COME SCAMBIARE SANITÀ PER SANTITÀ - PER COPRIRE IL MILIARDO DI DEBITI DI DON VERZÉ, IL VATICANO DEVE SCUCIRE A BREVE TRA I 250 E I 400 MLN € (I FORNITORI SCALPITANO) - MA BERTONE GIÀ PENSA SOLO AL SUO GRANDE POLO SANITARIO CHE RIUNISCA IL SAN RAFFAELE AL BAMBIN GESÙ DI ROMA E ALLA CASA DI SAN GIOVANNI ROTONDO - DOMANDA: PERCHÉ LA SANTA SEDE SGANCIA, SENZA REMORE, CENTINAIA DI MILIONI DEL PATRIMONIO DELLA CHIESA CHE HA FINALITÀ “DI CULTO, EVANGELIZZAZIONE E CARITÀ”?...

Andrea Tornielli per "la Stampa"

L' emergere della voragine di un miliardo e mezzo di debiti del San Raffaele, l'ospedale fondato da don Luigi Verzè che la Santa Sede cerca di salvare dal fallimento, sta facendo crescere una diffusa inquietudine nella Chiesa italiana e anche nei palazzi d'Oltretevere. Don Verzè all'inizio dell'estate aveva preferito coinvolgere la Santa Sede invece di affidarsi alla cordata dell'imprenditore della sanità lombarda Giuseppe Rotelli.

La gestione (fallimentare, economicamente parlando) del San Raffaele è ora in carico da diverse settimane alla squadra messa insieme dal cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Il cda, che si riunisce nuovamente oggi, è composto da personalità di primo piano dalle comprovate capacità, come il presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi; il manager della sanità Giuseppe Profiti; l'ex Guardasigilli prodiano Giovanni Maria Flick; l'imprenditore genovese Vittorio Malacalza. I quali hanno affidato a Enrico Bondi l'incarico di fare chiarezza sui conti entro il 15 settembre.

Non è stato ancora comunicato a quanto ammonterà l'impegno della banca vaticana: si parla di una cifra che va dai 250 ai 400 milioni di euro, con l'obiettivo anche di coprire i debiti più urgenti con le case farmaceutiche. Somma davvero considerevole, se confermata, tanto più in questo momento di crisi economica mondiale che vede in difficoltà anche le finanze della Santa Sede.

Dietro l'iniziativa del cardinale Bertone ci sarebbe il progetto di creare un grande polo sanitario d'eccellenza, che riunisca il San Raffaele all'ospedale Bambin Gesù di Roma e alla Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (gli ultimi due già gestiti dal Vaticano). Ma il polo comprenderebbe anche il Policlinico Gemelli, che appartiene dell'Università Cattolica, ateneo sul quale il Segretario di Stato ha lanciato un'Opa per controllarne quanto prima la «cassaforte», l'Istituto Toniolo, anche a costo di cambiarne gli statuti. E c'è chi ha detto che il grande network potrebbe includere gli ospedali genovesi Galliera e Gaslini, presieduti dall'arcivescovo di Genova.

In molti si chiedono se sia davvero un compito specifico della Santa Sede quello di creare, gestire e controllare poli sanitari d'eccellenza. Non ci troviamo di fronte a un investimento per far fruttare fondi da destinare ad altre finalità: la sanità è un settore solitamente in perdita. Non è evidente, al momento, una motivazione etica, quale sarebbe stata salvare un ospedale malandato in Africa, o costruire nuovi presidi sanitari nelle zone dimenticate del Terzo mondo dove si muore per la mancanza delle cure più elementari. Iniziative che peraltro lo Ior, Istituto per le opere di religione, già sostiene. Perché la Santa Sede si impegna in un'iniziativa così rischiosa e sembra pronta a impiegare centinaia di milioni di euro del patrimonio della Chiesa che ha finalità «di culto, evangelizzazione e carità»?

C'è un secondo problema che inquieta molti, e riguarda i contenuti dell'insegnamento e della sperimentazione al San Raffaele, che non è mai stato un ospedale «cattolico», cioè in linea con l'insegnamento della Chiesa in materia bioetica. Nel momento in cui sarà formalizzato il passaggio definitivo della gestione nelle mani vaticane, i nuovi amministratori saranno costretti a tenerne conto, mentre i docenti ospedale e dell'ateneo fondato da don Verzè hanno già fatto sapere di considerare «non negoziabile» la loro libertà di insegnamento e di ricerca. Anche su questo terreno, la strada appare tutta in salita.

Bisognerà attendere le prossime settimane per conoscere le risposte che verranno date a queste domande come pure, se ci sarà, la reazione di alcuni importanti episcopati del mondo, che garantiscono le entrate più consistenti alla Santa Sede.

 

Don VerzéTarcisio Bertone CENTRO TABOR- SAN RAFFAELECUPOLA DELL'OSPEDALE SAN RAFFAELESan Giovanni RotondoETTORE GOTTI TEDESCHI

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…