CGIL, CISL E UIL RAPPRESENTANO I LAVORATORI. OK, MA DI QUALE SECOLO? I PENSIONATI SONO METÀ DEGLI ISCRITTI - I TASSI MAGGIORI TRA GLI OVER 79 E I COLTIVATORI DIRETTI

Enrico Marro per “Corriere Economia - Corriere della Sera”

 

Fanno riflettere i dati sul tasso di sindacalizzazione dei pensionati, elaborati per la prima volta dall’Inps la settimana scorsa. Viene fuori che quasi la metà dei pensionati sono iscritti a una sigla sindacale. Per la precisione, 7.135.859 su 15.778.000 (45,23%). Un livello molto alto, caratteristico dei sindacati italiani.

SINDACATI SINDACATI

 

Del resto Cgil, Cisl e Uil messe assieme dichiarano più di 5 milioni e mezzo di iscritti pensionati su un totale di tesserati di 11,5 milioni. Una così alta presenza di anziani ha probabilmente a che fare con i canali “istituzionali” che facilitano nel nostro Paese l’iscrizione dei pensionati al sindacato e soprattutto che ne garantiscono il tesseramento a vita, salvo revoca.

 

La gran parte delle iscrizioni passano infatti per i patronati che si occupano di sbrigare le pratiche per la pensione sia dei lavoratori dipendenti sia di quelli autonomi e che assistono il pensionati in tutti i rapporti con l’ente di previdenza. Come ricorda l’Inps, l’iscrizione avviene «dietro presentazione di un’autorizzazione espressa e sottoscritta dal pensionato» a effettuare la trattenuta mensile sulla pensione a favore del sindacato (o associazione di categoria) indicato. Ma poi «le trattenute vengono effettuate fino a revoca scritta dell’interessato».

 

Corteo sindacatiCorteo sindacati

In questo senso colpisce che il tasso di sindacalizzazione aumenti con l’aumentare dell’età dei pensionati. Così mentre sotto i 65 anni di età gli iscritti sono solo il 35%, sopra i 79 anni si sale al 53%: probabilmente si tratta anche di quelli che sono da più lungo tempo tesserati e magari hanno dimenticato di esserlo (anche se i sindacati ribattono che la trattenuta è evidenziata nel cedolino della pensione e dunque questo rischio non ci sarebbe).

 

SINDACATI IN PIAZZA A ROMA CONTRO LA RIFORMA FORNERO jpegSINDACATI IN PIAZZA A ROMA CONTRO LA RIFORMA FORNERO jpeg

Interessante anche il fatto che i tassi maggiore di sindacalizzazione si addensino sui pensionati che prendono assegni fino a 1.500 euro netti al mese per poi calare drasticamente sui pensionati più ricchi. Così come è significativo che, passando alle categorie, la sindacalizzazione massima si abbia tra i «coltivatori diretti e assimilati» con il 75% contro il 53% dei lavoratori dipendenti, il 56% degli artigiani e il 52% dei commercianti. Insomma, dove maggiore è i potere di intermediazione burocratica del sindacato (e in agricoltura è massimo) più le sigle raccolgono iscritti.

 

Sarebbe ora auspicabile che l’Istat di Tito Boeri, che ha fatto della trasparenza una delle sue priorità, divulgasse, per gli stessi pensionati, il numero di iscritti a ciascuna sigla sindacale. Così si potrebbero confrontare questi dati, certi, con i tesserati dichiarati da ogni sindacato. Esercizio che potrebbe riservare non poche sorprese, in particolare per quanto riguarda le sigle del sindacalismo autonomo e dell’Ugl.

 

PENSIONATI RITIRANO ALLA POSTA PENSIONATI RITIRANO ALLA POSTA

Il tutto in attesa di conoscere al più presto i dati sugli iscritti tra i lavoratori dipendenti che ora la stessa Inps raccoglierà sulla base della convenzione sottoscritta lunedì scorso da Boeri con i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo e del direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci. E anche qui potrebbero esserci sorprese.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…