CACCIA AL TESORO DI COMUNIONE & FATTURAZIONE - A GIUDIZIO DUE MEMBRI DEL GRUPPO DI FORMIGONI: HANNO MENTITO, nell’ambito dell'inchiesta Oil for food. sui soldi dei Memores Domini, il supergruppo di Cl – INGREDIENTI: una barca a vela (“Obelix”) usata da Formigoni e amici, conti svizzeri cifrati e soldi in contanti stipati in una scatola nascosta sotto il letto - Per questo il processo che inizierà in autunno sarà l’occasione per capire qualcosa di più delle misteriosissime e segretissime strutture finanziarie manovrate dai confratelli Del VERGINE CELESTE…

Gianni Barbacetto per "il Fatto quotidiano"

Gli uomini del nucleo d'acciaio di Comunione e Liberazione, i Memores Domini, fanno voto d'obbedienza, castità e povertà. Ma due di loro andranno a giudizio per aver mentito sui soldi che maneggiavano. Sono Alberto Perego e Alberto Villa, appartenenti al medesimo gruppo di cui fa parte Roberto Formigoni, il più noto dei Memores Domini.

Gli ingredienti di questa complicata storia da "Codice Da Vinci" sono contratti petroliferi e tangenti internazionali, società di diritto irlandese e una misteriosa fondazione di Vaduz, una barca a vela ("Obelix") usata da Formigoni e amici, conti svizzeri cifrati e soldi in contanti stipati in una scatola nascosta sotto il letto.

Perego e Villa dovranno presentarsi davanti ai giudici della settima sezione del Tribunale di Milano - l'udienza è stata fissata per il 22 novembre - per rispondere dell'accusa di aver fatto "dichiarazioni mendaci" al pm che li stava interrogando come persone informate sui fatti nell'ambito dell'inchiesta Oil for food. Hanno mentito, secondo la procura di Milano, sui soldi dei Memores Domini, il supergruppo di Cl. Per questo il processo che inizierà in autunno sarà l'occasione per capire qualcosa di più delle misteriosissime e segretissime strutture finanziarie manovrate dai confratelli di Formigoni.

Tutto parte dallo scandalo internazionale Oil for food. Un'indagine americana scopre che durante l'embargo all'Iraq, Saddam Hussein, all'ombra del programma Onu che permetteva di scambiare petrolio con cibo e medicine, assegnava contratti petroliferi a prezzi di favore in cambio di robuste mazzette impiegate per sostenere il regime (e poi, dopo l'invasione Usa, per finanziare la guerriglia e il terrorismo). La costola italiana dell'indagine Oil for food è stata portata a termine dal pm Alfredo Robledo e da una squadretta di investigatori che hanno avuto elogi ed encomi internazionali e hanno incassato le prime condanne al mondo per questo scandalo internazionale.

Il personaggio che ha avuto le più massicce assegnazioni petrolifere fatte a soggetti italiani (ben 24,5 milioni di barili) è Roberto Formigoni, forte della sua amicizia con il cristiano Tareq Aziz, allora braccio destro di Saddam. Le forniture di petrolio sono gestite da aziende suggerite dal governatore, come la Cogep della famiglia Catanese (tra i fondatori della Compagnia delle Opere) che in cambio, secondo l'accusa, paga tangenti per 942 mila dollari in Iraq e 700 mila a mediatori italiani.

Per questa vicenda è stato condannato in primo grado e in appello, ma poi salvato dalla prescrizione, anche Marco Giulio Mazarino De Petro, amico e collaboratore di Formigoni, nonché intermediario con l'Iraq. Nella sua indagine, Robledo solleva il velo sul "Codice De Petro", le attività finanziarie dei Memores Domini, che ruotano attorno a tre società estere chiamate Candonly e a una fondazione di Vaduz di nome Memalfa. Gli uomini che le manovrano sono, oltre a De Petro, tutti Memores del gruppo di Formigoni: Alberto Perego, Alberto Villa, Fabrizio Rota, Mario Villa, Mario Saporiti.

Perego, commercialista nato a Brugherio, è stato anche l'organizzatore e il tesoriere di una campagna elettorale di Formigoni. La prima Candonly Ltd nasce nel 1991 a Dublino. "Mandante Sig. Alberto Perego", dice un memo riservato interno della fiduciaria svizzera Fidinam. Nel 1995 (anno in cui Roberto Formigoni viene eletto per la prima volta presidente della Regione Lombardia), a spartire a metà con Perego il controllo di Candonly arriva il segretario di Formigoni, Fabrizio Rota e subito nei conti della società cominciano ad affluire i soldi (829 mila dollari) di Alenia, gruppo Finmeccanica, interessata agli appalti nell'Iraq di Saddam.

Nel 1997, Candonly passa nelle mani di De Petro. Parte il business petrolifero: la piccola Cogep "ringrazia" Formigoni versando a Candonly oltre 700 mila dollari. Come li giustifica De Petro? "Sono il compenso per la mia consulenza". Tre paginette dalla sintassi difficile in cui strologa di un "accordo petroil for food". La Candonly nel 1999 rinasce a Londra, nel 2001 in Olanda.

Ma continuano ad affluire i soldi di Alenia e della Cogep. Arrivano anche misteriosissimi soldi da Cuba e dall'Angola, oltre a 50 mila euro dall'italiana Agusta. Il denaro entrato nelle Candonly va in parte su un conto cifrato presso l'Ubs di Chiasso intestato a De Petro; in parte finisce sul conto "Paiolo" presso la Bsi di Chiasso; il resto affluisce su un paio di conti della banca Falck & Cie di Lucerna e di Chiasso, intestati alla Fondazione Memalfa.

E qui siamo al cuore del "Codice De Petro", al sancta sanctorum dei Memores Domini. Memalfa nasce nel 1992 a Vaduz, in Liechtenstein. Beneficiari economici: Alberto Perego e Fabrizio Rota. Che si tratti di uno strumento finanziario dei Memores è dimostrato dallo statuto: prevede che alla morte di uno dei due beneficiari il patrimonio venga assegnato interamente all'altro e, alla morte di entrambi, alla Associazione Memores di Massagno, la filiale svizzera dell'associazione. Sui conti Memalfa di Lucerna e di Chiasso entrano i soldi affluiti alla Candonly. In uscita, Memalfa bonifica denaro al conto "Paiolo" di Chiasso e, dopo il 1997, a un altro conto acceso presso la Bsi di Zurigo.

Il beneficiario è sempre Alberto Perego. Lui nega, e per questo sarà processato. Dei Memores è anche la barca usata da Formigoni, "Obelix", 15 metri. Pagata 670 milioni di lire, 470 dichiarati e 200 in nero. Versati in parte da Formigoni in assegni, in parte in contanti e assegni da De Petro e dai Memores. Tra cui Alberto Villa, che versa 10 mila euro (benché non risulti tra i proprietari della barca). Memalfa, la sofisticata cassa comune offshore dei Memores Domini, è stata chiusa nel 2001. I suoi fondi sono finiti sul conto "Paiolo" di Perego.

 

SADDAM HUSSEINhussein saddam tribunale13hussein saddam tribunale07saddam hussein 009Alfredo Robledo Il Magistrato Alfredo Robledo

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