1- PAOLO GABRIELE: “CORVO” O CAPRO ESPIATORIO PER SALVARE QUALCUNO CHE STA PIÙ IN ALTO? L’AIUTANTE DI CAMERA È INFATTI CONOSCIUTO DA TANTE PERSONE OLTRETEVERE COME PERSONA SEMPLICE E BUONA, DEVOTA A PAPA RATZINGER. DIETRO LA FUGA DI DOCUMENTI C’È INVECE UNA MENTE RAFFINATA, CHE CONOSCE LA POLITICA ECCLESIASTICA 2- E LIN-GOTTI TEDESCHI SAREBBE STATO COSÌ INCOSCIENTE DA SPEDIRE UN DOCUMENTO ARRIVATOGLI VIA EMAIL SENZA NEANCHE CANCELLARE IL SUO INDIRIZZO DI POSTA? 3- DIFFICILE CREDERE CHE L’AIUTANTE DI CAMERA DEL PAPA A MESI DI DISTANZA DALL’INIZIO DI VATILEAKS AVREBBE TENUTO CON SÉ “DOCUMENTI RISERVATI” FACENDOLI SCOPRIRE 4- “MICROMEGA” INTERVISTA GIANLUIGI NUZZI A: “SONO IO CHE DELEGITTIMO LE SACRE ISTITUZIONI O SONO LORO CHE SI AUTODELEGITTIMANO CON L’OMICIDIO CALVI, CON EMANUELA ORLANDI, CON LA STRAGE DELLE GUARDIE SVIZZERE, CON LA BANCA DELLO IOR?” 5- “PER TALUNI FELTRI HA FATTO UNO ‘SCOOP’ DISCUTIBILE: BOFFO CRITICAVA DI MALCOSTUME BERLUSCONI, POI LO STESSO BOFFO ERA CONDANNATO PER MOLESTIE OMOSESSUALI” 6- “RICCARDI E ORNAGHI CHIESERO A PADRE GEORG SE POTEVANO DI DIVENTARE MINISTRI”

IL VIDEO CON PAOLO GABRIELE IL CAMERIERE DEL PAPA, CHE LO SERVE A TAVOLA
Da "Repubblica.it" - http://video.repubblica.it/dossier/scandalo-vaticano/vaticano-il-presunto-corvo-serve-a-tavola-il-papa/96419/94801

 

1- IL VATICANO ANNUNCIA: FERMATO IL "CORVO"
Andrea Tornielli per http://vaticaninsider.lastampa.it/

L'indagine della Gendarmeria vaticana sulla diffusione di documenti segreti «ha permesso di individuare una persona in possesso illecito di documenti riservati». Lo ha dichiarato padre Federico Lombardi, spiegando che questa persona «si trova ora a disposizione della magistratura vaticana per ulteriori approfondimenti».

«Corvo» o capro espiatorio per salvare qualcuno che sta più in alto? È questa la domanda che si fanno in molti in Vaticano di fronte alla voce che circola riguardo alle indagini sulla fuga di documenti. L'aiutante di camera è infatti conosciuto da tante persone Oltretevere come persona semplice e buona, devota al Papa.

Dietro la fuga di documenti c'è invece una mente raffinata, che conosce la politica ecclesiastica. Senza la stranezza dei «documenti riservati» da lui conservati, dopo mesi di polemiche sui vatileaks passati ai giornali. In meno di 24 ore il Vaticano sembra aver così neutralizzato almeno due «corvi» facendo filtrare notizie su di loro: il primo è stato il presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi, il secondo è il cameriere del Papa. Entrambi laici.

Gotti Tedeschi sarebbe stato così incosciente da far filtrare all'esterno un documento arrivatogli via email senza neanche cancellare l'intestazione del suo indirizzo di posta elettronica? E' davvero arduo anche soltanto immaginarlo. L'ormai ex presidente dello IOR ha annunciato querele verso chi lo dovesse associare al «corvo». Mentre l'aiutante di camera del Papa a mesi di distanza dall'inizio di vatileaks avrebbe tenuto con sé «documenti riservati» facendoli scoprire? Onestamente, anche questo, risulta difficile da credere.

