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CAFONALINO C’ERA UNA VOLTA LA BANCA D’ITALIA – NELL’ERA DELLA BCE, QUEL CHE RESTA DI VIA NAZIONALE SI METTE AL VENTO DI RENZI: “SI È AVVIATA LA RIPRESA”, IL JOBS ACT VA BENE E BEN VENGANO ALTRE RIFORME (CIAO CORE) – LA SCELTA DI IGNAZIO VISCO NELLE SUE “CONSIDERAZIONI FINALI” È STATA QUELLA DI NON DISTURBARE IL MANOVRATORE

Foto LaPresse

 

salvatore rossi ignazio viscosalvatore rossi ignazio visco

DAGOREPORT

 

 

Attenzione, siamo tutti ma proprio tutti interessati dopo sette anni di vacche magrissime a che qualcosa si muova nell'economia. E quindi siamo favorevoli ad attivare tutti i possibili meccanismi psicologici per favorire la fiducia e i consumi.

 

gianni de gennaro vittorio grilli gianni de gennaro vittorio grilli

Ma che la Banca d'Italia nella sua annuale cerimonia pubblica, quella che una volta bacchettava i governi, certifichi senza se e senza ma che anche in Italia "si è avviata la ripresa" francamente appare eccessivo.

 

Si, abbiamo smesso di sprofondare nelle sabbie mobili, la caduta si è fermata, ma i pochi decimali di punti di prodotto interno lordo con cui stiamo avendo a che fare sono appena la prova che siamo vivi. Ovviamente, nessuno meglio degli uomini di Bankitalia che lavorano mesi sulla relazione e le "considerazioni finali" saprebbe argomentare meglio quanto sopra. Il fatto è che la scelta di Ignazio Visco e dei suoi e' stata, nell'anno di grazia 2015, secondo dell'era Renzi, di non disturbare il manovratore: quindi, anche il jobs act va bene e, manco a dirlo, ci vogliono altre riforme così il renzismo può avanzare tranquillo, mentre gli altri stanno sereni cercando di sbarcare il lunario.

fabrizio barcafabrizio barca

 

 

Certo, Visco non è Draghi, e nemmeno Baffi, e meno che mai Carli (che pure fini la sua carriera nelle file democristiane come ministro del Tesoro di De Mita) ma qui, spessore personale dei singoli protagonisti a parte, e' che sono cambiate o stanno cambiando tutte le regole del gioco interne ed esterne e la proverbiale capacità della tecnostruttura di Bankitalia e' stata utilizzata soprattutto per mettere le vele al vento, quello di Firenze e quello di Francoforte. Vediamo perché:

 

ennio e il figlio massimo dorisennio e il figlio massimo doris

1. Nella prima repubblica, Bankitalia era a) il detentore della sovranità monetaria e della lotta all'inflazione nonché degli stimoli all'economia e il supremo regolatore bancario mentre oggi rappresenta appena un diciottesimo della Banca centrale europea; b) aveva fortissime sponde politiche nei partiti laici a cominciare da Ugo La Malfa che con pochi punti percentuali alle elezioni deteneva i pezzi pregiati delle banche e della finanza; c) trattava con la Democrazia Cristiana egemone forte del suo potere diretto e della copertura non solo dei laici ma anche dell'allora Pci, che sempre faceva da scudo. Non a caso Carlo Azeglio Ciampi agli esordi in Bankitalia prima di diventare governatore, premier e ministro del Tesoro, aveva la tessera della Cgil.

 

eugenio scalfarieugenio scalfari

 

2. Nella seconda Repubblica non c'era più la sponda dei laici, ma ben resisteva quella dei Ds e poi al governo c'era Berlusconi, che era assolutamente capace di sbagliare da solo e, contemporaneamente, di non prendere in nessuna considerazione i moniti di via Nazionale. Che però continuava a farli. Va anche detto che Berlusconi non ebbe certo ad ostacolare il governatore Draghi nel passaggio alla Banca centrale europea per diventare l'italiano più potente del mondo. E sappiamo che Draghi da Francoforte non poteva non mandare la famosa lettera che porto' al governo Napolitano/Monti.

susanna camusso susanna camusso

 

3. Oggi Bankitalia, e le "considerazioncine finali" lette oggi da Visco con i numeri dei funzionari che assistono quelli della Bce lo dimostrano, ambisce soltanto ad essere il braccio operativo della Banca centrale europea nella vigilanza sulle banche italiane e si vanta di concorrere alle decisioni di politica monetaria. Inutile aggiungere che la presenza a Francoforte di un presidente italiano che a via Nazionale era stato governatore limita di fatto la stessa capacità di movimento della Banca d'Italia in Europa. Soprattutto, inutile aggiungere che con un debito pubblico come quello italiano c'è poco da arrabattarsi, meglio stare coperti e allineati.

 

rossella orlandirossella orlandi

 

Ma allora se le Considerazioni non sono nemmeno più quelle di una volta, quando tutti celebravano anche le decisioni sbagliate di Bankitalia nascondendosi dietro i moniti, perché non si evita una cerimonia anacronistica, che non ha eguali in nessuna parte del mondo? Insomma, perfino Antonio Fazio riportava all'onore del mondo termini come "parresia" per impreziosire la giornata e ora è tutto al risparmio?

 

raffaele cantoneraffaele cantone

Il punto vero però è politico: se persino quello che era un potere forte, che conserva professionalità e privilegi, non sente il bisogno di reagire con argomentazioni tecniche sullo stato reale dell'economia al diluvio di parole del premier, perché dovrebbe farlo un povero cristo che non ha lavoro o teme di perderlo? Anche Bankitalia si allinea al potere renziano, che non ha dovuto impiegare nemmeno un tweet per metterla fuori gioco in caso si fosse permessa qualche critica.

 

 

paolo cirino pomicinopaolo cirino pomicino

Del resto, se la Corte Costituzionale agisce per sentenze che poi vengono applicate ugualmente in modica quantità, Bankitalia non ha più alcun potere diretto e non vuole in nessun modo rischiare che qualcuno dica che il re, o l'ex re, e' nudo. E fu così che le famose elites, per ignavia e per età che avanza, cedettero senza colpo ferire, anzi senza nemmeno combattere, al prepotente di Firenze.

giorgio squinzigiorgio squinziluciano fontanaluciano fontananagel e montezemolonagel e montezemolo

 

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