AMERIKASTICAZZI - INTERCETTAZIONI CHOC SUL FRATELLO DI DE MAGISTRIS, LUI CI MANGIA SU E SFOTTE

Carlo Tarallo per Dagospia

La mazzata arriva ieri mattina: Repubblica e Il Mattino scodellano le intercettazioni (alcune) sull'inchiesta relativa agli appalti della Coppa America che vede indagati (con l'accusa di turbativa d'asta) il fratello di Luigi de Magistris, Claudio, l'ex amministratore unico della società America's Cup Napoli Mario Hubler, il capo di gabinetto di Giggino 'a Manetta Attilio Auricchio, il presidente della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni e il presidente dell'Unione industriali Paolo Graziano.

Hubler chiacchiera a tutto spiano, e oltre a definire una "puttanata" il fatto che la Coppa America abbia ricadute sul turismo, si lascia scappare una frase sibillina: relativa a un presunto interessamento di Claudio de Magistris alla gestione del catering: "Lì c'è tutto un meccanismo... che riguarda anche Claudio... cose che a me... e tutto quanto... che comincio a capire... e quindi fate quello che volete, non me ne fotte proprio".

Apriti cielo! La domenica è rovinata, la domanda che circola (in assenza di qualunque presa di posizione del Comune) è un tam-tam: "E adesso che fa? Si dimette?". Ebbene, a quanto pare, il narcifratello (consulente gratuito del Comune) non ci pensa nemmeno. Anzi!

Che ti combina il mattacchione (che stamattina al Municipio non si è visto)? Posta su facebook (vedi foto) una frase e una foto che sono tutto un programma: un bel piattone di spaghetti ai gamberi e frutti di mare con la frase "Ecco i frutti del meccanismo", tempestivamente segnalata a Dagospia da un addetto ai livori. In sostanza, nessun passo indietro, anzi: umore allegro, battutina e una bella abboffata alla faccia di Hubler e di tutti i "meccanismi"...

2 - INCHIESTA SU COPPA AMERICA, ECCO LE TELEFONATE INTERCETTATE
Dario del Porto per Repubblica.it


"Questo evento che porta turismo è una p.. nata", si sfogava al telefono Mario Hubler, all'epoca amministratore unico di Acn, la società di scopo costituita per le regate napoletane della Coppa America di vela. La conversazione, intercettata il 3 marzo, è citata nell'informativa della Finanza depositata nei giorni scorsi agli atti dell'inchiesta aperta dai pm Graziella Arlomede e Marco Bottino con l'ipotesi di turbativa d'asta.

Nel documento, i militari del Nucleo di polizia tributaria diretto dal colonnello Nicola Altiero sottopongono al vaglio della Procura le possibili "criticità" registrate durante la prima fase delle indagini. Dall'affidamento delle gare, alle consulenze, agli stipendi. Sulla scorta di questi spunti sono scattate le perquisizioni del 6 giugno scorso.

Dalle intercettazioni traspaiono anche le difficoltà incontrate nella fase cruciale dei preparativi: "Guai su tutti i fronti, dal palazzo crollato, alla soprintendenza che mette i bastoni contro, al ministero che ha dato alla Difesa le frequenze radio che dovevamo avere", allarga le braccia Hubler il 22 marzo.

"Il crollo del palazzo? Un'occasione".
Ma proprio il disastro della Riviera di Chiaia, in un momento di gravissima difficoltà per la macchina organizzativa, sarebbe apparso "come un'occasione preziosa" per far annullare la gara. È quanto viene dedotto dagli investigatori dalla telefonata intercettata il 4 marzo, giorno del crollo, tra Mario Hubler e Attilio Auricchio, capo di gabinetto del Comune. "Attilio prospetta a Mario è il resoconto dei finanzieri che questo episodio potrebbe essere l'occasione e dice: "Già mi hai capito a me"".

