L’ORDINE DEI CAMILLIANI COME L’ANONIMA SEQUESTRI - PER PILOTARE L’ELEZIONE DEL SUPERIORE GENERALE, DUE PRETI GRANDI ELETTORI VENGONO “FATTI SPARIRE” PER EVITARE LORO DI PARTECIPARE AL VOTO

1 - "NON VOGLIONO VOTARMI". E IL CAPO DEI CAMILLIANI FA SEQUESTRARE DUE PRETI
Giacomo Galeazzi per "la Stampa"

Una clamorosa vicenda che più che alle ovattate stanze del potere ecclesiastico rimanda a situazioni e scenari da «romanzo criminale». Avevano organizzato una finta audizione di due religiosi, per impedire che partecipassero alla votazione del Superiore Generale. E proprio l'assenza di quei due sacerdoti consentì a padre Renato Salvatore di sconfiggere l'avversario e prevalere nel «conclave» del 13 maggio alla «Casa del Divin Maestro» di Ariccia. Ieri per padre Salvatore e altre cinque persone sono scattate le manette (concorso in sequestro di persona).

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, sollecitata dal pm della Dda Giuseppe Cascini ed eseguita dai militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma, pone al centro della illecita macchinazione Paolo Oliviero.

Stando alle indagini, grazie allo stratagemma ordito da Oliviero, padre Renato Salvatore è riuscito a impedire ai due preti «sequestrati» di partecipare alle elezioni, così «guadagnando» i due voti necessari a imporsi sul diretto antagonista e conquistare la riconferma. In questo modo Oliviero vedeva rafforzato il rapporto «privilegiato» con padre Salvatore e, di conseguenza, il proprio potere nella gestione dei vari ospedali diretti dall'ordine tra cui, in particolare, quello di Casoria.

Per blindare la nomina, due «grandi elettori» sono «sequestrati» inscenando un finto controllo di polizia giudiziaria, nei giorni in cui la Chiesa universale cominciava il processo di risanamento e di moralizzazione voluto da papa Francesco. La Guardia di Finanza di Roma ha prelevato il Superiore Generale, tra lo sconcerto dei confratelli, alla Casa generalizia in piazza della Maddalena dove ha sede l'ordine antichissimo, fondato da San Camillo de Lellis alla fine del `500 e che da oltre quattro secoli si dedica alla cura agli ammalati e possiede case di riposo, accoglienza e ospedali.

All'arresto, l'ordine ha reagito con uno stringato comunicato in cui ha espresso «stupore» e «fiducia» che si faccia piena luce. Originario della provincia di Chieti, 58 anni, ex cappellano al San Camillo di Roma, docente al «Camillianum», eletto superiore dell'ordine la prima volta nel maggio 2007, chi lo conosce definisce don Salvatore un religioso «intraprendente», con una vasta rete di amicizie, anche in Vaticano. Noto già agli inquirenti è invece Paolo Oliverio.

Il suo nome, sottolineano gli investigatori, è comparso in più inchieste legate a scandali finanziari. E' finito nelle indagini sull'ex Consigliere Idv alla Regione Lazio Vincenzo Maruccio, come destinatario di numerosi bonifici, nelle inchieste sulla P3 e sull'eolico in Sardegna, il cui sistema finanziario era gestito da Flavio Carboni, con cui Oliverio vantava frequenti contatti finanziari e personali. In passato è stato anche coinvolto nella gestione di alcuni conti correnti in Liechtenstein, per conto di Renato Squillante e Attilio Pacifico.

La bufera è arrivata immediatamente in Vaticano dove per ora si rimanda a una soluzione interna: «E' opportuno che l'emergenza sia gestita dai Camilliani». Nei mesi scorsi nel mirino della magistratura erano finite altre due «multinazionali» cattoliche della sanità come il San Raffaele di Roma e l'Idi di Roma.

Lì si trattava, però, di bilanci disastrati e di amministrazioni dissennate, qui invece ad essere devastato è il vertice stesso di una potente «famiglia» religiosa, il cui massimo responsabile avrebbe fatto ricorso a metodi da «gangster» per conservare la poltrona. Fino a far sequestrare due prelati contrari a rinnovargli il mandato. «Si faccia subito luce sull'accaduto», concordano in Vaticano. L'Idi è stata affidata al cardinale-commissario Versaldi. Ai Camilliani si concede di «risolvere i loro problemi». Un tentativo da non fallire o il prossimo intervento sarà del Vaticano.

