BERLUSMONTI PER SEMPRE! - DOPO LE CELEBRAZIONI DI "CHI", ANCHE FELTRI SI FA ‘TECNICO’: “SE IL PROFESSORE COMPISSE IL MIRACOLO DI CANCELLARE L’ART. 18, NOI CESSEREMMO ALL’ISTANTE DI CRITICARLO. PERCHÉ SIGNIFICHEREBBE CHE FINALMENTE ABBIAMO TROVATO IL LEADER CHE DESIDERAVAMO DA LUSTRI, CAPACE CIOÈ DI GOVERNARE NELL’INTERESSE DEI CITTADINI E NON PER COMPIACERE AI TRIBUNI DEL POPOLAZZO” - E IL FURBISSIMO MONTI LO CHIAMA E LO RINGRAZIA DELL’INCORONAZIONE (SILVIA DALL'ALTO VEDE E GODE)…

Vittorio Feltri per Il Giornale

Ignoriamo quanti sappiano cosa sia l'articolo 18 di cui si parla da una vita. In poche righe cerchiamo di spiegarlo. Nelle aziende con oltre 15 dipendenti non si può licenziare nessuno se non per giusta causa. Se la causa sia giusta o meno lo stabiliscono i giudici secondo criteri affidati alla loro discrezionalità, cioè arbitrari, perché la legge è come la gomma americana, la tiri dove vuoi.

Sta di fatto che difficilmente un dipendente, in caso di vertenza, perde la partita perché i magistrati - spesso ideologizzati - sono dalla sua parte. Le toghe non saranno rosse, ma sono di sinistra e la loro idea di giustizia è nota. Se il datore di lavoro caccia un dipendente, è consapevole che poi dovrà riaccoglierlo e pagargli pure gli arretrati. Non solo, sarà costretto a ricollocarlo nel medesimo posto da cui era stato rimosso. E amen.

Logica vorrebbe che un operaio o un impiegato, se non va bene all'azienda per motivi professionali, fosse possibile allontanarlo, pagandolo una cifra. Ciò invece è vietato. Se lui vuole essere integrato, perché la sentenza gli ha dato ragione, c'è poco da discutere: bisogna dargli soddisfazione. Cosicché gli imprenditori, davanti al rischio di avere dei dipendenti inamovibili, rinunciano a priori ad assumerne. E addio sviluppo, addio crescita, addio investimenti esteri in Italia, considerata una brutta copia della defunta Unione Sovietica.

Da anni si tenta di eliminare l'ostacolo, cioè l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, ma senza successo. Berlusconi ci provò, ma dovette rinunciare, altrimenti i sindacati, legati a doppio filo alla sinistra, lo avrebbero impallinato. Il nostro è l'unico Paese al mondo ad avere una legge tanto assurda, e ne paga le conseguenze. Solo un pazzo, un autolesionista incrementa gli organici di una fabbrica, sapendo che mettere a libro paga un dipendente è peggio che sposarlo: non se ne libera più.

Il matrimonio è dissolubile grazie al divorzio; il rapporto di lavoro, invece, è eterno, non si scioglie senza la benedizione di un tribunale, quasi sempre incline a maledire i padroni. Poi ci si domanda perché il precariato abbia preso piede. Ovvio. Meglio cento precari che un salariato con posto fisso, talmente fisso da essere perpetuo.

Un aneddoto esemplificativo. Anni orsono, un commerciante di carni scoprì che un suo aiutante gli scopava la moglie. Seccato, il macellaio lo licenziò nella speranza di salvare la propria famiglia, ma il licenziato adì le vie legali e il giudice emise un verdetto sfavorevole al cornuto, che fu obbligato a riprendersi nella ditta chi lo aveva fatto becco. L'episodio fece scalpore, ma non servì a modificare la regola. Che, difatti, è ancora in vigore.

Ora è arrivato a Palazzo Chigi Mario Monti e pare - sottolineo pare - che sia intenzionato seriamente a correggere la norma. Venerdì ha dichiarato che l'articolo 18 (di cui stiamo discettando) frena l'agognata crescita e bisogna eliminarlo. Subito. Entro marzo. Per pura scaramanzia, preferiamo dire a chiare lettere che il premier non riuscirà nell'intento, perché conosciamo la protervia dei sindacati che su questo punto hanno vinto ogni controversia.

Ma se il professore compisse il miracolo di imporre la propria volontà, noi cesseremmo all'istante di criticarlo. Non solo, ma lo proporremmo per il premio «Uomo dell'anno», anzi del mezzo secolo. Perché significherebbe che finalmente abbiamo trovato il leader che desideravamo da lustri, capace cioè di governare nell'interesse dei cittadini e non per compiacere ai tribuni del popolazzo.

Se Monti porterà a termine quanto Berlusconi aveva sperato di fare, noi saremo al suo fianco. Ma attenzione, signor docente bocconiano. Le ricordiamo che lei ha inasprito le tasse per decreto; ha fatto le liberalizzazioni (termine improprio) per decreto; ha realizzato le semplificazioni burocratiche per decreto; quindi, per decreto dovrà agire allo scopo di cancellare l'articolo 18.

Un decreto del genere è inviso alla Cgil e, di conseguenza, al Partito democratico. Non importa.
Proceda lo stesso in questo campo come ha proceduto nel resto. Se poi il sindacato rosso e il suo referente politico, il Pd, si impunteranno e faranno cadere il governo, be', allora sapremo ufficialmente chi è privo di giudizio e deve addossarsi la responsabilità del fallimento italiano. Coraggio, professore.

 

 

FELTRI MARIO MONTI A MATRIXFELTRI MARIO MONTI CON SECCHI ONIDA E POLI LA FAMIGLIA DI MARIO MONTI AL SENATO LA SOBRIA CRESCITA DI MARIO MONTImonti monti monti

Ultimi Dagoreport

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…