BERGOGLIO GIÀ PROFUMA DI SANTITÀ: NELLA SUA DIOCESI, NEL 1996, AVVENNE UN “MIRACOLO”

Antonio Socci per "Libero"

C'è un «segno» miracoloso rimasto finora sconosciuto che ha toccato la storia personale del cardinale Bergoglio. È accaduto - prima e durante gli anni del suo episcopato - nella chiesa parrocchiale di Santa Maria, che si trova al centro di Buenos Aires, fra i quartieri Almagro e Caballito e - per decisione del parroco e dei suoi fedeli - non si è voluto fare del clamore mediatico. Tuttavia adesso la «notizia» si sta diffondendo.

A rompere il silenzio con una prima rivelazione è stato, poco tempo fa, un religioso, Fr. M. Piotrowski SChr, sul sito «Love one another». Riassumo ciò che ha scritto. Era il 18 agosto 1996, alle ore 19. Alla fine della messa padre Alejandro Pezet vide arrivare un fedele che aveva trovato un'ostia (evidentemente profanata) in un angolo della chiesa. Il sacerdote si comportò secondo la prassi, mise la particola in un contenitore di acqua e ripose tutto nel tabernacolo.

Tuttavia pochi giorni dopo, il 26 agosto, dovette constatare, stupefatto, che la particola anziché dissolversi si era trasformata in una frammento di carne sanguinosa. Così il parroco - secondo la cronaca di Piotrowski - avrebbe informato Bergoglio, che era vescovo ausiliare del cardinale Antonio Quarracino, ordinario di Buenos Aires. Ricevendo da lui il mandato di fotografare ciò che era accaduto e conservare tutto nel tabernacolo.

«MUSCOLO CARDIACO»
Qualche tempo dopo il prelato - diventato intanto arcivescovo di Buenos Aires - vedendo che non vi era traccia di decomposizione, decise di far analizzare quella misteriosa particola. Il 5 ottobre 1999 si procede. Sono presenti emissari del vescovo e il dottor Castanon che prelevò un campione del frammento di carne e lo inviò a un laboratorio americano ignaro della sua origine. Lì il dottor Frederic Zugiba, cardiologo e medico legale, rilevò che si trattava di tessuto umano.

Secondo quanto scrive Piotrowski, egli fece questa sconvolgente analisi: «Il materiale analizzato è un frammento del muscolo cardiaco tratto dalla parete del ventricolo sinistro in prossimità delle valvole. Questo muscolo è responsabile della contrazione del cuore. Va ricordato che il ventricolo cardiaco sinistro pompa sangue a tutte le parti del corpo. Il muscolo cardiaco in esame è in una condizione infiammatoria e contiene un gran numero di globuli bianchi.

Ciò indica che il cuore era vivo al momento del prelievo... dal momento che i globuli bianchi, al di fuori di un organismo vivente, muoiono... Per di più, questi globuli bianchi sono penetrati nel tessuto, ciò indica che il cuore aveva subìto un grave stress, come se il proprietario fosse stato picchiato duramente sul petto».

Testimoni di queste analisi furono due australiani, il giornalista Mike Willesee e l'avvocato Ron Tesoriero, i quali chiesero quanto potevano vivere i globuli bianchi se fossero appartenuti a un frammento di carne umana tenuto in acqua. La risposta fu: «Pochi minuti». Quanto il dottor Zugiba seppe dai due che quel materiale era stato tenuto per un mese in acqua e per tre anni in acqua distillata, restò esterrefatto. Ancor più sconvolto però quando scoprì, dal dottor Castanon, che quel frammento di cuore umano «vivente» era in origine un'Ostia, ossia un pezzetto di pane consacrato.

Si chiesero con sgomento com'era possibile che un frammento di pane diventasse un pezzetto di cuore umano e ancor più come un tale reperto, prelevato nel 1996, evidentemente da un uomo morto, fosse ancora vivo tre anni dopo. L'articolo di Piotrowski prosegue riferendo il clamore che questa notizia ha fatto in Australia, dove è stata diffusa e spiegata dalle persone citate. Questo articolo nei giorni scorsi ha cominciato a circolare in rete, tradotto, fra i siti cattolici, e a fare molta impressione.

Così ho fatto delle verifiche sul posto, a Buenos Aires, e ho scoperto che la storia è ancor più clamorosa (però con alcuni importanti dettagli diversi). In realtà i «segni» sono ben più di uno e cominciano nel maggio 1992, lo stesso mese e anno in cui Bergoglio fu nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires. Il 1° maggio di quell'anno, un venerdì, due pezzi di Ostia furono trovati sul corporale del tabernacolo. Su indicazione del parroco furono messi in un recipiente d'acqua posto poi nel tabernacolo.