2 - "GUARDA CHE LUNEDÌ SI VOTA, QUELLI DEVONO SPARIRE"
Guido Ruotolo per "La Stampa"

Partiamo dalla fine. Nelle abitazioni dei due finanzieri arrestati, sono state trovate montagne di soldi, decine di migliaia di euro, e orologi di marca pregiata. Nelle registrazioni di telefonate e di intercettazioni ambientali di questa inchiesta, si parla anche di amanti alle quali sono state intestate ville. E naturalmente di gestione «disinvolta» delle diverse amministrazioni di cui si occupano i nostri indagati.

Il clou della storia che andiamo a raccontare si racchiude in questa conversazione. Da una parte padre Renato Salvatore, Superiore generale dell'Ordine dei ministri degli infermi, religiosi Camilliani, dall'altra il commercialista Paolo Oliverio: «Io poi ti dico... guarda che lunedì dalle tre in poi si vota... e a quel punto spariscono tutti e due...». Le due vittime del sequestro-sparizione, sono due grandi elettori dell'Ordine guidato da padre Salvatore che sponsorizzano un candidato alternativo, padre Monks. E dunque vanno neutralizzati.

Questa è una storia di preti e di finanzieri, faccendieri e ordini religiosi. Un Ordine della Chiesa presente in tutto il mondo che si occupa di ospedali e assistenza agli infermi. Scrive il gip: «Il sequestro dei due prelati è funzionale alla rielezione di padre Renato Salvatore che avviene con uno scarto di solo due voti». Convocati in una caserma della Guardia di finanza da due finanzieri complici della associazione criminale nel giorno delle votazioni per l'elezione del Superiore generale.

Convocati per rispondere ad accuse di gestione allegra delle casse di enti amministrati e di truffe sui corsi di formazione. Le carte della inchiesta, una narrazione in presa diretta (intercettazioni ambientali e telefoniche) delle malefatte, raccontano senza filtri lo scontro di potere che non risparmia colpi bassi, che produce vincitori e sconfitti. E la partita che si gioca è per i soldi, soprattutto per i soldi.

Inizialmente doveva essere sequestrato solo padre Messina ma poi Oliverio chiede a padre Salvatore: «Dobbiamo far convocare anche Puca in qualità di ex Provinciale ( predecessore di padre Messina, ndr)?». Risponde padre Salvatore: «Sì e all'improvviso quando so l'orario delle votazioni viene fregato... così non si può preparare».

La mente criminale dell'associazione è un faccendiere coinvolto in diverse storie opache di P3 e altro, il commercialista Paolo Oliverio che insieme a padre Renato Salvatore e a due finanzieri, Alessandro Di Marco e Mario Norgini organizzano il sequestro di padre Rosario Messina e padre Antonio Puca, per impedire loro di votare per l'elezione del Superiore generale dell'Ordine.

Sembra una «patacca» il pretesto per la convocazione in una caserma della Finanza di una inchiesta giudiziaria sui corsi di formazione gestita da padre Messina. In realtà è una patacca che ha molto di vero. Oliverio raccoglie informazioni sui due padri elettori da neutralizzare. Una fonte è Antonio Mulasso che lavora nell'ospedale di Casoria: «In un sms Mulasso dà notizie su beni immobili che padre Messina potrebbe avere acquistato con i proventi delle attività illecite e fittiziamente intestate a tale Ferrara Luisa, farmacista, che sarebbe a lui legata da una relazione sentimentale».

Mulasso ne ha anche per padre Puca: «Puca quando era Superiore provinciale veniva a Casoria a batter cassa, prima diceva che padre Messina rubava, che faceva tutto per i soliti noti, aveva i bonifici lui diceva per il Benin». Ma Bruno Flavio Erroi spiega che «Comunione e liberazione sono quelli a cui padre Messina ha messo in mano San Giorgio a Cremano, dove non esiste contabilità e non c'è nessuna fattura. Dice anche che il compenso che viene erogato ai lavoratori è tutto in nero».

 

 

PADRE RENATO SALVATORE PADRE RENATO SALVATORE PADRE RENATO SALVATORE PADRE RENATO SALVATORE ORDINE DEI CAMILLIANI ORDINE CAMILLIANI

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…