CARTE E CARTOTTO, IL BANANA FA IL BOTTO - LA PROCURA DI PALERMO ATTENDE IL BANANA PER INTERROGARLO SULLA PRESUNTA ESTORSIONE SUBITA DA MARCELLO DELL’UTRI, AL QUALE IL POMPETTA HA VERSATO NEGLI ULTIMI ANNI DECINE DI MILIONI DI EURO - LE NUOVE RIVELAZIONI DELL’EX POLITICO DC CARTOTTO SUGLI INIZI DELLA FORTUNA DI SILVIO GETTANO UNA NUOVA LUCE SUI RAPPORTI FRA I DUE INSEPARABILI COMPAGNI DI MERENDE - IL TUTTO, CON L’ONNIPRESENTE OMBRA DELLA MAFIA…

Giuseppe Pipitone per "Il Fatto Quotidiano"

Per due volte si era negato esibendo genericamente "impegni precedentemente fissati". Adesso Silvio Berlusconi avrà quindici giorni, dal 20 agosto al 5 settembre, per comparire davanti ai magistrati della procura di Palermo ed essere interrogato come testimone nell'indagine sulla presunta estorsione subita da Marcello Dell'Utri. E se anche questa volta Berlusconi dovesse sottrarsi, come ha già fatto il 13 agosto, i pm valuteranno la possibilità dell'accompagnamento coatto, una misura che per un parlamentare deve prima avere il via libera dalla Camera dei deputati.

L'ex premier dovrà spiegare ai pm i motivi di quei "prestiti infruttiferi" da decine di milioni di euro concessi senza battere ciglio al sodale di una vita negli ultimi anni. Oggetto dell'interrogatorio sarà anche l'acquisto da parte di Berlusconi della splendida villa sul lago di Como di Dell'Utri, effettuato proprio alla vigilia della sentenza della Cassazione, che avrebbe potuto condannare il senatore del Pdl a sette anni di carcere per concorso esterno a Cosa nostra. E mentre Berlusconi è impegnato a scegliere una data libera per andarsi a sedere davanti ai magistrati palermitani, dal passato potrebbe emergere qualche scampolo di luce che illuminerebbe la sua misteriosa epopea finanziaria.

A fornire rivelazioni inedite sui primi finanziatori di Berlusconi è Ezio Cartotto, l'ex democristiano arruolato da Dell'Utri per costruire Forza Italia poco dopo l'assassinio di Salvo Lima, il 12 marzo 1992. Già alla fine degli anni '90 il politologo milanese aveva raccontato ai magistrati di confidenze ricevute dal finanziere Filippo Alberto Rapisarda: pacchi di soldi "spediti da Palermo negli anni '70 e divisi con Dell'Utri". All'epoca la testimonianza di Cartotto era rimasta senza riscontri, ma adesso il politologo, in un'intervista concessa all'Espresso in edicola da oggi, sostiene di custodire in un vecchio baule documenti inediti, consegnati ai magistrati di Firenze che dimostrerebbero il suo racconto.

All'origine di tutto la Banca Rasini, l'istituto di credito in cui lavorava il padre di Berlusconi, e da cui l'allora giovane imprenditore ottenne i primi prestiti. "La banca fondata dai nobili Rasini - spiega Cartotto - fu acquistata nei primi anni '70, tra lo stupore generale, da un certo Giuseppe Azzaretto, un affarista di Misilmeri, periferia di Palermo". Secondo Cartotto "ufficialmente la Rasini era di Azzaretto padre e di suo figlio Dario, ma in realtà era controllata da Andreotti. Era la sua banca personale. C'è un riscontro che nessuno sa: Andreotti andava in vacanza tutti gli anni nella villa degli Azzaretto in Costa Azzurra. Di questo ho la certezza. Per verificare le mie fonti, ho fatto in modo che Sergio, l'altro figlio di Azzaretto, incontrasse a Roma il nipote di Andreotti, Luca Danese. Si sono visti davanti a me. Baci e abbracci.

Si dicevano: Ti ricordi quando giocavamo insieme... Detto questo, basta ragionare: la Cassazione, con la sentenza di prescrizione, ha stabilito che fino al 1980 Andreotti è stato il referente politico dei più ricchi boss di Cosa nostra. E a quel punto chi ha comprato, o si è intestato, la Rasini? Nino Rovelli, l'industriale legatissimo ad Andreotti, ma anche all'avvocato Cesare Previti".