CHI È PAOLO GABRIELE
Una mole ingente di documenti riservati è stata trovata dalla Gendarmeria Vaticana in un appartamento di via di Porta Angelica, dove abita con la moglie e i tre figli Paolo Gabriele, l'assistente di camera, cioè il maggiordomo, di Benedetto XVI.

Quarantasei anni, romano, sposato con figli, già al servizio di Giovanni Paolo II
quando «aiutante» di camera era lo storico Angelo Gugel, a cui è subentrato, Paolo Gabriele, come 'maggiordomò del Papa è, assieme alle Memores domini, il laico più vicino al Pontefice. È questo il ruolo dell'uomo che, secondo fonti non ufficiali d'Oltretevere, è in questo ore in stato di fermo, con l'accusa di essere in possesso di documenti riservati, secondo quanto ricostruito dalla Gendarmeria vaticana.

Riservato, sempre molto elegante, soprannominato «Paoletto», Gabriele è una persona molto conosciuta in Vaticano. Si tratta di una figura che per i compiti che le sono assegnati, e per i quali è affiancato da due «domestici», si muove come una vera e propria ombra alle spalle del Papa ed è parte della cosiddetta Famiglia pontificia. Il suo ruolo, inoltre, prevede la cittadinanza vaticana e infatti vive con la famiglia in una palazzina all'interno della mura leonine, nella zona residenziale dello Stato.

Già fin dalle prime ore del mattino, l'aiutante di camera compare nella stanza del Pontefice per aiutarlo a vestirsi e partecipa alla messa che il Papa celebra in forma privata nella Cappella dell'Appartamento. L'aiutante lo segue poi negli
appuntamenti della giornata, come le udienze pubbliche e private.

Tra i suoi compiti, anche quello di servire il Pontefice al momento del pranzo quando, non di rado, egli stesso siede poi alla tavola di Benedetto XVI per consumare i pasti. Alla sera, prepara la stanza da letto del Pontefice e si congeda quando Ratzinger si ritira nel suo studio. Inoltre, assiste il Papa
anche durante i viaggi. Proprio per il suo ruolo, ha accesso a tutte le «chiavi» che aprono porte, scale e ascensori tra i più riservati del mondo.


2- INTERVISTA A GIANLUIGI NUZZI: "SONO IO CHE DELEGITTIMO LE SACRE ISTITUZIONI O SONO LORO CHE SI AUTODELEGITTIMANO CON L'OMICIDIO CALVI, CON EMANUELA ORLANDI, CON LA STRAGE DELLE GUARDIE SVIZZERE, CON LA BANCA DELLO IOR?"
Intervista a Gianluigi Nuzzi di Mariagloria Fontana http://temi.repubblica.it/micromega-online/perche-il-vaticano-teme-sua-santita-parla-gianluigi-nuzzi/

Gianluigi Nuzzi, firma del quotidiano ‘Libero' e volto del programma televisivo in onda la scorsa stagione su la7 ‘Gli intoccabili', dopo le inchieste "Vaticano Spa" e "Metastasi", torna a raccontare i segreti del Vaticano. Questa volta lo fa con il libro "Sua Santità" (ed. Chiarelettere) in cui svela intrighi di potere, corruzione e intrecci tra il Governo italiano e la Chiesa, attraverso carte segrete di Papa Benedetto XVI, inedite e private, al centro di grandi polemiche in queste ore dopo l'arresto di Paolo Gabriele, l'uomo che secondo il Vaticano avrebbe trafugato i documenti riservati.

