UN ANGELINO CADUTO IN VOLO - SOTTO LA REGIA DI VERDINI, DIECI SENATORI SONO PRONTI A LASCIARE L’NCD E A COSTITUIRE UN NUOVO GRUPPO - IN QUESTO MODO ALFANO DIVENTA IRRILEVANTE E LA “GOLDEN SHARE” DI RENZI PASSA A BERLUSCONI

Tommaso Ciriaco per “la Repubblica

DENIS VERDINIDENIS VERDINI

 

Dieci senatori disposti a tutto. Pronti a lasciare il Nuovo centrodestra per costruire a Palazzo Madama un nuovo gruppo e decidere le sorti del governo. Già lo chiamano, un po’ per gioco, “la squadra dei Sudisti”. Il progetto, in realtà, è promosso da Denis Verdini.

 

È lui, unico depositario della linea politica del Cavaliere, a muovere le pedine. Ed è stato sempre lui, mercoledì in un lungo incontro, a proporre riservatamente ai transfughi il piano. Dettagli inclusi. D’altra parte, come ricorda spesso l’ex coordinatore azzurro, «Renzi è buono e caro, ma con lui è sempre meglio far parlare i numeri... ».

 

angelino alfanoangelino alfano

Non si tratta di favorire nuovi ingressi in Forza Italia, farebbero troppo clamore. L’idea, piuttosto è di manovrare dietro lo quinte una pattuglia capace di condizionare il futuro della legislatura. Indebolendo, allo stesso tempo, un concorrente come Alfano. Il corteggiamento è iniziato alcune settimane fa. Prima una telefonata del Cavaliere, poi il pressing quotidiano di Verdini. Fino all’incontro nella sede del partito. Solo Angelino Alfano, adesso, può frenare una dolorosa emorragia.

 

matteo renzi linguacciamatteo renzi linguaccia

Tutti, o quasi, sono meridionali. Alfaniani delusi, irritati con il ministro dell’Interno e convinti di dover tornare al primo amore. C’è l’ex sottosegretario Antonio Gentile e i suoi colleghi calabresi Bilardi e Aiello. E ancora, Guido Viceconte e Antonio D’Alì. Forse Michele Cassano, probabilmente un senatore campano. Il bacino potenziale, ragionano in queste ore, è addirittura di tredici senatori. Anche se qualcuno, alla fine, è destinato a sfilarsi. Su una panchina di Montecitorio, Gentile scherza con alcuni colleghi: «Noi abbiamo un solo problema: stavolta Berlusconi ci vuole per davvero...».

 

silvio berlusconi (3)silvio berlusconi (3)

La partita, inevitabilmente, si incrocia con le imminenti Regionali. Il Nuovo centrodestra fatica a siglare intese, i dirigenti locali scalpitano. Per favorire la diaspora, Berlusconi ha ridotto ulteriormente i margini di trattativa con il partito di Alfano: «Nessuna alleanza - ha sentenziato durante la riunione di FI - è possibile con dei traditori ». Sul territorio, allora, gli alfaniani si muovono in libertà. A partire dalla Calabria, dove proprio Gentile potrebbe presentare una lista civica e magari addirittura sostenere il candidato renziano, in aperta opposizione al compagno di partito Giuseppe Scopelliti.

 

Antonio D Ali Antonio D Ali

Sullo sfondo, naturalmente, resta il rebus della legge elettorale. È questa, in realtà, la molla che spinge Arcore ad accelerare nell’operazione dei “sudisti”. Le modifiche all’Italicum hanno creato nelle ultime settimane non pochi attriti con Renzi. Berlusconi preferirebbe il proporzionale puro del Consultellum, ma è disposto ad accettare anche un altro modello.

 

Confessato incautamente proprio ieri, durante l’infuocato comitato di Presidenza. «Stiamo trattando per cambiare l’Italicum e introdurre il premio alla lista e non più alla coalizione». L’obiettivo è cancellare coalizioni precostituite, soffocare le piccole forze e consentire a Forza Italia di far pesare un bottino elettorale - anche esiguo - a urne chiuse.

 

Che molto si giochi proprio sulla legge elettorale è apparso chiaro sempre ieri durante il summit degli azzurri, nel corso di un durissimo scontro tra Verdini e Capezzone. «Voi sostenete Renzi invece di fare opposizione - ha attaccato l’ex radicale - ma così perdiamo consensi e aiutiamo solo il premier».

Giuseppe Scopelliti Giuseppe Scopelliti

 

Infuriato, il ras toscano ha replicato in modo spietato: «Stai ragionando con il cuore, invece che con il cervello, se ce l’hai... Renzi è utile per avere una legge elettorale che vada bene anche a noi. Altrimenti, se continuate così, andremo a votare con il Mattarellum: ve ne assumete voi la responsabilità! E io vi appendo a un albero... ». Ecco, è proprio per influenzare il premier sulla riforma che nasce il progetto azzurro dei “Sudisti”.

 

È un terreno scivolosissimo, per questo Verdini lavora ai fianchi - ma con discrezione - il Nuovo centrodestra. Avvertito del pericolo, Angelino Alfano ha innalzato il livello di guardia. Il ministro dell’Interno sa che la tenaglia Pd-FI rischia di stringersi pericolosamente, per questo mette in campo ogni sforzo per contrastare l’assedio berlusconiano. Nel frattempo, recapita a Renzi un messaggio chiaro : «Noi siamo leali, ma così non si va avanti. Tocca a te frenare le manovre di Verdini».

 

 

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