dagospia.com

CARO CI COSTA, CARANDINI - IL MERAVIGLIOSO CASTELLO DI TORRE IN PIETRA, PROPRIETÀ DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUPERIORE PER I BENI CULTURALI, HA RICEVUTO 300MILA € ASSEGNATI DALLO STESSO MINISTERO. GIUSTO, È UN EDIFICIO DI INTERESSE STORICO - PECCATO CHE PER RICEVERE FONDI PUBBLICI, DOVREBBE ESSERE ACCESSIBILE AL PUBBLICO. E INVECE È PRIVATISSIMO, E NESSUNO PUÒ VISITARLO. A MENO CHE, COME MARA CARFAGNA, NON LO AFFITTI PER IL MATRIMONIO…

Tomaso Montanari per "Saturno - il Fatto Quotidiano"

ANDREA CARANDINIANDREA CARANDINI

L'ultimo numero dell'«Espresso» ha rivelato che il Consiglio Superiore per i Beni culturali ha approvato il versamento di 288.973 euro ai proprietari del Castello di Torre in Pietra, a Fiumicino: e cioè al presidente del medesimo Consiglio, il conte Andrea Carandini, e alle sue sorelle. L'aristocratico archeologo ha risposto - noblesse oblige - che non si cura di queste cose, e che dunque non si era accorto che si discutesse di un'elargizione diretta a lui stesso. Se ne fosse accorto - pensa il lettore ingenuo - forse si sarebbe allontanato per qualche minuto dalla presidenza: anche solo per eleganza (gentilizia, se non istituzionale).

Castello di Torre in PietraCastello di Torre in Pietra

Si potrebbe chiudere qua il discorso - magari augurandosi che, di norma, il presidente sia al corrente di ciò che sta discutendo l'organo che presiede - se non fosse che l'«Espresso» ha trascurato la vera sostanza dell'episodio.

Perché lo Stato, cioè tutti noi, dovrebbe elargire una cifra cospicua a un privato non certo indigente per la conservazione di un suo palazzo? La risposta porta diritto al cuore del nostro modello di tutela, ed è che le opere o gli edifici storici non si considerano in base alla loro proprietà, ma al grado del loro interesse culturale. Se un bene è davvero importante (e Torre in Pietra lo è di sicuro, grazie alle opere architettoniche e figurative che racchiude, tra le quali spiccano gli affreschi di Pier Leone Ghezzi) il proprietario deve risponderne alla collettività.

Castello di Torre in PietraCastello di Torre in Pietra

Perché, accanto alla proprietà giuridica, esiste una proprietà, costituzionale e morale, ben più ampia: in questo senso, quel bene appartiene a tutta la nazione italiana, la quale dunque può contribuire economicamente al suo mantenimento. Naturalmente, però, questo diverso modo di possedere deve potersi esercitare, nell'unico modo possibile: quel bene, per quanto privato, dev'essere accessibile a tutti.

CARFAGNA NOZZE -CARFAGNA NOZZE -

È per questo che l'articolo 38 del Codice dei Beni Culturali impone l'«accessibilità al pubblico dei beni culturali oggetto di interventi conservativi», prescrivendo che «i beni culturali restaurati o sottoposti ad altri interventi conservativi con il concorso totale o parziale dello Stato nella spesa, o per i quali siano stati concessi contributi in conto interessi, sono resi accessibili al pubblico secondo modalità fissate, caso per caso, da appositi accordi o convenzioni da stipularsi fra il Ministero ed i singoli proprietari», e ancora che «gli accordi e le convenzioni stabiliscono i limiti temporali dell'obbligo di apertura al pubblico».

CARFAGNA NOZZE -CARFAGNA NOZZE -

E qui casca l'asino (absit iniuria verbis) perché Torre in Pietra non è visitabile. Se non siete Mara Carfagna (che ha noleggiato il castello, e ci si è sontuosamente sposata), o Silvio Berlusconi (che le ha fatto da testimone) non avete infatti nessuna possibilità di vedere come sono stati spesi i vostri soldi. Sul curatissimo sito internet ( www.castelloditorreinpietra.it  ) la voce "visita" si risolve in una galleria di belle fotografie, e mentre abbondano le indicazioni per l'affitto, non c'è traccia dell'assoluzione dell'obbligo di accessibilità.

CARFAGNA NOZZE - CHIESACARFAGNA NOZZE - CHIESA

Volendo approfondire la faccenda, ho chiamato l'amministrazione per ben tre volte, e in giorni diversi, presentandomi come un privato cittadino, come un insegnante e infine come uno studioso di barocco romano e chiedendo quali fossero le modalità per visitare il castello. La risposta è stata sempre la stessa, cortese ma assai stupita: «Il castello è privato - ha capito? Pri-va-to! - e non è visitabile. Ma se le serve per un matrimonio chiami al ...».

CARFAGNA NOZZE-CON IL PADRECARFAGNA NOZZE-CON IL PADRE

Quel che sarebbe grave (perché illegale) per ogni cittadino, diventa gravissimo per il presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali. In un paese normale, basterebbe molto meno per dimettersi.

Ma in Italia, dove i ministri comprano case senza saperlo, figuriamoci se il professor Andrea Carandini si sente tenuto ad accorgersi di auto-stanziarsi trecentomila euro, o a sapere se casa sua sia aperta o no ai cittadini che gli elargiscono quella somma. E poi, il pensiero unico ortodosso sul patrimonio culturale non prevede oggi la totale abdicazione dell'interesse pubblico nei confronti degli interessi privati? E il conte Carandini all'ortodossia - comunista o ultraliberista, poco importa - ci ha sempre tenuto.

MARA CARFAGNA CON IL PADRE E MEZZAROMAMARA CARFAGNA CON IL PADRE E MEZZAROMA

 


 
[10-02-2012]