Nel prosieguo della conversazione Auricchio avrebbe aggiunto "che questa causa di forza maggiore "salva tutti" e anche gli americani prenderebbero al volo questa cosa". Il capo di gabinetto "dice che l'idea gli è "sfagiolata" nel momento in cui la Procura ha sottoposto a sequestro il cantiere della metropolitana, poi la fognatura". Tanto Auricchio quanto Hubler tirano comunque un sospiro di sollievo per il fatto che il crollo non abbia fatto registrare vittime. "Attilio dice: ringraziando Dio non ci sono stati morti. E Mario dice: meno male, solo danni materiali".

Il rinvio poi non ci sarà anche perché agli americani erano già stati versati 3 milioni. "Loro hanno tre pallettelle nostre in mano", ricorda infatti Hubler ad Auricchio. I due sono indagati con il presidente della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni, Claudio de Magistris, fratello del sindaco e consulente a titolo gratuito del Comune, il presidente dell'Unione industriali Paolo Graziano, l'avvocato Antonio Nardone, il dirigente comunale Gianfranco Ferulano.

Tutti respingono le contestazioni. L'avvocato Riccardo Polidoro, legale di Hubler, evidenzia: "Il mio cliente è sereno, consapevole di aver lavorato come sempre nell'interesse esclusivo della città".

"Se vedo i pontili li denuncio".
Le intercettazioni captano il braccio di ferro con il soprintendente Giorgio Cozzolino che negherà l'autorizzazione per posizionare a mare dei pontili. Hubler suggerisce anche "una convocazione di de Magistris e Caldoro insieme, che si chiudono a quelli (riferito alla soprintendenza n. d. r.) in una stanza". Il presidente di Acn pensa di far incontrare con Cozzolino anche Caldoro "per far valere scrivono gli investigatori il risultato elettorale ottenuto".

Ma il soprintendente resterà fermo sulle proprie posizioni. Il 12 marzo, Hubler riferisce che Cozzolino avrebbe avvisato: "Il giorno che vedo mezzo pontile li denuncio". Una scelta diversa da quella adottata nel 2012 dal suo predecessore. Questa diversità di orientamento induce i finanzieri a suggerire approfondimenti "circa la correttezza delle autorizzazioni rilasciate" un anno fa.

"Il meccanismo che riguarda Claudio".
Una telefonata del 31 marzo suscita negli investigatori perplessità circa un presunto interessamento di Claudio de Magistris alla gestione del catering: "Lì c'è tutto un meccanismo... che riguarda anche Claudio... cose che a me... e tutto quanto... che comincio a capire... e quindi fate quello che volete, non me ne fotte proprio", dice Hubler. Un altro passaggio viene così riassunto dalla Finanza: "Mario (Hubler) aggiunge di essersi chiamato fuori dagli eventi. "Se la gestissero loro". Però nel caso in cui il servizio dovesse presentare delle carenze, evidenzia la sua intenzione di farlo presente agli interessati: "Certo io non copro le schifezze di certa gente".

L'avvocato Bruno Botti, legale di Claudio de Magistris, sottolinea: "L'unica preoccupazione del mio cliente era che il servizio fosse di qualità e le serate riuscissero. Aspettiamo serenamente gli sviluppi dell'indagine".

"Maurizio è socio, non possiamo comparire".
La Finanza ipotizza presunti "interessi personali" del presidente della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni nell'ingresso dell'ente nel cda di Acn. Maddaloni e la sorella Loredana (che non risulta indagata) svolgono attività nel settore turistico. Secondo gli investigatori l'imprenditrice avrebbe "sfruttato anche l'influenza del fratello" allo scopo di ottenere i permessi per i natanti dai quali si potevano seguire le regate dal mare.

Collaborazione che sarebbe stata già svolta l'anno scorso. "Però quest'anno Maurizio è socio e non possiamo proprio comparire in niente", dice Loredana Maddaloni in una telefonata dell'8 aprile. E in un altro colloquio invita un collega "a togliere il nome di Maurizio da tutti i biglietti, i volantini, i giornali". Replica L'avvocato Salvatore Pane, legale di Maddaloni: "Siamo tranquilli, è tutto trasparente. Lo dimostreremo nelle sedi opportune".

 

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