theresa may jean claude juncker

UNA BREXIT DEMOCRISTIANA - ACCORDO NELLA NOTTE PER PROCEDERE NEI NEGOZIATI: MAY E JUNCKER SORRIDONO, FARAGE S'INCAZZA: ''NON È LA BREXIT CHE ABBIAMO VOTATO. SERVE SOLO A SALVARE LA POLTRONA DELLA PREMIER, UMILIARE ANCORA IL PAESE E RIMANDARE TUTTO AL 2021'' - AFFRONTATI I NODI DI IRLANDA DEL NORD, DIRITTI DEI CITTADINI E 'COSTO' DEL DIVORZIO: IL REGNO UNITO DOVRÀ SGANCIARE 40-45 MILIARDI DI EURO

 

 

1.BREXIT: FONTE GB, CONTO DIVORZIO SARÀ 40-45 MLD D'EURO

THERESA MAY JEAN CLAUDE JUNCKER

 (ANSA) - Ammonterà a una cifra compresa "fra i 35 e i 39 miliardi di sterline", pari a 40-45 miliardi di euro, il cosiddetto conto del divorzio che il Regno Unito dovrà pagare all'Ue per la Brexit. Lo sostiene un'anonima fonte britannica vicina ai negoziati citata dall'agenzia Pa, mentre a livello ufficiale la somma resta coperta dal riserbo. Il dossier egli 'obblighi finanziari' britannici è uno dei tre nodi preliminari sciolti con l'accordo annunciato stamane, assieme ai diritti dei cittadini espatriati e al confine dell'Irlanda.

 

2.FARAGE DELUSO, NON È LA BREXIT PER CUI ABBIAMO VOTATO

 (ANSA) - "Questa non è la Brexit, non abbiamo votato per lasciare l'Ue mentre la premier concede giurisdizione a una corte straniera per molti anni a venire". E' netta e fuori dal coro la condanna dell'accordo di Bruxelles di Nigel Farage, il tribuno euroscettico britannico che già promette battaglia "alle prossime elezioni politiche". Per Farage, l'intesa serve solo a salvare la poltrona di Theresa May, che porterà il Paese verso "una nuova tappa dell'umiliazione". E di fatto rinvia "la Brexit almeno fino al 2021", dopo la possibile transizione.

 

farage

3.JOHNSON SI CONGRATULA CON MAY ED ELOGIA L'ACCORDO

 (ANSA) - "Congratulazioni al primo ministro" Theresa May "per la sua determinazione nel raggiungere l'accordo di oggi" sui punti negoziali preliminari della Brexit. Lo scrive via Twitter il capo del Foreign Office, Boris Johnson, 'brexiteer' di punta nel governo conservatore indicato a più riprese come potenziale pretendente a scalzare la stessa May. L'obiettivo della Gran Bretagna - precisa il ministro degli Esteri, che si trova oggi in Oman nell'ambito di un tour che lo porterà nel fine settimana anche in Iran ed Emirati - "è ora quello di forgiare una partnership profonda e speciale con gli amici e alleati europei, fermo restando l'impegno a onorare il risultato del referendum (sulla Brexit) riprendendo indietro il controllo delle nostre leggi, del nostro denaro e dei nostri confini per l'intero Regno Unito".

 

 

4.BREXIT, C’È L’ACCORDO SUL DIVORZIO DEL REGNO UNITO DALLA UE

Beda Romano per www.ilsole24ore.com

 

Come nelle migliori tradizioni comunitarie, la Commissione europea e il governo britannico hanno trovato nella notte appena trascorsa un pre-accordo sul divorzio del Regno Unito dall'Unione. L'intesa dovrebbe permettere ai Ventisette di dichiarare che vi sono stati “sufficienti progressi” su questo fronte, e quindi aprire trattative sul futuro rapporto di partenariato tra i due blocchi. “La sfida più difficile è dinanzi a noi”, ha avvertito il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

MAY JUNCKER

 

 “La Commissione ha deciso oggi di raccomandare al Consiglio europeo di concludere che sufficienti progressi sono stati compiuti nella prima fase delle trattative”, ha detto il presidente dell'esecutivo comunitario Jean-Claude Juncker in una conferenza stampa stamani qui a Bruxelles. “La Commissione ritiene che vi siano sufficienti progressi nelle tre aree prioritarie: i diritti dei cittadini, il dialogo tra Irlanda del Nord e la Repubblica d'Irlanda e gli impegni finanziari di Londra”.

