PREGA E INCASSA: LA RAGNATELA DI COMUNIONE E FATTURAZIONE - NELL’INCHIESTA SUI FONDI NERI DELLA FONDAZIONE MAUGERI CHE HA PORTATO ALL’ARRESTO DI 6 PERSONE, SPUNTA L’ONNIPRESENTE RUOLO DI COMUNIONE E LIBERAZIONE - IL FIDUCIARIO SVIZZERO GIANCARLO GRENCI, CHE OPERAVA PER DACCÒ, SVELA: “LA PERSONA CHE DAL 2006 SEGUE DACCÒ È ANDREA GALAFASSI, DI CL” - ALTRI RUOLI FONDAMENTALI QUELLI DI ALESSANDRA MASSEI E DEL PIDIELLINO FRIGERIO…

Walter Galbiati e Emilio Randacio per "la Repubblica"

Dallo studio legale che si occupa dei trasferimenti di denaro di società lussemburghesi (dell´avvocato Paolo Sciumè), all´«alto funzionario regionale della Sanità» (Alessandra Massei), per finire alla sede in pieno centro a Milano dove si gestivano gli affari. Tutto, nel terremoto provocato dall´inchiesta milanese sui fondi neri della fondazione Maugeri, sembra passare per Comunione e Liberazione (Cl).

Nelle carte allegate all´ordinanza con cui, venerdì scorso, sono finite in carcere sei persone (compreso l´ex assessore regionale alla Sanità, Antonio Simone), per 56 milioni di euro di presunti fondi neri, spunta una ragnatela molto fitta tessuta da uomini di primo piano di Cl nel mondo della sanità. A svelarli è il fiduciario svizzero Giancarlo Grenci, della società «Norconsulting», che ha operato per conto di uno dei principali arrestati, il faccendiere Pierangelo Daccò (già in carcere per il crac del San Raffaele).

LA GRANDE FAMIGLIA DI CL
Proprio dalle sponde del lago di Lugano, Grenci avrebbe gestito fino al 2009, il trasferimento di denaro dai conti della Fondazione Maugeri a società riconducibili a Daccò e a Simone (entrambi vicini a Cl), che ne avrebbero poi fatto l´uso più disparato. Che Cl sia il filo conduttore di questa inchiesta, lo dimostra ancora Grenci. «Posso dirvi che la persona che dal 2006 segue il cliente Daccò all´interno della Norconsulting è Andrea Galafassi che lavorava già per Daccò. Quando è andato via lo abbiamo assunto dopo che ha presentato regolarmente il suo curriculum».

Un´assunzione disinteressata? Così non sembra. «Preciso che non c´è stata alcuna raccomandazione di Daccò. So che Galafassi è di Cl perché me lo ha detto lui. Mi dice di conoscere la Massei che è anche lei di Cl e frequenta Simone anche lui di Cl». Per essere ancora più chiari, l´esperto finanziario elvetico, precisa anche che il suo dipendente «frequenta il gruppo di Cl in Italia e che partecipa ai ritrovi».

IL DOPPIO RUOLO DI MASSEI
Balza agli occhi lo strano ruolo che, Alessandra Massei, avrebbe coperto in questa brutta faccenda. L´operatore finanziario Grenci ricorda come «mi sia stata presentata da Daccò come ex dirigente di pregio dell´ospedale Fatebenefratelli e che oggi occupa un ruolo importante all´interno della Regione Lombardia».

Manager pubblica, simpatizzante di Cl, secondo questo identikit, ma anche «socia in una serie di attività di Daccò, soprattutto in Sud America». L´ex «dirigente di pregio» della sanità lombarda, sembra avere diversificato le sue attività. È sempre Grenci che ricorda ai pm Orsi, Pastore, Ruta e Pedio, di come la Massei si sia anche recata «a Lugano in compagnia di Passerino e Mozzali (entrambi finiti in carcere venerdì scorso nell´operazione Maugeri, ndr), quando abbiamo fatto un sopralluogo alla clinica Sementina».

PRELIEVI PER 2-3 MILIONI
La gestione di questa contabilità occulta, prosciugata dai conti della fondazione pavese Maugeri, aveva una unica finalità: creare fondi neri. Attraverso la Norconsulting, infatti, Grenci avrebbe giustificato il passaggio di denaro su altri conti esteri, attraverso «contratti falsi». In sostanza, secondo la ricostruzione dello stesso indagato, assistito dagli avvocati Luca Lauri e Alessandro Viglione, il suo compito era quello di «incassare somme di denaro e quindi predisporre contratti ad hoc».

È lunghissimo l´elenco delle società collegate alla Maugeri. Grenci produce tutta la documentazione accumulata dal suo ufficio. Parla anche dell´esponente del Pdl, «Gianstefano Frigerio che era un consulente e che forniva delle dispense di Forza Italia». A cosa si riferisce nel dettaglio, non sembra spiegarlo. Aggiunge di non sapere che sia un politico. Le attività a cui andava incontro Daccò sembrano al momento intuibili, ma non ancora provate. Di certo, il consulente vicino a Cl, per Grenci, aveva una disponibilità di contante enorme.

«È capitato una ventina di volte che Daccò lasciasse nei nostri uffici, somme di denaro in contanti in buste chiuse. Gli importi erano variabili, nell´ordine al massimo di 200 mila euro per busta (negli anni complessivamente saranno stati 2 o 3 milioni di euro)». La destinazione finale, al businessman, è sconosciuta. La procura, sta puntando il mirino su una società di Madeira, in Portogallo, per svelare le destinazioni finali del «malloppo».

Di certo, anche un altro indagato dell´inchiesta, l´ex assessore Antonio Simone, ricorda a verbale il livello di rapporti intessuti da Daccò. «Abbiamo anche ricevuto finanziamenti dallo Ior (la banca del Vaticano, ndr), con cui aveva buoni rapporti». E anche grazie a questi buoni uffici, sarebbero state «costituite varie società in Cile e Israele».

IL CONTO BURLANDO
I magistrati milanesi sembrano essersi fatti un´idea molto precisa su dove indirizzare la parte più succosa dell´inchiesta, quella che coinvolgerebbe (anche se al momento non sono indagati), i politici. «Per conto della Fondazione Maugeri, Daccò intratteneva relazioni con la Regione Lombardia. Con quali persone?», lo interroga il pm Laura Pedio il 22 dicembre.

«Con la Massei, con Formigoni e con Perego (segretario di Formigoni). Mi chiedete - aggiunge Grenci -, se abbia avuto rapporti con Lucchina (direttore generale della Sanità lombarda, ndr), Sanese (uomo vicino del governatore, ndr), e Villa (segretario di Formigoni, ndr)». Ma Grenci è sicuro: dico di non averli mai sentiti nominare».
E nel mirino finiscono anche rapporti con le Regioni Sicilia e Liguria. Tra le carte sequestrate dalla sezione di Polizia giudiziaria di Milano, ecco spuntare fuori il conto «Burlando». «Di chi è?», lo interroga la procura. «È un conto cifrato riferibile a Giovanni Cozzi della Luxury yachts, ma non so perché sia stata pagata la somma di 200 mila euro».

 

 

Roberto Formigoni ospite a bordo dello yacht di Piero Dacco FORMIGONI SULLO YACHT DI PIERO DACCOSAN RAFFAELE OSPEDALE SAN RAFFAELE salvatore maugeri MaugeriANTONIO SIMONE E PAOLO PILLITTERI cover giussani cl lobbydio Comunione Liberazione jpeg

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....