Però passavano i giorni e le particole non si scioglievano. Venerdì 8 maggio si notò che i due frammenti avevano assunto un colore rosso sangue. Domenica 10 maggio - alle messe serali - furono notate delle gocce di sangue sulle patene, il piattino su cui si pone l'ostia. Domenica 24 luglio 1994 mentre il ministro dell'Eucarestia prendeva il calice contenuto nel Tabernacolo si accorse che una goccia di sangue scorreva sulla parete interna dello stesso Tabernacolo.

Dopo questi segni si arriva ai fatti dell'agosto 1996 di cui abbiamo parlato. Ma - a quanto risulta - iniziano non il 18ma il 15, festa dell'Assunzione di Maria al cielo. Quando poi ci si accorse della inaudita metamorfosi di quella particola, fu informato direttamente l'arcivescovo Quarracino. Fu lui che raccomandò la massima discrezione, dette le indicazioni sulla conservazione dei frammenti e ordinò che si stilasse un resoconto dei fatti fotografando tutto e facendo studi approfonditi. Tutto fu poi spedito a Roma.

Quali studi vennero compiuti? Nel 1992 il sangue fu fatto analizzare da un medico del posto che era una parrocchiana e da altri ematologi. Tutti rilevarono che si trattava di sangue umano. Nel 1999 - stando a quanto risulta a me - l'arcivescovo Bergoglio (che cominciò a occuparsi del caso solo dal giugno 1997, una volta diventato coadiutore dell'arcidiocesi) autorizzò analisi approfondite negli Stati Uniti di entrambi i «casi», quello del 1992 e quello del 1996.

E tutto si svolse nel 2000. Le analisi si svolsero in California, con le procedure usate per le indagini dell'Fbi. Un dettaglio ulteriore riguarda il campione del 1992 che conteneva anche frammenti di pelle umana. Quindi c'è stata l'analisi del laboratorio di New York col risultato impressionante che sappiamo sul campione del 1996. È evidente che ogni miracolo eucaristico (e ne sono avvenuti diversi, nel corso dei secoli) è per i cattolici il segno del grande miracolo che avviene ogni giorno, in tutte le chiese: la trasformazione del pane e del vino in Corpo e Sangue di Cristo.

IMPRONTA INDELEBILE
Adesso qualche voce tradizionalista già accusa (sulla base di informazioni imprecise) il vescovo Bergoglio di aver tenuto un troppo «basso profilo» su questo caso invece di sbandierare il miracolo. Ma è evidente invece che egli ha mostrato già in questa vicenda le sue preziose qualità di pastore. Anzitutto è stato l'arcivescovo Quarracino a gestire il caso nei primi anni e a raccomandare discrezione e prudenza. Quindi Bergoglio ha osservato i criteri dettati dall'Ex S. Uffizio nel documento «Discernimento nelle apparizioni e rivelazioni» del 1978.

Ha poi disposto tutte le analisi scientifiche per comprendere cosa è accaduto e - ascoltando la volontà della parrocchia dove si sono svolti i fatti di vivere senza clamori spettacolari quegli eventi misteriosi - ha aiutato la comunità a comprenderli secondo la fede della Chiesa, alimentando la devozione eucaristica. Lui stesso andava diverse volte ogni anno a fare lì l'adorazione eucaristica. Che pian piano è diventata adorazione permanente e ora sta coinvolgendo un numero sempre crescente di parrocchie (si parla anche di fatti miracolosi che sono avvenuti).

L'«impronta» è il segno di Qualcuno che è passato. E il desiderio del cardinale Bergoglio era che quanti andavano ad adorare il Signore lì presente si accorgessero che Egli si avvicina a ciascuno, passa dentro la vita di ciascuno e lascia in tutti la sua impronta. Quindi il cardinale esortava a non trasformare in un rito quell'adorazione, ma a commuoversi, a stupirsi di Gesù e a chiedergli che lasciasse la sua impronta indelebile nel proprio cuore.

 

PAPA BERGOGLIO CON I MOTOCICLISTI HARLEY PAPA FRANCESCO BERGOGLIO Il giovane Jorge Mario Bergoglio famigliapapa resize PAPA FRANCESCO JORGE BERGOGLIO PAPA FRANCESCO JORGE BERGOGLIO PAPA BERGOGLIO TRA LA FOLLA A PIAZZA SAN PIETRO jpegbergoglio esorcista JORGE BERGOGLIO BACIA IL PIEDE A UN BAMBINO SULLA SEDIA A ROTELLE jpeg

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