 

La trattativa si è svolta fino all'ultimo. E fino all'ultimo nessuno ha voluto prendere rischi sull'esito finale dei negoziati. Come detto, tre i nodi sul tappeto: il rapporto tra la Repubblica d'Irlanda e l'Irlanda del Nord; i diritti dei cittadini europei e britannici residenti rispettivamente in Gran Bretagna e nell'Unione; e gli impegni finanziari di Londra nei confronti di Bruxelles. Da mesi ormai le parti erano alle prese con un-pre accordo di divorzio indispensabile per passare alla fase successiva dei negoziati.

 

boris johnson e theresa may

Sul fronte irlandese, “il Regno Unito ha ammesso la situazione unica sull'isola d'Irlanda e ha preso impegni siginificativi per evitare un confine invalicabile (hard border)”, ha detto il presidente Juncker. “I diritti dei cittadini comunitari residenti nel Regno Unito e britannici nell'Unione rimarranno tali anche dopo Brexit”. Sul versante finanziario, “il Regno Unito ha accettato di rispettare gli impegni presi a Ventotto”.

 

Nella sua conferenza stampa, il presidente Juncker ha avvertito che l'accordo annuciato oggi deve essere finalizzato: “Rimane ancora molto da fare (…) Dovrà essere approvato sia dal Parlamento britannico che dal Parlamento europeo”. La concitazione dell'ultimo minuto è dovuta al fatto che l'obiettivo delle parti era di chiudere il pre-accordo entro questa settimana per permettere ai Ventisette in un vertice della settimana prossima di aprire la fase delle trattative dedicata alla nascita di un futuro partenariato. Una pre-intesa era drammaticamente fallita lunedì scorso.

 

 

boris johnson e theresa may

Riferendosi proprio al futuro accordo di partenariato, il presidente Juncker ha detto di sperare in una intesa “profonda” da raggiungere in un clima di “rinnovata fiducia reciproca”, lasciando intendere che le ultime trattative sono state particolarmente tese. Londra ha chiesto un periodo di transizione di due anni dopo l'uscita formale dall'Unione prevista nel marzo del 2019, richiesta confermata oggi nella stessa conferenza stampa a cui ha partecipato la premier britannica Theresa May.

 

Proprio a questo riguardo, il presidente Tusk ha preso atto del suggerimento della Commissione europea, e lasciato intendere che nel loro vertice di giovedì e venerdì prossimi daranno il via al negoziato sul futuro partenariato. Il Regno Unito ha stabilito che vuole uscire sia dal mercato unico che dall'unione doganale. L'ex premier polacco ha suggerito questa mattina in una dichiarazione alla stampa che le parti prima negozino il periodo di transizione e poi il futuro accordo di partenariato.

 

JUNCKER TUSK

Nei due anni di transizione, secondo il presidente Tusk, il Regno Unito dovrebbe rispettare la legislazione europea, incluse le nuove leggi europee; gli impegni di bilancio, accettando nel contempo il controllo giudiziario a livello comunitario. L'ex premier ha spiegato che intende suggerire ai Ventisette di dare mandato ai negoziatori perché queste trattative inizino “immediatamente”, anche per dare “certezze” alle imprese e ai cittadini sui due lati della Manica.

Pur soddisfatto dall'evoluzione delle trattative sul divorzio, il presidente del Consiglio europeo ha avvertito che “la sfida più difficile è dinanzi a noi”. Ha poi aggiunto: “Sappiamo che rompere una relazione è difficile. Ma rompere e costruire è ancora più difficile”. L'uomo politico ha ricordato che per permettere a tutte le istituzioni coinvolte di approvare i vari accordi in tempo per Brexit fissata per il 29 marzo 2019, le parti hanno meno di un anno per chiudere le trattative.

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…