1.LA CAMUSSO IN PIAZZA A MILANO CON I BANCARI ATTACCA: “C’È CHI SAPEVA IN ANTICIPO DEL DECRETO SULLE POPOLARI E HA SPECULATO SU QUESTO”. IL SEGRETARIO DELLA CGIL NON FA NOMI MA TUTTI PENSANO SUBITO A DAVIDE SERRA E AL SUO FONDO ALGEBRIS 2. L’AMICO FINANZIERE DEL PREMIER È UN TIPO PREVIDENTE E HA INVESTITO SULLE POPOLARI DAL MARZO DEL 2014 E, IN PARTICOLARE, AVREBBE UNA PARTECIPAZIONE PESANTE SU UN SINGOLO ISTITUTO, CHE I RUMORS DI MERCATI INDIVIDUANO NELLA POPOLARE DI MILANO 3. IERI UNA PORTAVOCE DI SERRA SI È AFFRETTATA A DICHIARARE CHE IL FONDO ALGEBRIS, IN QUESTO 2015, È RIMASTO FERMO E IMMOBILE SULLE POPOLARI. LA CONSOB PERÒ INDAGA SUI GROSSI GUADAGNI CHE QUALCUNO HA REALIZZATO IN BORSA A CAVALLO DEL DECRETO. GUADAGNI CHE METTERÀ A SEGNO ANCHE SERRA, IL GIORNO CHE VOLESSE VENDERE 4. C’È PER CASO QUALCUN ALTRO DEL GIGLIO MAGICO CHE SI È DIVERTITO A GIOCARE IN BORSA?

di Marco Franchi per “Il Fatto Quotidiano”

 

davide serra alla leopoldadavide serra alla leopolda

   Non è un bello spettacolo che subito dopo il decreto” sulle banche popolari “si scopra che c’è chi lo sapeva” in anticipo “e ha speculato su questo”, ha detto ieri a Milano il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, durante il comizio che ha concluso il corteo dei bancari in sciopero per il rinnovo del contratto nazionale. La Camusso non ha fatto nomi ma in piazza della Scala fra sindacalisti e dipendenti hanno subito pensato che il riferimento fosse a Davide Serra, fondatore di Algebris e considerato un sostenitore del premier Matteo Renzi. Tanto che la Camusso lo aveva già attaccato durante la Leopolda quando il finanziere aveva suggerito al governo di intervenire sul comparto dei crediti incagliati dopo aver annunciato il suo ingresso nel settore, e aveva anche chiesto di limitare gli scioperi.

 

davide serra nozze carraidavide serra nozze carrai

   L’ULTIMA frecciata però è arrivata dopo che Serra nei giorni scorsi è stato infatti indicato da rumors di mercato come uno dei soggetti più attivi negli acquisti di azioni delle popolari. Voci cui lui stesso ieri ha replicato dalle pagine del Sole24Ore: “Investiamo sulle banche popolari da marzo 2014. Abbiamo popolari e in particolare abbiamo una specifica, grande posizione. La società sa cosa vogliamo e dove intendiamo arrivare. Ci siamo parlati, anzi siamo in dialogo costante. Non aggiungo altro”. A quale istituto si riferisce? Qualcuno ha pensato al Banco Popolare, altri a Ubi di cui in passato sembra essere stato azionista, mentre nelle sale operative si punta il dito su Bpm ovvero la prima candidata del mercato a diventare polo aggregante dopo la trasformazione coatta in spa.

DAVIDE SERRA ALLA LEOPOLDA DAVIDE SERRA ALLA LEOPOLDA

 

   Di certo, a cavallo dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto sulla riforma (martedì 20 gennaio), i titoli che si sono impennati di più erano stati quelli del Banco veronese, della Popolare milanese, Bper, Ubi e soprattutto l’Etruria (dove vicepresidente è il papà del ministro Maria Elena Boschi). Tanto da spingere Consob ad accendere un faro per verificare eventuali movimenti anomali.

 

Le analisi, ha spiegato il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti rispondendo a una interrogazione parlamentare, “sono state condotte sia sui titoli sia sugli strumenti finanziari derivati aventi come sottostanti le medesime azioni”. L’indagine, ha continuato Zanetti, ha rivelato la presenza di intermediari con posizioni costituite in periodi antecedenti il 16 gennaio (giorno in cui una bozza del decreto ha cominciato a circolare) accompagnati da vendite nella settimana successiva. “In un solo caso tali acquisti hanno rappresentato la diminuzione di una posizione netta corta preesistente, mentre nella maggior parte dei casi essi appaiono costituire l’assunzione di posizioni lunghe”.

 

DAVIDE SERRA DAVIDE SERRA

Quanto alle vendite allo scoperto, “prima dell’annuncio della riforma delle popolari non si sono ravvisati movimenti significativi nelle posizioni nette corte sui titoli del settore né si sono ravvisati altri elementi che abbiano fatto emergere punti di attenzione sull’attività di vendita allo scoperto, con l’unica eccezione sopra menzionata, in relazione alla quale sono in corso i dovuti approfondimenti”.

 

   NESSUNA irregolarità è ancora emersa, quindi. Nel pomeriggio di ieri una portavoce di Serra ha poi precisato che “Algebris Investments non ha fatto alcun acquisto di banche popolari nel 2015, né per conto del fondo Global Financials Fund né per altri suoi mandati di gestione”.

DAVIDE SERRA DAVIDE SERRA

 

   Se il finanziere decidesse di rivendere dal suo desk di Londra una parte dei titoli delle Popolari che ha messo nel suo carrello già fin dall’anno scorso, otterrebbe comunque lauti guadagni: nell’ultimo anno le azioni Bpm hanno messo a segno un rialzo del 77% , quelle del Banco di oltre il 21% mentre Ubi è salita del 14,5 per cento. Dimostrando di avere ottimo fiuto per gli affari e aumentando le sue quotazioni in termini di immagine e reputazione del suo fondo Algebris con la platea di investitori internazionali. Più effetto Serra di così.

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