BOROTALCO PAPALE NEGLI OCCHI - BASTA DAVVERO APRIRE LE PORTE DELLO IOR A 60 GIORNALISTI PER PARLARE DI “TRASPARENZA” DOPO TUTTE LE PORCATE DELLA BANCA DI DIO? - IN VATICANO HANNO CAPITO CHE NON POTENDO CONTARE SULLE PROCURE È MEGLIO ASSOLDARE I GIORNALI “AMICI” E REPORTER D’ASSALTO (AL BUFFET) PER VIRGOLETTATI AUTOPULENTI E DICHIARAZIONI ZEPPE DI FEDE, SPERANZA E CARITÀ…

M.Antonietta Calabrò per il "Corriere della Sera"

Il Torrione quattrocentesco di Niccolò V è dall'inzio del secolo scorso la sede dello Ior. Sembra quasi essere posto a difesa delle mura stesse del Palazzo Apostolico dove vive e lavora il Pontefice. E invece spesso si trasforma in una debolezza per il Vaticano. Per fugare i fantasmi che evocano storie di mafia e di denaro sporco, con un'iniziativa senza precedenti, il direttore dello Ior, Paolo Cipriani, e tutta la dirigenza dell'Istituto hanno partecipato ieri a un briefing con sessanta giornalisti e corrispondenti di tutti il mondo.

Con un messaggio chiaro, mai ribadito con tanta nettezza, dopo le polemiche seguite alla destituzione dell'ex presidente Gotti Tedeschi che ha attribuito la sua «cacciata» alla mancata volontà di trasparenza. Motivazione respinta subito dal board dell'Istituto che ha rivendicato di voler «lavorare per la trasparenza, non con le parole ma con i fatti». Ma, ieri, nell'open day allo Ior, Cipriani ha detto anche di più. Ha detto che allo Ior non ci sono conti cifrati. Ha detto che lo Ior non lavora con i cosiddetti Paesi offshore, né che fa investimenti speculativi.

Ha detto che lo Ior usa, come tutte le banche, dei codici alfanumerici che servono a «tracciare le operazioni e non a nasconderle» e che «sono stati richiesti dalla Vigilanza italiana». Ha detto che i conti intestati ai laici sono meno dell'1 per cento delle circa 25 mila posizioni (per circa 33 mila conti) e si tratta solo di dipendenti o pensionati vaticani, di dipendenti o pensionati dello Ior, del personale diplomatico presso la Santa Sede (ambasciatore, primo e secondo segretario per ogni delegazione) e poche decine di «Gentiluomini di Sua Santità».

«Da quando sono diventato direttore generale il primo ottobre 2007 - ha spiegato Cipriani - nessun nuovo conto è stato aperto a quest'ultima categoria di persone, che in ogni caso sono sottoposte ai controlli di rischio (procedure Ccd) come tutti gli altri utenti e alle segnalazioni all'Aif, organismo di vigilanza per l'eventuale sequestro del denaro impegnato in operazioni anomale».

Anche preti e suore non possono avere un conto Ior solo per il fatto di esserlo, ma devono essere autorizzati dalle proprie congregazioni o diocesi per i compiti loro attribuiti. «Una suora di per sé - ha detto con un lapsus Cipriani - ha fatto voto di castità (intendendo, povertà, ndr) e non può avere un conto allo Ior». Non è possibile, inoltre, per un utente operare per conto terzi.

Cipriani ha spiegato anche cos'era lo sweep account, cioè la combinazione di due conti presso la JPMorgan di Milano (sempre a zero a fine giornata) e la JPMorgan di Francoforte. Si tratta di un servizio fornito da moltissime banche anche a singoli utenti, in quanto utile per gestire un costante flusso di danaro tra un conto cash usato per effettuare pagamenti e un conto di investimento. «Fu la JPMorgan a chiedere a Ior di aprire il "conto secondario" la cui clausola contrattuale era stata avallata dall'Autorità di vigilanza italiana», niente a che fare - quindi - «con lo spostamento dei soldi all'estero per motivi di riciclaggio».

Alle richieste di chiarimento extracontrattuali di JPMorgan - ha spiegato Cipriani - «lo Ior rispose che ormai dovevano essere poste all'organismo interno di vigilanza (l'Aif presieduta dal cardinal Nicora) e non più direttamente a Ior». Secondo Cipriani, infine, la nuova legge antiriciclaggio dell'aprile di quest'anno (che modifica quella del 2010, epoca Gotti), avvicina maggiormente la normativa della Santa Sede agli standard e ai principi internazionali sulla materia, recependo le indicazioni degli ispettori di Moneyvall del novembre 2011 e marzo 2012.

In quasi due ore di incontro il nome di Gotti Tedeschi non è mai stato fatto. Cipriani si è limitato a ricordare di quando, assieme al «presidente» andò spontaneamente a deporre dai magistrati romani che avevano iscritto entrambi nel registro degli indagati.

 

BENEDETTO XVI E GOTTI TEDESCHIBERTONE - PAPAPAPA BENEDETTO XVI E TARCISIO BERTONE VESCOVI VATICANOVATICANO

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”