ANTIPOLITICA IN FRANCIA: CERCASI SINDACI DISPERATAMENTE – POCHE GRATIFICAZIONI, SOLO GUAI: IN 64 COMUNI DI FRANCIA MANCANO GLI ASPIRANTI PRIMI CITTADINI

Anais Ginori per "la Repubblica"
Alla rispettabile età di settant'anni, Jacques Heras si ritira. «Questa volta, basta». Il sindaco di Clamecy, un paesino della Piccardia di 222 anime, non si ricandida più. Non c'è amarezza nel suo rifiuto, solo la «voglia di godere del tempo libero». E' pronto a lasciare la poltrona di primo cittadino.

Il problema è che nessuno è interessato a prendere il suo posto. Qualche giorno fa c'è stata una riunione in comune per spronare qualche volontario a farsi avanti. Nulla. «In un piccolo paese - ha spiegato Heras al Journal du Dimanche - il sindaco deve occuparsi di tutto: dalle leggi urbanistiche ai problemi di salute degli anziani, dall'anagrafe al cane che abbaia troppo. Per quanto cerchi di fare, non è mai abbastanza e sei sempre più criticato».

Il caso di Clamecy non è purtroppo isolato. Venerdì ben 64 comuni francesi hanno chiuso le liste elettorali senza un candidato sindaco. Si vota tra meno di due settimane, il 23 marzo, e per la prima volta i Prefetti registrano alle amministrative quella che è stata definita una «crisi di vocazioni». Il paragone con uno spirito di abnegazione quasi religioso si ritrova in molti commenti di sindaci uscenti che hanno gettato la spugna.

«E' come il sacerdozio » dice Jean-Pierre Bonin, 51 anni, che ha governato per due mandati Mussy-sous-Dun, in Borgogna, e adesso non ne vuol più sapere. «Se c'è una tempesta la domenica - racconta - diventa un tuo problema. Non puoi contare su assistenti o servizi tecnici come nelle grandi città». Al carico di lavoro, si somma anche un aumento della litigiosità tra cittadini con annesse beghe legali. «Sono stato denunciato per un muro pericolante» dice Bonin.

A complicare ulteriormente il quadro c'è la parità imposta sulle liste anche per i comuni sopra ai 1000 abitanti mentre fino a qualche anno fa valeva solo sopra ai 3500 abitanti. Tra lavoro e famiglia, molte donne sono già oberate e non hanno intenzione di sobbarcarsi un'altra pesante incombenza. A Clamecy, per esempio, l'ex direttrice della scuola ha rifiutato di candidarsi: «Ho già avuto tante responsabilità. Ora voglio avere un po' di libertà».

E' una piccola, inquietante emergenza democratica. Non si parla ancora di grandi numeri: 64 comuni vacanti su un totale di 36.600. «Ma è la prima volta che succede. E' un segnale da prendere molto sul serio», commenta Vanik Berberien, presidente dell'associazione dei sindaci dei piccoli comuni francesi.

Le gratificazioni sono sempre meno, i problemi invece aumentano. Le riforme sul funzionamento degli enti locali hanno appesantito la burocrazia e la rendicontazione alle autorità centrali per ogni minima decisione. Con la crisi economica, i fondi pubblici sono stati tagliati con un effetto a cascata che incide soprattutto sui paesini di provincia. Per chi deve amministrare un comune con meno di 500 abitanti lo stipendio è di appena 580 euro. Fatti due conti, è un lavoro in perdita. «Con tutti gli spostamenti che dobbiamo fare metà del salario è speso in benzina », racconta Berberien.

Una volta, essere sindaco era motivo d'orgoglio e soddisfazione. Ora non più. In assenza di candidati, i comuni saranno governati dai Prefetti che nomineranno una commissione di tre persone per gestire gli affari correnti. Nei prossimi mesi sarà concesso un bonus per trovare un temerario cittadino disposto a prendersi l'incarico. Se non verrà trovato allora ci sarà l'annessione a un altro comune. Un'ipotesi che ovviamente provoca malumori campanilistici in paesini fieri della propria identità. Eppure neanche questa minaccia basta a smuovere candidati riluttanti.

I vecchi sindaci, che spesso hanno fatto più mandati, non hanno eredi. Rendersi utile alla collettività, indossando una fascia tricolore, non seduce i giovani. «I cittadini si comportano in modo sempre più individualista, perdendo qualsiasi preoccupazione per l'interesse pubblico» spiega ancora il presidente dei piccoli comuni francesi.

Gli scandali che hanno colpito i principali partiti nazionali, dal Ps all'Ump, hanno dato un colpo fatale all'impegno politico dal basso anche se tanti sindaci di piccoli comuni vengono già dalla società civile. Il calo demografico ha lentamente trasformato la vita nei paesini di campagna, dove spesso non esistono più bar, negozi, scuole. La scomparsa del sindaco è l'ultima tappa di questo declino cominciato con la chiusura delle chiese e l'abbandono dei parroci. Dopo l'addio a Don Camillo, se ne va anche il compagno Peppone.

 

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