C’ERA UN GIUDICE A BOLZANO - POTERI STORTI MOBILITATI CONTRO IL PROCURATORE DELLA CORTE DEI CONTI CHE HA DENUNCIATO “INGERENZE” DEL QUIRINALE NELL’INCHIESTA SU DURNWALDER - LA PROCURA DI ROMA LO ACCUSA DI CALUNNIA E OFFESA AL CAPO DELLO STATO - ROBERT SCHULMERS ISOLATO DAI COLLEGHI E DALL’ASSOCIAZIONE MAGISTRATI - LA SUA COLPA? AVER RIVELATO “PRESSIONI” DEL COLLE (E NON SOLO) PER LASCIARE IN PACE DURNWALDER…

Marco Lillo per il "Fatto quotidiano"

Robert Schulmers non è in ufficio. Il procuratore della corte dei conti del Trentino Alto Adige ha appreso di essere indagato dalla Procura di Roma per due reati gravissimi mentre era in vacanza con la famiglia.

Il giovane magistrato rischia fino a 11 anni di galera per calunnia e offesa al Capo dello Stato per colpa delle lettere all'associazione nazionale magistrati contabili nelle quali denunciava le ingerenze del suo capo, Salvatore Nottola, nelle indagini che disturbavano il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, che a sua volta aveva presentato un dossier a giugno contro l'attività della Procura della Corte dei Conti al presidente Napolitano.

Schulmers ha deciso di lavare i panni sporchi descrivendo quelle che lui considera ingerenze, non solo della Procura generale della Corte dei Conti, ma anche del Quirinale, davanti ai 400 colleghi e all'associazione dei magistrati della Corte dei Conti. Forse sperava in una reazione. Il risultato è stato che il presidente dell'associazione nazionale dei magistrati, più volte contattato dal Fatto per dire una parola su questa vicenda, non si è mai degnato di richiamare. E mette ansia questo silenzio di 400 magistrati di fronte alle lettere pubblicate tra il 25 febbraio e il primo marzo sul sito dell'Anmc e solo il 3 marzo dal Fatto.

I magistrati contabili sono bravi a fare i calcoli e hanno capito che costa troppo tenere la schiena dritta quando si ha di fronte il potere vero, quello che può farti male se osi parlare, come è accaduto a Schulmers. Quello che può contare sull'appoggio del presidente della Repubblica, del presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino (presidente del Consiglio che giudica sui procedimenti disciplinari) e del Procuratore Generale della Corte dei Conti Salvatore Nottola, che esercita l'azione disciplinare.

Il triangolo di potere che ha stritolato Schulmers conta poi sull'appoggio di tutta la stampa che non ha pubblicato una riga delle lettere di Schulmers. E ora anche della Procura della Repubblica di Roma che indaga sulla presunta vittima delle ingerenze, Schulmers.

Per capire questa storia bisogna partire dall'inizio. La provincia autonoma di Bolzano è un'isola felice dove le strade sono pulite, i cittadini fanno la raccolta differenziata e il turismo prospera tra masi e agriturismi finanziati generosamente dalla Provincia che tiene il 90 per cento dei soldi prodotti su queste terre. Dal 1989 regna Luis Durnwalder, leader incontrastato della SVP, il partito di lingua tedesca alleato con il centrosinistra alle ultime elezioni. Senza i voti della SVP di Durnwalder - al Quirinale per prendere l'incarico non sarebbe andato Bersani ma Berlusconi.

Durnwalder è un sovrano illuminato che bada al sodo e per anni la Corte dei Conti non ha avuto da ridire sulla sua gestione. Poi è arrivato come sostituto nel 2006 e poi come capo della Procura della Corte dei Conti del Trentino Alto Adige un ragazzo cresciuto a Bolzano con l'idea che la legge è uguale per tutti. Si chiama Robert Schulmers. Nell'aprile 2008 la Procura della Corte dei Conti indaga sui fondi spesi per la società (in perdita) che gestisce l'aeroporto di Bolzano.