Immediatamente dopo la pubblicazione del suo libro ‘Sua Santità', il Vaticano ha comunicato che agirà per vie legali.
Questa è una risposta oscurantista da parte del Vaticano. Il giornalista ha il dovere deontologico di rendere pubbliche le notizie che trova. Io ho fatto solo il mio mestiere. Mi fa ridere pensare che il Vaticano chieda aiuto ai magistrati italiani dopo che non ha mai risposto alle rogatorie che ha ricevuto su tante vicende.

Gliene indico solo una: l'omicidio del banchiere Roberto Calvi. Lo stesso pm del caso Calvi ha detto che alcune rogatorie sono rimaste del tutto inevase. Da una parte, sulle vicende di sangue, il Vaticano non risponde. Dall'altra, dopo l'uscita del mio libro, ricorre alla magistratura italiana per stanare le mie fonti.

Non c'è stata nessuna violazione della privacy?
Ma sta scherzando? Qui si tratta di dovere di cronaca. Quando si entra in possesso di un memorandum del Papa in occasione dell'incontro con il Presidente Napolitano, credo che il dovere di cronaca sia preminente. Capire chi sono stati i congiurati che hanno fatto fuori Boffo, secondo le sue stesse parole, è prioritario. Sapere che c'è stato un lavoro diplomatico che si è sviluppato tra l'Italia e il Vaticano per evitare che il Vaticano pagasse una multa sugli arretrati della tassa dell'Ici e che questa trattativa si è sviluppata in incontri tra Tremonti e l'ex presidente della Banca dello Ior Gotti Tedeschi, interessa tutti gli italiani che pagano le tasse.

Come pure il memorandum sulle leggi da modificare che finisce nelle mani del Santo Padre alla vigilia dell'incontro con il Presidente Giorgio Napolitano. È interessante sapere che il Vaticano è intervenuto perché l'Eta deponesse le armi. Sono storie che non riguardano solo il Vaticano, ma tutta la politica italiana e internazionale, si intrecciano con essa e con le scelte economiche. Ci sono vicende singolari, come quella dell'automobile targata ‘Stato Città del Vaticano' condotta da alcuni gendarmi del Vaticano che vanno a cena con colleghi dell'Interpol e quando escono ritrovano la macchina crivellata di colpi. Vogliamo rassicurarci dicendo che sicuramente è stato un balordo? Cos'è successo? Non lo sappiamo.

I ‘reati' imputati dal Vaticano sono furto e ricettazione.
La ricettazione di notizie è un brutto segnale, indica un bavaglio all'informazione. È curioso che in un Paese, il Vaticano, dove hanno introdotto soltanto nel 2009 la legge antiriciclaggio, proprio loro indichino alle autorità italiane il reato di ricettazione. È surreale. Comunque in Italia per la Cassazione non esiste la ricettazione di notizie. Se io avessi dei documenti e li tenessi nel cassetto, farei un altro mestiere. Ancora peggio se tenessi per me una parte dei documenti senza pubblicarli, qualora li reputassi ‘compromettenti', perché sarei da considerare un ricattatore che distilla notizie per il suo tornaconto. I cassetti dei giornalisti devono essere vuoti.

Si aspettava tanto clamore o è abituato, date le tematiche del suo precedente libro ‘Vaticano spa'?
‘Vaticano Spa' non ha sortito alcuna reazione del Vaticano. Hanno cercato di far passare tutto sotto silenzio nonostante avessi migliaia di documenti e parlassi di come la maxi tangente Enimont fosse passata per lo Ior, la banca vaticana. Anche lì c'erano tante lettere, ma forse non davano fastidio ad altri.

Perché ‘Sua Santità' indispettisce il Vaticano?
Per la prima volta abbiamo occasione di conoscere il dietro le quinte delle attività tra l' Italia e il Vaticano. Sappiamo dei timori del Vaticano rispetto alla situazione economica mondiale, soprattutto in relazione alla crisi delle offerte. Inoltre, veniamo a conoscenza del conto personale del Papa nella banca vaticana, lo Ior. Si sono adirati perché abbiamo una molteplice varietà di notizie e di informazioni. Ma non con me, mi auguro, perché sarebbe un brutto segnale per la libertà di stampa. Ce l'hanno con le mie ‘fonti'. Ora cercheranno di individuare chi ha passato i documenti.

