GAFFE PAPALI - E LA CEI SI CONGRATULO’ CON “PAPA” SCOLA

Stefano Filippi per "il Giornale"

Bisogna ammetterlo: qua¬si tutti i giornali del mon¬do hanno toppato. Jorge Mario Bergoglio papa, a 76 an¬ni, con un polmone solo e senza grancassa mediatica nazionale o estera era pronosticato da po¬chissimi. Ieri un grande quoti¬diano italiano ha pubblicato una paginata con 10 papabili in cui il cardinale osteggiato dai Kirchner non compare nem-meno per sbaglio. Eppure l'ar¬civescovo di Bue¬nos Aires non è un outsider. Un Pontefice eletto al quinto scruti¬nio, in appena 26 ore di conclave, non è l'uomo che spunta all'im-provviso e batte in volata gli avver¬sari.

Il nuovo Papa era un candidato forte, partito for¬te e cresciuto vo¬to dopo voto. È entrato nella Si¬st¬ina con un pac¬chetto consisten¬te di voti, proba¬bilmente quelli degli americani che potrebbero aver fatto corpo unico tra nord e sud e quelli di altri cardinali del Terzo mondo. Bergoglio è infat¬ti molto attento ai temi della po¬vertà e del sottosviluppo.

Bergoglio è ben conosciuto dai cardinali di tutto il mondo per la sua vita ascetica e di preghiera e il grande affetto che il popolo argentino nutre per lui. Otto anni fa era stato l'unico ve¬ro¬concorrente di Joseph Ratzin¬ger, e anch'egli aveva progressi¬vamente accresciuto i propri consensi toccando i 40 voti, poi scesi a 26 nello scrutinio decisi¬vo, il quarto. Papa Francesco è una sorpresa per tutti, fuorché per coloro che sedevano con lui nella Cappella Sistina.

In Vaticano sapevano che nel¬le congregazioni si era formato un consenso attorno a Bergo¬glio. Padre Federico Lombardi più volte aveva detto che sareb¬be stato «un conclave breve». Due giorni, martedì e mercole¬dì; poco più di 25 ore di clausura totale, dalle 17,30 dell'«Extra omnes» alle 19,06 della fumata bianca; un solo scrutinio in più di quelli che insediarono Bene¬detto XVI, che partiva come uo¬mo forte.

Padre Lombardi, che ieri sera ha tenuto una conferenza stam¬pa molto emozionato per il pri¬mo Papa gesuita (il suo stesso ordine religioso), in mattinata aveva lanciato un altro segnale inequivocabile: «Messa di ini¬zio pontificato il 19 marzo? È una buona ipotesi, e non ag¬giungo altro». Per organizzare una cerimonia imponente, alla quale parteciperanno delega¬zioni da tutto il mondo oltre che una massa di fedeli, occorrono almeno quattro o cinque giorni di preparativi. Detto, fatto: fra cinque giorni Papa Francesco entrerà nella pienezza dei suoi poteri.

Il portavoce vaticano aveva anche sottolineato a più riprese la compattezza del sacro colle¬gio mentre i media di tutto il mondo insistevano a rappre¬sentare i cardinali divisi in fazio¬ni, curiali contro diocesani, ri¬formisti contro conservatori, paladini della trasparenza con¬tro i «cattivi» attaccati al potere. Non si può eleggere un Papa al quinto scrutinio con i due terzi degli elettori se non c'è un'uni¬tà sostanziale già all'origine.

I grandi sconfitti sono i porpo¬rati più quotati alla vigilia. Il bra¬siliano Odilo Pedro Scherer, il canadese Marc Ouellet e l'italia¬no Angelo Scola, arcivescovo di Milano, doveva avere una qua¬rantina di voti. Evidentemente ne ha raccolti molti meno e la sua corsa dev'essersi fermata abbastanza presto. Non tanto presto, tuttavia, da impedire una stranissima gaffe alla Con¬ferenza episcopale italiana. Evi¬dentemente i vescovi sono stati colti di sorpresa come tutti, for¬se di più.

Nel testo del comuni¬cato inviato via mail a pochi mi¬nuti dall'«Habemus Papam» viene salutata «la notizia del¬l'elezione del Card. Angelo Sco¬la a Successore di Pietro». Nella nota allegata alla mail, invece, al posto del nome di Scola c'è quello corretto di Jorge Mario Bergoglio. Semplice lapsus op¬pure qualcosa è accaduto nel conclave da indurre all'errore?

Papa Francesco comunque accoglie tutti a braccia aperte, compresi i giornalisti. Sabato ha fissato un'udienza per gli ol¬tre cinquemila accreditati che si svolgerà nell'Aula Nervi, dove in questi giorni è allestito il Media Center.

 

 

angelo scola vescovo di milano x BERGOGLIO jpeg

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