La Procura sequestra persino gli immobili dei consiglieri della società. Cose mai viste a Bolzano. Durnwalder tuona: "È un precedente pericoloso, un'invasione di campo nella politica". Quell'anno Napolitano incontra il presidente altoatesino che - secondo i bene informati - si lamenta. Nel 2011 il procuratore Schulmers cita in giudizio 19 persone, tra cui Durnwalder, per il rimborso IRAP per tre milioni pagato a una società privata partecipata dalla Provincia, la tensione sale.

Il 25 maggio 2012 le difese chiedono l'annullamento dell'inchiesta e undici giorni dopo, il 5 giugno Durnwalder incontra Napolitano al Quirinale. Per i giornali dell'epoca dovrebbero parlare solo della "situazione politica in Alto Adige". In realtà Durnwalder, come ha confermato in alcune interviste in questi giorni, consegna un promemoria su carta non intestata in merito ai problemi con la Corte dei Conti.

Lui dice oggi "sull'aeroporto e sull'energia". Il presidente altoatesino trova terreno fertile. I solerti funzionari del Colle intervengono e tre giorni dopo, 8 giugno 2012, il procuratore generale Nottola chiama Schulmers e gli chiede una nota perché deve parlare con un personaggio importante. Il 9 giugno 2012 Schulmers invia la sua nota per rintuzzare gli attacchi del Colle.

A metà giugno Nottola incontra Schulmers e gli confida di avere incontrato un personaggio importante del Quirinale che ha cercato di delegittimare Schulmers parlando di presunti insuccessi processuali del procuratore. Schulmers su sua richiesta consegna uno specchietto delle sentenze per dimostrare che non è propio un incapace. Il 29 giugno il presidente della Corte dei Conti Giampolino è a Bolzano per il giudizio di parifica e in quell'occasione - scrive Schulmers - gli consiglia di stare tranquillo con i vertici della Provincia.

Giamapolino nega persino l'incontro e sostiene di essere andato a Bolzano solo per l'inaugurazione dell'anno giudiziario in altra data. Il 28 settembre del 2012 Napolitano è invitato a Bolzano da Durnwalder per ricevere persino un'onoreficenza "dell'Austria inferiore". Italia e Sud-Austria tubano come piccioncini, se non fosse per quel procuratore birichino che il 4 ottobre 2012 cita in giudizio la giunta compreso il presidente Durnwalder per l'assegnazione di due consulenze (una a un ex politico SVP) per complessivi 30 mila euro.

IL 17 ottobre 2012 la procura della corte dei conti sequestra le carte del fondo spese del presidente. La Provincia solleva il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale e la Presidenza del Consiglio dei ministri si costituisce al fianco di Schulmers.

Il 25 gennaio però c'è il colpo di scena: il Procuratore generale Nottola chiede al procuratore altoatesino di "revocare il decreto di sequestro e archiviare la vertenza" perché non sarebbe "opportuno" coinvolgere la Presidenza del Consiglio. Schulmers fa di testa sua e accelera invece di frenare: il 15 febbraio formalizza l'accusa contro Durnwalder contestandogli l'utilizzo del fondo del presidente per 1 milione e 653 mila euro in 17 anni.

Dieci giorni dopo, il 26 febbraio Schulmers si leva i sassolini dalle sue scarpe di montanaro. E sono macigni che rotolano fino a Roma. Scrive al presidente dell'Associazione nazionale magistrati contabili Tommaso Miele e la mail, letta da 400 magistrati della mailing list, ha per oggetto "ingerenze indebite a Bolzano". Il 28 febbraio Nottola risponde che è tutto falso. Il primo marzo Schulmers invia una seconda mail durissima e il 3 marzo Il Fatto pubblica il carteggio. Ieri la Procura di Roma indaga Schulmers. I suoi colleghi tacciono ancora. Tutti.

 

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