DISCARICA ADRIANA - PERCHÉ ORNAGHI NON SI DIMETTE? - OLTRE AL TANFO AMMAZZACRISTIANI, VILLA ADRIANA RISCHIA LA SICURA REVOCA DEL BOLLINO UNESCO COME PATRIMONIO DELL'UMANITÀ. UNA DISCARICA DI RIFIUTI A 800 METRI DAL CONFINE DELL'AREA TUTELATA COMPORTEREBBE LA PERDITA DI QUELLO STATUS. E PER UN GOVERNO COME QUELLO DI MONTI, CHE SI PICCA DI AVER SAPUTO RISOLLEVARE L'IMMAGINE INTERNAZIONALE DELL'ITALIA, SAREBBE UNA CLAMOROSA DISFATTA...

Sergio Rizzo per il "Corriere della Sera"

«Gentile signor ministro, la mancanza di una politica del governo verso la cultura già mi aveva sorpreso e deluso. Ma esistono per ciascuno di noi dei limiti di tolleranza civica e personale. Le ultime notizie sulla discarica prevista a Corcolle, straordinariamente gravi per la prossimità a Villa Adriana e alle quali non arrivo a credere, rappresentano la goccia che ha fatto traboccare il vaso...».

Consigliamo a Lorenzo Ornaghi, già chiarissimo rettore della Cattolica di Milano, di rileggere con attenzione la lettera di dimissioni speditagli ieri dal presidente del consiglio superiore dei Beni culturali Andrea Carandini. Davanti all'incredibile e superficiale via libera dato da palazzo Chigi al disegno di portare in una ex cava a meno di un chilometro in linea d'aria da uno dei siti archeologici più importanti del mondo la nuova discarica dei rifiuti solidi urbani della città di Roma, almeno lui ne ha tratto le dovute conseguenze. Tutto questo mentre il ministro dei Beni culturali Ornaghi affidava le proprie rimostranze alle seguenti parole di fuoco: «Rimango contrarissimo».

Reazione in linea con il suo profilo. Finora Ornaghi non ha certo lasciato un segno indelebile nella storia di quel ministero. L'ultima iniziativa di spicco è stata la nomina nel Consiglio di amministrazione della Scala di Milano di un suo collaboratore all'Università Cattolica, Alessandro Tuzzi, al posto del finanziere Francesco Micheli.

Difficile poi stupirsi se c'è qualcuno, come il suo predecessore Giancarlo Galan, convinto che questa sarebbe stata per lui l'occasione buona per un gesto finalmente incisivo: mettere sul tavolo del presidente del Consiglio la propria lettera di dimissioni, tanto la cosa è da considerarsi inaccettabile per qualunque ministro dei Beni culturali.

Le conseguenze dell'insediamento di una discarica di rifiuti solidi urbani a due passi da Villa Adriana sono molteplici. Giulia Rodano dell'Idv ricorda che «L'imperatore Adriano fece erigere la sua villa sulla scia del ponentino». Concludendo che «grazie al prefetto Giuseppe Pecoraro (il commissario ai rifiuti, ndr) grazie a Renata Polverini, grazie a Monti, nel Ninfeo, nelle grandi Terme e nei laghetti al posto del ponentino arriverà presto il tanfo della spazzatura». Per non parlare di un'altra preoccupazione ben più seria rilanciata anche da Italia Nostra, visto che a due passi dal sito destinato forse ad accogliere l'immondizia dei romani che la discarica di Malagrotta non può più contenere, passa l'acqua potabile diretta alla capitale.

Ma qui si rischia anche un effetto collaterale devastante sul piano internazionale: la sicura revoca del bollino Unesco. Dal dicembre 1999 l'Onu ha dichiarato Villa Adriana patrimonio dell'umanità. Il mantenimento di quella prestigiosa tutela è vincolato a certi requisiti, periodicamente verificati dai responsabili delle Nazioni Unite. Una discarica di rifiuti a 800 metri dal confine dell'area tutelata comporterebbe automaticamente la perdita di quello status.