Nel baule che Cartotto custodiva in soffitta "per poter dimostrare che Berlusconi ha raccontato bugie fin dall'inizio", anche documenti che riguarderebbero "un aumento di capitale per Milano2". Secondo la relazione di Francesco Giuffrida, consulente della procura di Palermo che negli anni '90 indagava sui flussi finanziari all'origine delle fortune di B, in otto anni affluirono nelle holding Fininvest 113 miliardi di lire dell'epoca. Cartotto è stato recentemente interrogato anche dai pm che indagano sulla trattativa Stato-mafia.

Il 25 novembre scorso viene intercettato dalla Dia mentre cerca di comunicare a Berlusconi della convocazione ricevuta dai magistrati palermitani: "Credo - dice Cartotto alla segretaria di Berlusconi - che riguardino sempre quel famoso problema degli accordi tra la mafia, ecco, io non riesco a capire perché questi signori si ostinino a chiedere a me cose che io non sono assolutamente in grado di sapere... Né in un senso, né in un altro".

 

ELLEKAPPA SU DELL UTRI E BERLUSCONI DA LA REPUBBLICA DELLUTRI E BERLU hsGetImage ILLUSTRAZIONE FUCECCHI BERLUSCONI E I SOCIALISTI DELLA PRIMA REPUBBLICA jpegberlusconi previti dellutri ANTONINO INGROIA E FRANCESCO MESSINEO CARTOTTO

Ultimi Dagoreport

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…

donald trump nato iran

DAGOREPORT – COSA DIRÀ DONALD TRUMP NEL DISCORSO DI STANOTTE? LE CANCELLERIE EUROPEE PREPARANO TANICHE DI CAFFÈ E MALOOX: IL TYCOON RIBADIRÀ IL SUO “DISGUSTO” PER I PARTNER DELLA NATO, MINACCIANDO DI NUOVO L’USCITA DEGLI STATI UNITI (“A NOI L’ALLEANZA NON SERVE, CI PROTEGGIAMO DA SOLI”), E POI ANNUNCERÀ LA VITTORIA SULL’IRAN – SE VUOLE SALVARSI LE CHIAPPONE, IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO DEVE FARE UN PASSO INDIETRO E RITIRARSI DAL MEDIORIENTE, PROCLAMANDO DI AVER ANNIENTATO GLI AYATOLLAH, IL LORO NUCLEARE E LA LORO MINACCIA. TUTTE CAZZATE: IL REGIME È PIÙ VIVO E INCAZZATO CHE MAI, E TIENE IL MONDO PER LE PALLE CON LA MINACCIA CONTINUA SULLO STRETTO DI HORMUZ…

sigonella donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT – CHI SI ASPETTAVA UNA REAZIONE FURIOSA DI TRUMP AL “NO” ITALIANO ALL’ATTERRAGGIO DI DUE CACCIA AMERICANI A SIGONELLA, HA SBAGLIATO DI GROSSO: IL NERONE DI MAR-A-LAGO È STATO MOLTO INDULGENTE CON GIORGIA MELONI. E TE CREDO: A FURIA DI MINACCE, ULTIMATUM E BULLISMO, S’È GIOCATO IL FAVORE DI TUTTI I LEADER UE. SFANCULARE ANCHE LA “TRUMPETTA” AVREBBE SIGNIFICATO RIMANERE SOLO CON L’AUTOCRATE ORBAN (CHE TRA DUE SETTIMANE RISCHIA IL PRE-PENSIONAMENTO DA PARTE DEGLI ELETTORI) – IL DRONE-SPIA ANDATO E TORNATO DA HORMUZ IL 20 MARZO E LA “FORZATURA” DI VENERDÌ SCORSO: COSA È SUCCESSO NEI CIELI DELLA SICILIA…

sigonella trump meloni crosetto

DAGOREPORT - IL “NON POSSUMUS” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE USA DI SIGONELLA È UN ULTERIORE PASSETTINO PER PRENDERE LE DISTANZE DALL'INFERNALE TRUMP - LA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" ANCORA 'GNA FA' A MANDARLO DEFINITIVAMENTE AL DIAVOLO E SI BARCAMENA: "IL NOSTRO RAPPORTO CON GLI USA RIMANE SOLIDO" - MA CON LA SCELLERATA GUERRA IN IRAN E LE SUE CONSEGUENZE CATASTROFICHE SUL FUTURO DELL’ECONOMIA, IL GOVERNO MELONI RISCHIA DI SALTARE IN ARIA IL GOVERNO, VEDI LA BATOSTA AL REFERENDUM – LE BASI AMERICANE IN ITALIA NON POSSONO ESSERE USATE A PIACEMENTO DEL PENTAGONO MA SOLO PER OPERAZIONI DI ADDESTRAMENTO O LOGISTICHE - ALLORA COS’È SUCCESSO QUALCHE GIORNO FA NEI CIELI DELLA SICILIA? CI SONO DUE IPOTESI E MEZZO…