belpi renzi

BELPIETRO IN LODE DI DAGO - IL DIRETTORE DE “LA VERITA’” SI SORPRENDE CHE NESSUNO ABBIA RILANCIATO O SMENTITO LO SCOOP DI VENERDI’ SCORSO SUI DOSSIER PREPARATI DAGLI APPARATI DI STATO (DALLA POLIZIA AI SERVIZI) PER IL PREMIER CAZZONE (IN FONDO IL LINK SUL PEZZO DI VENERDI')

Maurizio Belpietro per "La Verità" 

 

Dagospia è un sito di informazione e gossip che tra una indiscrezione e una fotografia di starlette scapezzolate spesso anticipa notizie di cose politiche ed economiche che nessun altro è in grado o ha il coraggio di anticipare. Non sto qui a fare l' elenco degli scoop di Roberto D' Agostino, il suo fondatore, ma se molti colleghi hanno fissa sul computer la homepage di Dagospia è perché spesso da lì colgono news che le agenzie di stampa non danno.

 

LA VERITA BELPIETROLA VERITA BELPIETRO

Ciò detto, venerdì pomeriggio leggendo Dago sono saltato sulla sedia e non per la notizia che il nostro Giacomo Amadori è stato assolto in una causa per diffamazione che gli aveva intentato Adriano Celentano, ma per una Dagonota dal seguente titolo: «Renzispia. Dopo due anni di Palazzo Chigi, il bulletto si è infilato con arroganza nei gangli del potere, dalle Fiamme Gialle ai servizi, dalla polizia ai carabinieri, ha chiesto e ottenuto notizie riservate: e ora si allarga...».

 

Già il titolo dice molto, ma ancor di più dice ciò che sta sotto. Riporto direttamente dal sito: «Tra i poteri nazionali s' è diffusa una certa apprensione, per non dire paura, nei confronti di Matteo Renzi. Sono ormai due anni e mezzo che il Ducetto da Rignano s' è insediato a Palazzo Chigi. Ha avuto, cioè, tutto il tempo per inserirsi nei gangli del potere pubblico. Soprattutto in quello degli apparati di sicurezza. Con questa formula asettica vengono chiamati (da quelli che parlano bene) i servizi segreti. Ogni giorno, il premier cazzone riceve dai Carabinieri, dalla Guardia di Finanza, dalla Polizia, dai Servizi veri e propri dossier, rapporti, relazioni -insomma, spiate - sugli uomini più in vista del Paese».

SERVIZI SEGRETISERVIZI SEGRETI

 

Depurato dagli sfottò, l' articolo sostiene senza condizionali che il premier avrebbe dossier riservati confezionati da apparati dello Stato su chiunque ricopra una posizione chiave nel Paese. Non solo. La Dagonota aggiunge che «per fare il figo» Renzi farebbe battute e rivelerebbe qualche segreto alle stesse persone oggetto dei dossier, con un risultato evidente: «Terrorizzarli, con l' idea di tenerli in pugno». Di più: «Però, come al Cav, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Servizi segreti non rivelano al premier toscano i segreti che intercettano su di lui. E si è vista come è andata a finire».

 

Come detto, l' articolo è comparso sul sito venerdì pomeriggio, per la precisione alle ore 17.09. Mettiamo che qualcuno nella serata antecedente il weekend fosse distratto e avesse spento il computer per potersela filare prima. Ma com' è possibile che ieri, sabato, nessuno abbia reagito alla notizia di uomini delle forze dell' ordine e dei servizi di sicurezza che lavorano per redigere dossier da con segnare al premier? Dico: nessuno ha smentito.

CARABINIERICARABINIERI

 

Non i vertici della Polizia, non quelli dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Silenzio dai vari organismi che dovrebbero operare per la difesa nazionale. Bocche cucite pure a Palazzo Chigi. Eppure Dagospia non è un sito clandestino, ma un indirizzo web che è frequentato quotidianamente da decine se non centinaia di migliaia di persone, giornalisti e uomini in vista compresi.

 

guardia di finanzaguardia di finanza

E seppur tra una Eleonora Giorgi che rievoca la sua carriera e il libro dedicato a tutte le amanti di Clinton, la notizia non è di quelle che passano inosservate. Dagospia in pratica dice che il presidente del Consiglio a Palazzo Chigi ha dei dossier sugli italiani che contano e forse lui stesso è spiato. Ora io non so se le rivelazioni del sito corrispondano al vero.

 

Sta di fatto che nel passato, quando ai vertici dei Carabinieri e del Sifar c' era il generale Giovanni De Lorenzo e si accumulavano dossier sugli esponenti delle varie forze politiche, vennero giù i governi, furono decapitati i vertici militari e si istituirono commissioni d' inchiesta. Per lungo tempo si vissero anni con il timore che le forze politiche fossero sotto il ricatto di segreti indicibili o semplicemente di risvolti della loro vita privata.

 

Giovanni De LorenzoGiovanni De Lorenzo

Ribadisco: io non so se quanto raccontato da Dago spia sia documentato, se cioè esistano apparati dello stato che confezionano dossier per il premier e contro il premier. Tuttavia, siccome Dagospia non è un bollettino sconosciuto, urge che qualcuno chiarisca o smentisca. Far finta di niente, far sparire le notizie, come da qualche tempo si tende a fare nascondendole sotto il tappeto, non serve al Paese.

 

Un Paese su cui da tempo, sotto lo sguardo distratto di giornali e tv, si allungano oscure ombre e si fanno troppi affari. Non tutti alla luce del sole e non tutti nell' interesse dell' Italia.

 

 

 

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/matteo-cerca-lavoro-teme-perdere-referendum-mollare-palazzo-chigi-131754.htm

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? LA MISURA È DIVENTATA COLMA CON IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI, PUBBLICATO SUI SOCIAL IERI SERA: DA GIORNI IL VICEPRESIDENTE DEL CSM, IL LEGHISTA FABIO PINELLI, ERA IN ALLERTA PER LE VERGOGNOSE PAROLE DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO”. PINELLI SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, POTENTE SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – IL GUARDASIGILLI NORDIO ABBASSA LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” – L’INCAZZATURA MAGGIORE DEL COLLE È CON GIORGIA MELONI: AVEVA PROMESSO DI FAR ABBASSARE I TONI A NORDIO, E POI È STATA LEI A TORNARE ALL’ATTACCO… - VIDEO

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…

meloni board of peace marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI PORTA L’ITALIA NEL CLUB DEI PUZZONI GLOBALI! IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE SARÀ L’UNICA GRANDE POTENZA EUROPEA A ENTRARE NEL “BOARD OF PEACE” DI DONALD TRUMP, INSIEME A DITTATURE, REGIMI MILITARI, AUTOCRAZIE E MONARCHIE ASSOLUTE DOVE I GIORNALISTI VENGONO FATTI A PEZZETTI - IL NOSTRO PENSIERO VA A MARINA BERLUSCONI: UNA SETTIMANA FA IN UN’INTERVISTA AL “CORRIERE” HA TUONATO CONTRO TRUMP (“LA SUA UNICA REGOLA È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE. E LUI LA CHIAMA LIBERTÀ”), E SI RITROVA IL SEGRETARIO DEL SUO PARTITO, ANTONIO TAJANI, IN PARTENZA PER WASHINGTON A BACIARE IL PANTOFOLONE DEL TYCOON, IN MODALITÀ MAGGIORDOMO DI CASA MELONI...