E per un governo come quello di Monti, il cui principale punto di forza è quello di aver saputo risollevare l'immagine internazionale dell'Italia, sarebbe una clamorosa disfatta. L'avvertimento è già arrivato. «Riguardo il progetto di discarica nei pressi di questo Patrimonio dell'Umanità, si fa presente che è stata già espressa preoccupazione allo Stato membro e si è in attesa di una relazione», ha scritto la signora Petya Totcharova, capo area dell'Unesco.

Anche se forse per Villa Adriana cambierebbe poco o nulla, almeno dal punto di vista economico. Perché da quando ha il bollino dell'Unesco quel sito ha perduto circa il 42% dei visitatori paganti. Nel 2011 sono stati appena 109.078, contro i 187.202 del 2000. Quasi 20 mila in meno rispetto ai biglietti staccati dal Museo storico del Castello di Miramare a Trieste.

In un anno come quello trascorso, nel quale i nostri musei e siti archeologici hanno registrato una notevole ripresa, con un aumento del 7,5% dei visitatori complessivi e del 4,9% di quelli paganti, la villa dell'imperatore Adriano si è dovuta accontentare di 267 turisti in più disposti a sborsare qualche euro per vedere le sue meraviglie: +0,2%. Mentre le presenze totali sono persino diminuite del 2,4%.

Avvilente è il confronto con gli altri beni artistici e monumentali del Lazio. Nel 2011 i visitatori totali nei siti della Regione sono aumentati del 13,7%, con una crescita del 5,3% per quelli paganti. Per il circuito archeologico Colosseo-Palatino-Fori imperiali sono stati venduti 4 milioni 134.430 biglietti, il 7,9% in più nei confronti del 2010.

«Villa Adriana è ancora di competenza dell'Italia?»: immaginiamo già quale potrebbe essere, se il progetto Corcolle andasse in porto, il titolo del quotidiano francese Le Monde, che non più tardi del 19 maggio ha dedicato nell'inserto culturale del sabato tre pagine agli scandali di Pompei chiedendosi appunto: «Pompei est-elle encore de la compétence de l'Italie?».

Per fortuna la storia non può considerarsi conclusa. Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini è convinto che ci siano i margini e gli strumenti per impedire la discarica. Mentre la tempesta che si è scatenata ieri ha indotto il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, nel ringraziare Monti per aver confermato la fiducia nel suo prefetto Pecoraro, ovvero il principale sostenitore dell'operazione Corcolle, a chiedere un chiarimento nel consiglio dei ministri.

E c'è pure chi sospetta che sia tutta una messinscena per arrivare a un finale già scritto: portare l'immondizia a Monti dell'Ortaccio nei pressi di Malagrotta, proprietà dell'ottantaseienne Manlio Cerroni, il re dell'immondizia romana. In ogni caso il nodo va sciolto prima del 24 giugno, quando i big dell'Unesco si riuniranno a San Pietroburgo per esaminare il dossier.

Resta il fatto che l'assurda vicenda di cui parliamo, comunque vada a finire, è una fotografia perfetta dell'Italia di oggi. Un Paese nel quale nessuno è mai responsabile: non lo è la politica, che scarica le decisioni difficili sui commissari; non lo sono i commissari, che alla fine devono sempre rendere conto al governo; non lo è il governo, perché le competenze sono anche di Regioni, Province e Comuni.

E poi c'è sempre il classico ricorso al Tar che blocca tutto. Un Paese nel quale si può fermare il cantiere della metropolitana di Roma senza limiti di tempi né di costi perché venti metri sottoterra è stato scoperto un resto di scarsa importanza, ma poi è possibile fare una megadiscarica a due passi da un patrimonio dell'umanità. Soltanto perché, con tutto il rispetto, l'ha deciso un prefetto.

 

LORENZO ORNAGHI Villa Adriana Tivoli IL SITO DOVE SORGEREBBE LA DISCARICA DI CORCOLLE FOTO DEL FAI ANDREA CARANDINI FRANCESCO MICHELI zin26 giulia rodanomontiManlio Cerronimalagrotta

Ultimi Dagoreport

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?