COLPACCIO DI ALFONSINA LA PAZZA! - SU “CHI” LA PRIMA FOTO DEL PAPA BIANCO A CASTELGANDOLFO - NASCOSTO AL MONDO MA NON TROPPO, RATZINGER SE LA GODE DA DIO - SCARPE MARRONI, GIACCA A VENTO, BERRETTO DA BASEBALL, UNA MANO TIENE IN TASCA IL ROSARIO E L’ALTRA REGGE IL BASTONE -ACCOMPAGNATO DA DON GEORG TRA ALBERI, SIEPI - L’AVEVA DETTO: “CHI ASSUME IL MINISTERO PETRINO NON HA PIÙ ALCUNA PRIVACY…”

Stefano Filippi per IlGiornale.it

«Nascosto al mondo», ma non ai fotografi. Ecco, al quinto giorno da Papa emerito, la prima immagine di Joseph Ratzinger. La pubblica in esclusiva mondiale il settimanale della Mondadori Chi, in edicola oggi. È un documento storico, a suo modo. Che ci restituisce esattamente il Ratzinger che ci aspettavamo. Un uomo dimesso, curvo, che prega nei giardini del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo accompagnato dal segretario personale, don Georg Gänswein, che procede al suo fianco.

L'obiettivo li inquadra mentre camminano su una stradina nel verde, tra alberi, siepi e un ritaglio di prato. Possiamo immaginare che stiano recitando il rosario: era abitudine di Benedetto XVI passeggiare nei giardini vaticani con la corona delle Avemarie. Alle loro spalle, nascosta quasi completamente da un tronco, s'intravede appena una terza figura vestita di scuro, forse una delle quattro «memores Domini» che hanno accettato di seguire Ratzinger anche in questa «ultima tappa del mio pellegrinaggio su questa terra», come egli ha detto congedandosi.

Il Papa ha freddo. Indossa la talare, una giacca a vento, una sciarpa e un berretto con la visiera, tutto bianco. Con la mano destra si appoggia al bastone nero che impugnava al momento di abbandonare il Vaticano, mentre la sinistra è infilata nella tasca del piumino e probabilmente sgrana la corona del rosario. Ai piedi Ratzinger porta le famose scarpe marroni, non quelle rosse da Pontefice, che per giorni hanno fatto discutere i cultori dell'abbigliamento post-pontificio.

Le calzature sono l'unico segno esteriore del cambiamento avvenuto. Benedetto XVI ha rinunciato all'«esercizio attivo del ministero», alla «potestà dell'officio per il governo della Chiesa» come ha detto nell'udienza di mercoledì scorso, ma rimane un uomo «impegnato sempre e per sempre dal Signore». E aveva aggiunto: «Chi assume il ministero petrino non ha più alcuna privacy». Lo scatto di Chi conferma anche questa verità.

«Sono un pellegrino», erano state le sue parole dalla loggia di Castel Gandolfo. Vecchio e stanco, il pellegrino Ratzinger cammina e prega immerso nel verde, in silenzio. Al lato del sentiero si intravede una rete altissima, emblema di quel «recinto di San Pietro» in cui il Papa ha deciso di rinchiudersi. Benedetto XVI è ingobbito, il peso delle fatiche non lo ha abbandonato, ma non è solo: c'è qualcuno al suo fianco, e la figura di don Georg intabarrato in un soprabito nero che scende fino ai piedi sembra catalizzare le preghiere dei fedeli.

Ieri alle invocazioni del popolo si sono aggiunti i ringraziamenti dei «grandi elettori» del prossimo Papa. «I Padri Cardinali riuniti in Vaticano per le loro Congregazioni generali in vista del prossimo Conclave - si legge nel testo del messaggio inviato dal decano Angelo Sodano - Le inviano in coro un devoto saluto con l'espressione della loro rinnovata gratitudine per tutto il Suo luminoso ministero petrino e per l'esempio loro dato di una generosa sollecitudine pastorale, per il bene della Chiesa e del mondo. La loro gratitudine vuole rappresentare tutta la riconoscenza della Chiesa per il Suo instancabile lavoro nella vigna del Signore. I membri del Collegio Cardinalizio confidano infine nelle Sue preghiere per loro, come per tutta la Chiesa».

È una coincidenza curiosa che questo telegramma sia stato spedito il giorno in cui è apparsa la prima foto del Papa emerito. Il messaggio è un gesto cortese e riconoscente ma vi si coglie anche un sapore di atto dovuto, un po' ingessato. Sodano era stato molto efficace in Sala Clementina, nell'ultimo giorno del pontificato, prima che Benedetto XVI salutasse a uno a uno tutti i cardinali: evocando i discepoli di Emmaus aveva detto che «ardeva anche il nostro cuore quando camminavamo con lei in questi otto anni». Ora il Papa emerito è a Castel Gandolfo e i cardinali sono impegnati a capire chi eleggere, vogliono sapere di Vatileaks, Ior, scandali, Curia e governo della Chiesa. Sì, c'è un posto di riguardo per loro nel rosario di Benedetto XVI scandito nella quiete di Castel Gandolfo.

 

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