angela merkel theresa may

AVVISO AI SOVRANISTI: THERESA MAY CI HA INSEGNATO COSA NON SI DEVE FARE PER USCIRE DALL'EUROPA - SI E’ MESSA A TRATTARE PER LASCIARE L’UE MA CON L’OBIETTIVO DI TENERCI DENTRO UN PIEDE (COMMERCIALE ED ECONOMICO) - COSÌ FACENDO PERÒ LA TRATTATIVA NON È MAI STATA EQUILIBRATA, PERCHÉ UN CONTO È MERCANTEGGIARE ALLA PARI, UN CONTO È FARLO COL CAPPELLO IN MANO, CON QUELLA RIVERENZA QUASI PIAGNUCOLOSA…

Carlo Nicolato per “Libero quotidiano”

Macron May Merkel

 

Come il tennista che sbaglia lo smash vincente perché talmente scontato e facile che dimentica di coordinarsi per la battuta l' Inghilterra sta letteralmente gettando alle ortiche due faticosi anni di trattative per arrivare alla sospirata Brexit, proprio in vista del traguardo si sta dividendo e complicando a tal punto la vita che perfino la stessa Brexit viene messa in dubbio.

 

Ovviamente gran parte delle colpe vengono addossate a Theresa May, la premier che si è presa in carico di guidare il Paese durante la complicata transizione, e la stessa sta indubbiamente dando una palese dimostrazione di come non si fa una trattativa.

Ma il peccato originale risale probabilmente a monte, quando dopo il referendum la maggioranza parlamentare conservatrice inglese decise di sedersi al tavolo con Bruxelles per concordare un' uscita indolore, con i tempi previsti dal trattato di Lisbona, ma che soprattutto riducesse al minimo gli eventuali scossoni economici dipinti dai più come catastrofe che si sarebbe abbattuta su Londra.

merkel macron may 2

 

L'ERRORE PRINCIPALE

Theresa May ha dunque accettato di sedersi al tavolo della trattativa con l' intento ovvio di fare una Brexit sì, ma che non fosse troppo Brexit, di uscire nominalmente dall' Europa ma di lasciarci dentro un piede, quello più importante, quello commerciale ed economico in generale.

 

Così facendo però la trattativa non è mai stata paritaria, perché un conto è mercanteggiare alla pari, Stato sovrano con Stato sovrano, un conto è farlo col cappello in mano, cioè con quella riverenza quasi piagnucolosa di chi deve pietire qualcosa per tirare avanti. È questa l' impressione che ha dato la May fin dall' inizio ed è di questa debolezza che la Ue ha approfittato ben sapendo di essere dalla parte più forte.

MAY MERKEL

 

La plastica dimostrazione di questa dinamica la si è avuta all' ultimo Consiglio europeo dove la premier britannica si è presentata con le idee molto confuse chiedendo che i negoziati per l' accordo trovato a metà ottobre fossero riaperti o in alternativa che fosse istituita una data di scadenza del "backstop", cioè l' accordo temporaneo che sarà in vigore fra la fine del periodo di transizione e il futuro accordo commerciale, se verrà trovato.

 

FURBERIE DI BRUXELLES

In sostanza non disponendo dei numeri per far approvare l' accordo al Parlamento britannico la May, che peraltro ha appena ottenuto la fiducia dal suo stesso partito - maggioritario e tuttavia spaccato in due tronconi - , ha chiesto all' Europa di accorrerle in aiuto per salvarle le terga. Ovviamente questo era l' esatto punto dove Bruxelles voleva arrivare e ovviamente Bruxelles ha risposto di no ad entrambe le proposte.

THERESA MAY JEAN CLAUDE JUNCKER

 

Se l' Inghilterra avesse prima lasciato la Ue e poi solo a quel punto si fosse seduta al tavolo delle trattative avrebbe probabilmente subito lo scossone di cui si è parlato, la cosiddetta uscita senza accordo, ma poi avrebbe potuto sedersi allo stesso tavolo in maniera paritaria. Stando così le cose invece l' inghilterra rischia una Brexit senza accordo e una futura trattativa ancora più disonorevole.

MAY JUNCKER

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