Nel suo libro sostiene che una delle priorità del papato attuale è di tenere unita la Chiesa. Fino a che punto?
È un tentativo dal Santo Padre rispetto alla crisi dei fedeli, che, certo, di questi tempi non aumentano. C'è l'impegno di tenere unite le varie anime della chiesa, tutti i movimenti interni: da Comunione e Liberazione all'Opus Dei e altri. C'è anche un tentativo di dialogo con la chiesa ufficiale cinese.

Poi c'è stata un'apertura anche quando il Papa ha revocato la scomunica ai quattro vescovi lefebvriani. Benedetto XVI cerca di recuperare lo scisma che c'è stato con tutti i gruppi, anche con i Legionari di Cristo emerge in maniera forte il tentativo di non criminalizzarli. Peccato che poi ci sia molto disagio e subbuglio all'interno di questi movimenti.

Lei dedica anche un capitolo alle offerte destinate al Vaticano. Ci sono varie personalità, tra cui Bruno Vespa, che versa un assegna di 10.000 euro.
Trovavo interessante questo viavai di oboli che arriva in Vaticano la vigilia di Natale. Volevo evidenziare il flusso di denaro proveniente da tante personalità. Credo che il fatto che Bruno Vespa ceni a casa sua con il Segretario di Stato Tarcisio Bertone non sia un fatto proprio usuale. C'è un mondo, che non conosciamo, che dialoga con il Vaticano, un mondo di relazioni che è emblematico e che si manifesta anche con quell'assegno.

Mi piaceva e mi interessava il fatto che Vespa chiedesse un appuntamento a Papa Benedetto XVI nella stessa lettera in cui versa diecimila euro. Letta, Geronzi, Bisignani, sono tutti uomini che hanno ruotato in quel mondo, tutta quella rete relazionale è stata un pezzo importante del potere politico ed economico in Italia ed era giusto raccontarlo. Vespa rappresenta un'interfaccia mediatica. Mi incuriosiva perché lui chiede un appuntamento con il Papa e c'è un'attenzione che normalmente, se lei scrive al Papa o a chi per lui, certo non le rivolgono, non valutano la sua lettera.

A suo avviso, quali sono le differenze tra il papato di Benedetto XVI e quello del suo predecessore Giovanni Paolo II?
Benedetto XVI cerca di cambiare le cose, al contrario del precedente pontificato, però incontra tante resistenze. La priorità per Giovanni Paolo II era soprattutto far cadere il comunismo nei Paesi dell'Est e liberare la sua Polonia con qualsiasi mezzo, anche finanziario. Benedetto XVI è molto meno simpatico, mediaticamente parlando. Però ha compiuto dei cambiamenti importanti. Durante il papato di Giovanni Paolo II, la pedofilia non era perseguita come oggi.

Questo papa ha rimosso cinquanta vescovi, Giovanni Paolo II ha coperto la pedofilia. Inoltre, ho notato da questi documenti che nel precedente papato rivolgersi a Giovanni Paolo II era un fatto raro ed eccezionale, ci si rivolgeva alla Segreteria di Stato. Oggi invece molti scavalcano la Segreteria di Stato e si rivolgono direttamente al Santo Padre. Anzi, indicano nella Segreteria di Stato una sorta di ‘problema'. C'è un'ipoteca sulla Segreteria di Stato da parte di diversi cardinali. Tant'è che andarono a Castel Gandolfo per chiedere al Papa di dimettere Bertone.

Il Segretario di Stato Tarcisio Bertone è una figura chiave.
È Il numero due del Vaticano. La Digos scandaglia anche il rapporto tra lui e Benedetto XVI, è interessante capirne le radici e comprendere che tipo di rapporto c'è tra il Papa e lui. Benedetto XVI lo ha voluto fortemente, si fida di lui, lo ha avuto con sé dal 1995 al 2003 come segretario della Congregazione per la Dottrina di Fede, quando il Papa era ancora prefetto. Bertone è fondamentale per i suoi legami e i contatti con il mondo della politica italiana.

Quali scenari politici ed economici odierni spaventano il Vaticano?
La paura oggi non viene dal patto di Varsavia, naturalmente siamo in un altro periodo storico. Il timore oggi è rappresentato dalla Cina e dai paesi emergenti. La preoccupazione, come si deduce dai documenti che ho pubblicato, è di vedere i paesi occidentali impoverirsi a causa della crisi economica e del sistema che stanno soffocando l'economia americana, italiana, spagnola, tradizionalmente i paesi più generosi nei confronti della Chiesa.

Mentre i paesi che sarebbero da evangelizzare, come l'India e la Cina, stanno diventando la locomotiva economica del mondo. L'allarme è che la Cina, oltre a questa sua bulimia finanziaria, economica, industriale, metta le mani sull'estrazione delle materie prime, controlli le borse e i fondi di investimento, compri il debito dei paesi e, oltre a tutto questo, esporti l'ateismo, lo diffonda. Questo spaventa i sacri palazzi.

Il ‘caso Boffo' rivela scuole di pensiero distinte, all'interno del Vaticano, nei confronti della politica dell'ex governo Berlusconi.
Non riduciamo la questione a pro e contro Berlusconi. Ci sono davvero tante individualità all'interno del Vaticano. Sicuramente c'è Dino Boffo che afferisce alla scuola di Ruini e di Bagnasco, i quali sostengono che la Chiesa deve avere un ruolo attivo nei confronti della politica italiana perché la missione politica e sociale fa parte del compito della Chiesa stessa. Dall'altra parte, c'è una scuola più tradizionale che dice il contrario, cioè che non ci deve essere questa ‘ingerenza'.

In realtà, vediamo che i rapporti sono strettissimi. In Vaticano ci sono tante anime che si sovrappongono, non è una partita di calcio. Il caso Boffo è stata un'operazione partita all'interno del Vaticano che è finita sul tavolo di Vittorio Feltri con tanto di documenti. Mi perdonerete, ma io credo che Feltri fosse in buona fede, aveva verificato la sua ‘fonte', non aveva motivo di dubitarne.

Ha fatto il suo ‘scoop' in una logica per taluni discutibile: Boffo criticava di malcostume Berlusconi, poi lo stesso Boffo era condannato per molestie omosessuali. Essendo il giornale di Feltri di proprietà di Berlusconi, è evidente che questa cosa ha assunto un rilievo politico tutto italiano. Si è detto: Berlusconi e Feltri attaccano Boffo, da lì ‘il metodo Boffo' e si è vissuta questa vicenda nel solito dramma agrodolce all'italiana, senza chiedersi chi avesse portato questo documento a Feltri e perché.

Oggi Boffo indica dei nomi, sono quelli veri? Non lo so, lo dice Boffo. Di certo, lui è stato riammesso all'interno della Chiesa e gli è stato dato un altro ruolo di grande rilievo, la direzione della tv della Cei, Tv 2000. Se io dico delle falsità il mio datore di lavoro non mi promuove, ma nemmeno mi riassume. Dall'altra parte anche le persone che accusa Boffo sono rimaste tutte ai loro posti. È una situazione gemella a quella di Viganò e troviamo le stesse persone coinvolte nella faccenda. I congiurati sono sempre gli stessi.

