio del 10 per cento,  su quelle europee esportate negli Usa del 2,5 per cento.

 

donald trump e vladimir putin si stringono la mano con juncker photobomb

Trump non ha mai detto di voler alzare le barriere degli Stati Uniti ma solo di cercare un abbassamento reciproco che porti a uno scambio equo. Quando in Quebec ha tirato fuori la proposta di abolire tutte le tariffe, non si capisce perché i giornaloni hanno gridato alla provocazione, termine usato fino a ieri.

 

Eppure pare che sia proprio quella provocazione la direzione intrapresa alla fine, per decisione sicuramente di Angela Merkel, ma obtorto collo anche di Macron.

 

CECILIA MALSTROM

L'italia, sulla quale il presidente americano punta, nel senso che crede nella sintonia col nuovo governo, per ora ha taciuto, anche perché gli incarichi importanti sono ancora in mano a rappresentanti dell'opposizione, come Federica Mogherini e Antonio Tajani.

 

Tra gli esperti e sedicenti tali di finanza e di economia italiani sono stati alti i lamenti su quel che l'Italia per colpa del cattivone Trump avrebbe rischiato di perdere insieme alla Germania.

 

merkel trump tsipras al summit nato

Intendiamoci, la gran parte del deficit commerciale Usa con l’Europa è dovuta all’eccesso di export tedesco, un terzo dei prodotti siderurgici europei acquistati dagli Stati Uniti proviene dalla Germania. 

 

Trump era pronto a imporre dazi anche sulle auto di lusso europee, anzi  a chiudere  il mercato Usa ai costruttori tedeschi , lo ha ribadito anche a Juncker e al suo seguito, composto dal  decisivo segretario generale, Martin Selmayr, uomo di fiducia della Merkel, e dal commissario al commercio Cecilia Malmstrom, capace in questi mesi solo di fare un improbabile ricorso al WTO.

nigel farage

 

Su Angela Merkel l'Amministrazione americana è preparatissima, dalla mancata istituzione degli eurobond ad aver tenuto le casse di risparmio tedesche fuori dei controlli europei obbligatori per tutte le banche degli altri Paesi, fino alla concessione di ingresso a immigrati scelti rigorosamente tra siriani laici, di buona educazione e alto livello economico, e all'incredibile arbitrio grazie al quale nonostante sia previsto  che non solo i deficit ma anche i surplus dei bilanci nazionali non debbano superare il 3%, la Germania ha continuato a mantenere bassa la spesa pubblica accumulando eccedenze annuali superiori al 7%.

 

donald trump jean claude juncker 5

Sicuri, ha detto Trump a Juncker e agli altri, compreso l'attento orecchio tedesco, che in queste condizioni  già di esasperazione, con  in più la guerra dei dazi, la Germania  continuerebbe a ottenere la solidarietà di altre nazioni, che non sarebbe “Unione Europea addio”?

donald trump jean claude juncker 6

 

Ecco fatto, ha commentato da Londra il perfido Nigel Farage, “ha ottenuto più in due ore Trump dall'Unione Europea che   Theresa May in un anno. E’ che ci vuole un leader”.

Martin Selmayr Juncker

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini santanche

DAGOREPORT - CHE VISIBILIA IN VIA SOLFERINO! “SANTANCHÈ CEDE A MELONI”, TITOLAVA COSÌ A CARATTERI CUBITALI IN PRIMA PAGINA IL “CORRIERE DELLA SERA” DI GIOVEDÌ 26 MARZO. UN TITOLONE, USATO COME ARMA DI DISTRAZIONE, DAL DUPLEX CAIRO&FONTANA, SCUDIERI TREMEBONDI DEL GOVERNO MELONI SEMPRE PIU'  SCHIACCIATO DALL’IMPLOSIONE DELLA SUA STESSA MAGGIORANZA - E DOPO IL NAUFRAGIO REFERENDARIO, NON BASTA METTERE ALLA PORTA LA SANTADECHÈ E I GIUSTIZIERI DI VIA ARENULA: LA FU "MELONI DEI DUE MONDI" DOVRÀ FARSI CARICO DEI PROBLEMI REALI DEGLI ITALIANI CHE, DOPO I SUOI QUATTRO ANNI AL POTERE, PAGANO PIÙ TASSE DI PRIMA - SE IL PAPEETE DELLA “SÒLA” GIORGIA NON CI SARÀ MAI (È MAI POSSIBILE ANDARE AL VOTO ANTICIPATO CON DUE GUERRE E UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE?), ANCHE L'INSOSTENIBILE RIFORMA ELETTORALE ALLA FIAMMA PARE DESTINATA ALL’OBLIO: I MALCONCI ALLEATI LEGA E FORZA ITALIA APPAIONO MULI RECALCITRANTI PER NULLA DISPOSTI A PRENDERLO IN QUEL POSTO… 

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …