donald trump

AMERICA FATTA A MAGLIE - TRUMP SI PRESENTA NELLA REDAZIONE DEL ‘NEW YORK TIMES’ E SPIAZZA TUTTI: ‘MI AVETE VERAMENTE TRATTATO MALE, MA HO UN GRANDE RISPETTO PER IL GIORNALE’. VE L’AVEVAMO DETTO CHE LI AVREBBE FATTI IMPAZZIRE TUTTI - ‘CON MIO GENERO JARED KUSHNER SPERO DI TROVARE UNA SOLUZIONE AL CONFLITTO TRA ISRAELE E PALESTINA. IN SIRIA? LAVORIAMO CON PUTIN SENZA FISSARSI NEL RIMUOVERE ASSAD’ - POI HA PARLATO DI WATERBOARDING, BREITBART E STEVE BANNON, SUPREMATISTI BIANCHI CHE FANNO IL SALUTO DI HITLER, E HA PRESO LE DISTANZE DALLA ALT-RIGHT

 

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

DONALD TRUMP NELLA REDAZIONE DEL NEW YORK TIMESDONALD TRUMP NELLA REDAZIONE DEL NEW YORK TIMES

“Mi avete veramente trattato male, non si fa così, io ho un enorme rispetto per il New York Times.” Alla fine c'è andato al New York Times e si è piazzato a colazione nella grande sala  delle riunioni con tutta la redazione, i capi, le grandi firme, le fotografie alle pareti  delle stelle del passato, guardandoli in faccia a uno a uno, quelli che conosceva e quelli che non conosceva,  tutti uniti nel parlare male di lui  da quando nel giugno del 2015 comincio’ ad essere ventilata l'ipotesi surreale di una candidatura del miliardario controverso con i capelli rosa e le mogli modelle a presidente degli Stati Uniti.

 

al smith dinner donald trump hillary clinton  15al smith dinner donald trump hillary clinton 15

 C'è andato e ha recitato la parte più candida che gli veniva in mente o forse non era neanche una parte, e anche se non lo ammetteranno mai i soloni della Signora in Grigio, che hanno dato fino all'ultimo per certa anzi inevitabile la vittoria di Hillary Clinton, li ha spiazzati con frasi tipo: ‘Certo che vi leggo, ma se non vi leggessi camperei 20 anni di più’.

 

I DOCUMENTI FISCALI DI TRUMP PUBBLICATI DAL NEW YORK TIMES 3I DOCUMENTI FISCALI DI TRUMP PUBBLICATI DAL NEW YORK TIMES 3

Ve l’ho detto che li farà impazzire tutti Donald Trump ancora prima di insediarsi alla Casa Bianca, perché l'uomo è imprevedibile ed esercita uno stile libero dalle regole della politica in modo sicuramente spiazzante ma anche rinfrescante. Sta sicuramente ridefinendo le relazioni con la grande stampa, e mentre ha confermato che intende mantenere un rapporto diretto con l'elettorato attraverso i social network che tanto lo hanno aiutato in campagna elettorale, perché niente colpisce come due minuti e mezzo in cui ci metti la faccia e dici cose semplici, si sta muovendo per mettere fine ad alcune derive devastanti.

 

WOLF BLITZER DELLA CNN FA IL TIFO PER HILLARY CLINTONWOLF BLITZER DELLA CNN FA IL TIFO PER HILLARY CLINTON

Non è detto che sia possibile raggiungere una  tregua con la CNN, la Clinton News Network come la chiama Trump, ma certamente il Times per uno di New York che non intende tagliare in alcun modo il rapporto con New York è fondamentale. D'altra parte trovare una forma di relazione col presidente che salvaguardi il diritto a fare l'opposizione ma riporti le cose su un piano solo politico, conviene a un giornale importante e autorevole che appresso a Hillary Clinton ha perso buona parte dell'autorevolezza.

 

DONALD TRUMP MELANIA IVANKADONALD TRUMP MELANIA IVANKA

Perciò Trump è andato a mostrare la faccia più da colomba che ha e a smentire le accuse più da falco. I giornalisti gli hanno a quanto si sa fatto libere domande ma hanno rinunciato al contraddittorio che era poi la regola sulla quale non si stavano mettendo d'accordo da giorni. Probabilmente è un punto in più a favore del presidente eletto.

 

Il quale, stando a quanto è trapelato dai tweet inviati da componenti della redazione durante l'incontro, ha detto fra l'altro: “non sono un fan della elezione con collegio dei grandi elettori, avrei preferito impegnarmi per vincere voto popolare”. “Non ho niente a che fare col cosiddetto movimento alt-right, non è un gruppo che ho intenzione di rivitalizzare, se si sentono rivitalizzati da me cercherò di capire perché”.

donald e ivanka trump in radiodonald e ivanka trump in radio

 

“Non ci saranno conflitti che provengono dai miei affari, la legge e’ totalmente dalla mia parte, il presidente non può avere un conflitto di interessi. Non posso vendere il mio impero perché è immobiliare. Ho consegnato tutto il management ai miei figli ma se fosse per certa gente non dovrei mai più vedere mia figlia Ivanka”.

 

andrew breitbart on stageandrew breitbart on stage

 “I miei affari non hanno alcuna importanza rispetto a quello che sto per fare, però è vero che il brand Trump non è mai stato così forte”. A proposito di Steven Bannon che è stato nell'ultima parte della campagna il manager capo e ora è stato nominato stratega capo della Casa Bianca, Trump ha detto: “Se pensassi che è un razzista o un uomo di destra non l'avrei mai assunto. Per lui è molto dura, non è lui quello che descrivono. Breitbart e’ solo un giornale, certamente sono molto più conservatori del New York Times, ma e’ sempre solo un giornale. Quando gli hanno chiesto se condannasse un incontro della alt-right lo scorso weekend a Washington nel quale qualcuno ha alzato la mano e fatto il saluto alla Hitler, ha risposto “Disapprovo e condanno”.

STEVE BANNONSTEVE BANNON

 

Del Partito Repubblicano ha detto che spera di poterci lavorare bene, ”attualmente mi amano, quattro settimane fa non mi amavano”, e anche a Silicon Valley lo detestano un po' di meno visto che sia Tim Cook della Apple che Bill Gates di Microsoft gli hanno telefonato per congratularsi.

 

 Nessuna intenzione di perseguire Hillary Clinton per la storia delle mail come pure aveva promesso in campagna elettorale, “hanno già sofferto abbastanza per quello che gli è accaduto. Non intendo fare scelte che continuino a dividere il Paese”.

STEVE BANNONSTEVE BANNON

 

Politica estera, la Siria: Trump ha riconosciuto che e’ un problema che va risolto ma ha anche detto di avere un punto di vista differente dal suo predecessore, e ha fatto capire che gli Stati Uniti dovrebbero lavorare con la Russia per combattere lo Stato Islamico e non preoccuparsi di far fuori il presidente siriano Assad. 

 

Gli Stati Uniti come Nation builder? Non credo, ha risposto, e a Thomas Friedman che gli chiedeva quale dovrebbe essere oggi il ruolo dell'America nel mondo ha risposto con una risatina, “è una domanda troppo grande”.

 

DI suo genero Jared Kushner ha detto che è convinto che potrebbe aiutare come mediatore di pace tra israeliani e palestinesi, ruolo che, ha ricordato ha visto fallire presidenti per decenni. “Mi piacerebbe essere io il presidente che riesce a far fare la pace tra Israele e palestinesi, sarebbe un grandissimo risultato”.

 

STEVE BANNON  STEVE BANNON

Quando gli hanno chiesto del suo impegno col primo emendamento, ha risposto: ‘’Penso che vi farò felici”. Infine alcuni occhiolini strizzati al politically correct tanto caro al New York Times: il quasi sicuramente prescelto per segretario alla Difesa, il generale Mattis, detto Mad Dog per il suo passato piuttosto spiccio, gli ha rivelato di essere contrario al waterboarding, la tecnica di tortura con l'acqua alla quale invece Donald Trump si era detto favorevole; e quanto all'annosa questione degli accordi sui cambi climatici e il presunto riscaldamento globale, il presidente eletto ci sta pensando, e forse ripensando. Che gran ruffiano!

supremazia bianca trump frog nazisupremazia bianca trump frog nazi

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…