Quali sono stati gli uomini politici del Governo Berlusconi che hanno mediato con il Vaticano e quali sono quelli del Governo Monti?
Il governo Berlusconi aveva due ‘alfieri', due diplomatici a cui era legata l'attività di confronto con il Vaticano: Gianni Letta e Giulio Tremonti. Oggi il Vaticano può contare su ministri che prima di dire sì al Governo Monti hanno chiesto il beneplacito all'interno dei Sacri Palazzi. Hanno chiesto a Padre Georg Ganswein se potevano accettare l'incarico di diventare Ministri. Uno su tutti: Andrea Riccardi, il fondatore della comunità di Sant'Egidio, che è esattamente Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione. Poi ci sono i ministri Lorenzo Ornaghi e Corrado Passera. Per dirlo con una battuta: questo è uno tra i governi ‘tecnicamente' più filo vaticani che abbiamo mai avuto. Mi riferisco a questo secolo, perché naturalmente Andreotti e la Dc battevano tutti.

Sul caso Emanuela Orlandi lei, fino a qualche tempo fa, diceva che non sarebbe stata mai aperta la tomba del boss della Magliana Renato De Pedis sepolto nella chiesa di Sant'Apollinare.
Sono cambiati gli scenari. Quando ho detto che il Vaticano non l'avrebbe mai aperta, è perché non sapevo che fosse indagato Don Vergari. Il fatto che l'ex rettore della basilica di Sant'Apollinare sia indagato mette il Vaticano in una posizione che non può ostacolare lo sviluppo delle indagini, quindi ha dato un nulla osta, non indispensabile, ma importante, perché venga fatta chiarezza.

Quello che emerge dalle carte è che il prelato Giampiero Gloder, capo dei ghotstwriters del Papa, scrive al Santo Padre di non intervenire sulla vicenda durante l'omelia dell'Angelus, perché sarebbe un riconoscimento indiretto del problema. Comunque, credo che si debba sempre ragionare sulla vicenda Orlandi ricordandosi di Mirella Gregori. Entrambe le ragazze sono scomparse a un mese di distanza. Penso che questa sia la giusta chiave di lettura.

Lei racconta di una ‘nota preparatoria' scritta da monsignor Dominique Manberti, ministro degli Esteri della Santa Sede, per Benedetto XVI in occasione di una cena segreta con il nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Nella nota, Dominique Manberti indica al Papa una serie di appunti relativi all'incontro del 19 gennaio 2009, giorno in cui vedrà Napolitano. Il primo paragrafo è dedicato a una biografia di Napolitano. Ho trovato ‘divertente' il fatto che sottolinei che Napolitano si è sposato con rito civile e non con quello religioso. Poi si entra più nel dettaglio nel secondo paragrafo, perché si introducono i temi di interesse della Santa Sede e della Chiesa in Italia.

Si evidenzia la centralità e il valore della famiglia e, in seguito, i temi eticamente sensibili. In questi appunti è scritto che si devono evitare equiparazioni legislative e amministrative tra le famiglie fondate sul matrimonio e altri tipi di unione. Magari il Papa non li ha neanche usati, ma il fatto stesso che siano stati evidenziati questi temi è grave. Non hanno evidenziato il problema della fame nel mondo, la disoccupazione, le tasse. Hanno sottolineato i problemi legati a temi eticamente sensibili.

C'è scritto, inoltre, che riguardo all'ipotesi di intervento legislativo in materia di fine vita e di fine trattamento, si deve evitare che l'eutanasia passi. Poi si parla anche di parità scolastica e di calo demografico. Ci sono indicazioni precise. il Papa deve fare leva su Napolitano. Lei si immagini Napolitano che fa pressione su Obama su delle leggi americane. Perché lo stato vaticano può far pressione sullo stato italiano? Perché uno stato sì e l'altro non può farlo? La mia è una provocazione, ma credo che qui ci sia una rilevanza della notizia.

Il Vaticano ha paura di essere delegittimato dalle rivelazioni contenute nel suo libro?
Ma scusi, sono io che delegittimo le Sacre Istituzioni o sono loro che si autodelegittimano con l'omicidio Calvi, con Emanuela Orlandi, con la strage delle guardie svizzere, con la banca dello Ior?

 

 

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